• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.3/02778    secondo quanto riportano notizie di stampa del 7 febbraio 2017, il consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, nella figura del suo vicepresidente, dottor Vincenzo...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-02778presentato daCIRACÌ Nicolatesto diMercoledì 8 febbraio 2017, seduta n. 738

   CIRACÌ, PALESE, ALTIERI, CAPEZZONE, FUCCI, MARTI e DISTASO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
   secondo quanto riportano notizie di stampa del 7 febbraio 2017, il consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, nella figura del suo vicepresidente, dottor Vincenzo Silvestri, ha inviato una lettera all'amministratore delegato di Equitalia e al direttore generale dell'Inps, segnalando alcune gravi ricadute della procedura di definizione agevolata, prevista dall'articolo 6 del decreto-legge n. 193 del 2016, convertito con modificazioni dalla legge n. 225 del 2016;
   il problema si pone essenzialmente per coloro che hanno un debito nei confronti degli istituti previdenziali che può, legittimamente, entrare nella definizione agevolata prevista dal decreto-legge n. 193 del 2016. Per un mancato raccordo fra la normativa fiscale e quella previdenziale, le aziende che hanno debiti previdenziali, anche minimi, potrebbero essere portati a non aderire alla cosiddetta «rottamazione» delle cartelle, in quanto l'adesione blocca il rilascio del «Durc», il Documento unico di regolarità contributiva, da parte dell'Inps e dell'Inail, impedendo quindi di partecipare agli appalti pubblici per la fornitura di beni e servizi;
   l'insolvenza nei riguardi di un ente di previdenza e assistenza, confluito in una cartella esattoriale, può essere oggetto di una richiesta di rateazione e con tale iniziativa (seguita dal regolare pagamento delle rate), si permette al debitore di riacquisire la corretezza contributiva che gli consente di ottenere il Durc;
   le imprese che non hanno rateizzato i propri debiti con il fisco e accedono alla definizione agevolata devono attendere una risposta dell'agente della riscossione che può arrivare entro il 31 maggio 2017. Nel frattempo, persistendo la situazione debitoria e non essendo previsto alcun correttivo, al debitore è precluso l'ottenimento del Durc e anche la possibilità di ricorrere al pagamento rateale con ripristino della situazione;
   paradossalmente, quindi, coloro che già hanno avviato una rateazione e decidono di passare alla definizione agevolata di cui al decreto-legge n. 193 del 2016 (sospendendo i pagamenti delle rate), sono avvantaggiati visto che, per le dilazioni concesse dal 22 ottobre 2015, la rateazione decade nel caso di mancato versamento di cinque rate (otto, per i piani approvati prima). Pertanto, per chi si trova in tale circostanza, il tempo di attesa della risposta dell'agente, non inficia il rilascio del Durc –:
   se il Governo sia a conoscenza di quest'ennesima criticità emersa in fase di applicazione della citata disciplina in materia di definizione agevolata e quali iniziative normative intenda mettere in atto al fine di eliminare quella che appare agli interroganti un'incongruenza e una palese disparità di trattamento fra i contribuenti.
   (3-02778)