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Atto a cui si riferisce:
C.4/02286 nella notte tra il 7 e l'8 ottobre 2013, la provincia di Matera e in particolare il territorio del metapontino sono stati messi in ginocchio da un violento nubifragio; l'ondata...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Sabato 21 dicembre 2013
nell'allegato B della seduta n. 143
4-02286
presentata da
LATRONICO Cosimo

Risposta. — In merito all'interrogazione in esame, riguardante il nubifragio che nella notte tra il 7 e l'8 ottobre 2013 ha colpito la provincia di Matera e la messa in sicurezza del suolo, nel premettere che la regione Basilicata, per gli eventi in questione, non ha presentato formale richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'articolo 5 della legge n. 225 del 1992, si rappresenta quanto segue.
Nella regione Basilicata sono 131 i comuni con aree ad alta criticità idrogeologica che costituiscono il 100 per cento dei comuni dell'intera regione. Inoltre, 540 chilometri – che costituisce il 5,4 per cento della superficie della regione – si considerano ad alta criticità idrogeologica, con il 55 per cento soggetto a frane e il restante 45 per cento esposto ad alluvioni. In particolare, nella provincia di Matera sono 31 i comuni sensibili che hanno aree soggette a livelli di pericolosità e di rischio idrogeologici più elevati, per circa 238 chilometri quadrati di territorio coinvolto.
La fragilità del territorio regionale ha portato nel corso degli anni a finanziare numerosi interventi in quest'area. Infatti, dal 1999 ad oggi sono stati finanziati, nella sola provincia di Matera, 87 interventi per un importo di 44.758.038,88 euro. Dei suddetti interventi, 40 sono stati finanziati nel periodo 1999-2010, per un importo di 30.229.038,88 erogato direttamente alle regioni o ai comuni interessati e gli ulteriori 47 interventi finanziati dal 2010 ad oggi, per un valore di 14.529.000,00 euro.
A partire dall'anno 2010, al fine di realizzare una programmazione coordinata sull'intero territorio nazionale, sono stati sottoscritti con le regioni Accordi di programma e relativi atti integrativi, ai sensi dell'articolo 2, comma 240 della legge n. 191 del 2009, che hanno finanziato i piani straordinari diretti a rimuovere le situazioni ad più alto rischio idrogeologico. I suddetti accordi individuano e finanziano interventi urgenti per la messa in sicurezza della popolazione e del territorio individuati dalle regioni e sottoposti alla valutazione della direzione generale per la tutela del territorio e delle risorse idriche, coinvolgendo le autorità di bacino ed il dipartimento della Protezione civile.
In particolare, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare il 14 dicembre 2010 ha sottoscritto con la regione Basilicata un accordo di programma, integrato nel 2011, che ha finanziato 106 interventi per un valore di euro 35.204.000,00 di risorse statali e regionali che hanno coinvolto le due province. Ad oggi, il Ministero ha trasferito sulla contabilità speciale del commissario straordinario delegato all'attuazione degli interventi inseriti in accordo 6.685.370,83 euro, che, pertanto, non sono soggetti alle restrizioni conseguenti il vincolo del patto di stabilità.
Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare procederà, nell'ambito degli stanziamenti pluriennali previsti dalle leggi di stabilità, alla totale copertura dei finanziamenti relativi agli interventi compresi negli accordi di programma già sottoscritti e a promuovere la definizione di un piano nazionale, la cui realizzazione è stata stimata in 40 miliardi, di cui circa 13 sono necessari per mettere in sicurezza le aree del Mezzogiorno.
Al fine di procedere alla stesura di un piano di interventi razionale e coordinato sull'intero territorio nazionale, la stima dei costi, l'individuazione delle aree interessate e la selezione degli interventi ammessi a finanziamento dovrà derivare da una valutazione delle priorità effettuata dal Ministero in condivisione con gli enti locali, con le autorità di bacino nonché con il dipartimento di Protezione civile.
Dai dati prodotti dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) ed elaborati dai competenti uffici ministeriali, è stato stimato che dal 1950 ad oggi sono state 1473 le vittime dei dissesti idrogeologici, che aumentano a 3660 se si considerano anche gli eventi causati da interventi umani. Inoltre, il costo complessivo dei danni provocati dagli eventi franosi ed alluvionali dal 1951 al 2009, rivalutato in base agli indici ISTAT, risulta superiore a 52 miliardi di euro. La frequenza degli eventi sembra aumentate con gli anni, ma l'entità dei danni provocati è inferiore nel tempo se considerata in rapporto al PIL. L'obiettivo, pertanto, è superare la logica dell'emergenza e delle spese per riparare un danno già realizzatosi.
In recepimento della direttiva 2007/60, con il decreto legislativo n. 49 del 2010 l'Italia ha previsto che siano ultimati e pubblicati, entro il 22 dicembre 2015, i piani di gestione del rischio di alluvioni per ciascun distretto idrografico italiano. Il piano di gestione riguarda tutti gli aspetti della gestione del rischio di alluvioni, in particolare la prevenzione, la protezione e la preparazione, comprese le previsioni di alluvione e il sistema di allertamento nazionale tenendo conto delle caratteristiche del bacino idrografico o del sottobacino interessato.
Rispettando i tempi previsti dalla direttiva e dal relativo decreto di recepimento, lo scorso giugno sono state predisposte e rese pubbliche le mappe di pericolosità e rischio di alluvioni, elaborate anche sulla base degli indirizzi operativi definiti dal Ministero dell'ambiente con la collaborazione dell'ISPRA e delle autorità di bacino di rilievo nazionale.
Il Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare: Marco Flavio Cirillo.