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Atto a cui si riferisce:
C.5/01259 il decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, all'articolo 52, comma 1, lettera a), modificando la disciplina sulla rateazione delle somme iscritte a ruolo, prevede che il debitore il quale, per...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 24 ottobre 2013
nell'allegato al bollettino in Commissione VI (Finanze)
5-01259

Con il documento in esame il Presidente Capezzone chiede al Governo quali iniziative intende assumere al fine di pervenire in tempi brevissimi alla conclusione dell'iter attuativo delle modifiche in materia di rateazione delle somme iscritte a ruolo, previsto dal comma 3 dell'articolo 52, del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013 n. 98, e chiede se il Governo intenda fornire indicazioni più precise circa i tempi di emanazione del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di cui al citato comma 3 dell'articolo 52 del decreto-legge n. 69 del 2013.
Al riguardo, il Dipartimento delle finanze, d'intesa con l'Agenzia delle Entrate, ribadisce che è in fase avanzata l'iter di stesura del decreto in commento.
In particolare, il Dipartimento precisa che lo slittamento dei termini di adozione del decreto, lamentato dall'Onorevole Presidente, è derivato dalla complessità delle misure tecnico-operative volte ad assicurare che il nuovo meccanismo di rateazione sia inserito e coerentemente raccordato alle variegate disposizioni già vigenti in materia.
In tale contesto, le strutture interessate stanno operando affinché il decreto, di imminente emanazione, stabilisca, con semplicità, chiarezza e celerità, le modalità di attuazione e monitoraggio delle nuove disposizioni introdotte dal decreto legge n. 69 del 2013, al fine di andare effettivamente incontro alle esigenze dei contribuenti in difficoltà.
In questo senso, dagli approfondimenti effettuati è emersa la possibilità che, per ragioni di equità, i piani di rateazione ordinari già accordati alla data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 69 del 2013, ovvero quelli che siano stati accordati nelle more dell'adozione del decreto ministeriale in commento, possano, in presenza delle condizioni di legge, essere aumentati fino a 120 rate.