• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/15532    alcuni mesi fa, un articolo pubblicato da un quotidiano online di Verona, poneva l'attenzione sulla modalità di conferimento di alcuni incarichi di vertice in tre partecipate veronesi,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-15532presentato daFANTINATI Mattiatesto diGiovedì 9 febbraio 2017, seduta n. 739

   FANTINATI. — Al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione . — Per sapere – premesso che:
   alcuni mesi fa, un articolo pubblicato da un quotidiano online di Verona, poneva l'attenzione sulla modalità di conferimento di alcuni incarichi di vertice in tre partecipate veronesi, tutti avvenuti tra giugno e luglio del 2015;
   in particolare, prendeva in esame quella dell'ingegner Niko Cordioli, presidente di «Acque Veronesi» – società consortile per la gestione della distribuzione e la depurazione delle acque nella provincia – quella di Fabio Venturi, presidente di Agsm Verona spa – multiutility dell'energia, acqua, gas e rifiuti, di proprietà del comune di Verona – e, infine, quella di Giuseppe Stoppato, presidente di Agsm Energia;
   Niko Cordioli, nominato alla guida di «Acque Veronesi» il 13 luglio del 2015, ha ricoperto la carica di consigliere provinciale di Verona dal 2009 al 2014;
   Fabio Venturi, nominato presidente di Agsm Verona a fine giugno 2015, è stato prima consigliere provinciale, poi vicepresidente della provincia di Verona e, infine, assessore all'ambiente per il medesimo ente, nell'arco temporale che va dal 2009 al 2014;
   Giuseppe Stoppato, sullo scranno più alto di Agsm Energia dal 23 luglio 2015, era diventato consigliere regionale del Veneto nel settembre del 2014, subentrando ad un collega dimissionario;
   l'articolo 7 del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, detta disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le amministrazioni pubbliche e gli enti di controllo pubblico;
   in particolare, il comma 2 impedirebbe di ricoprire tali cariche «a coloro che nei due anni precedenti siano stati componenti della giunta o del consiglio della provincia, del comune o della forma associativa tra comuni che conferisce l'incarico (...) nella stessa regione dell'amministrazione locale che conferisce l'incarico, nonché a coloro che siano stati presidente o amministratore delegato di enti di diritto privato in controllo pubblico da parte di province, comuni e loro forme associative della stessa regione, non possono essere conferiti:
    a) gli incarichi amministrativi di vertice nelle amministrazioni di una provincia, di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione;
    b) gli incarichi dirigenziali nelle medesime amministrazioni di cui alla lettera a);
    c) gli incarichi di amministratore di ente pubblico di livello provinciale o comunale;
    d) gli incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico da parte di una provincia, di un comune con popolazione superiore a 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione»;

   i criteri fissati dal decreto legislativo sono, dunque, norme specifiche che dovrebbero regolare e regolamentare i requisiti di chi concorre alla guida di posizioni di vertice nella pubblica amministrazione;
   è di tutta evidenza, invece, come Cordioli, Venturi e Stoppato abbiano assunto gli incarichi senza che fossero trascorsi i due anni previsti dalla cessazione del loro precedente mandato in provincia e in regione Veneto;
   scrive il quotidiano veronese: «a Verona, pare che i decreti legislativi possano essere facilmente desautorati, sia nella forma che nella sostanza e, in barba alla legge, esponenti locali comandano presiedono i cda di partecipate veronesi, senza averne titolo. Assecondati dal Sindaco Tosi, che a capo di quelle partecipate ce li ha messi. Noncurante delle disposizioni legiferate a Roma»;
   le nomine di questi manager, a giudizio dell'interrogante, sono l'ennesimo segnale di una classe politica pronta a mettere a rischio la credibilità stessa delle istituzioni locali, alimentando il sospetto che alla base ci siano i soliti giochi di potere –:
   se ritenga di valutare se sussistono i presupposti per inoltrare, ai sensi dell'articolo 16, comma 2, del decreto legislativo n. 39 del 2013, una segnalazione all'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) in relazione al conferimento degli incarichi su menzionati, valutando altresì l'esigenza di iniziative normative volte a rafforzare la disciplina in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le amministrazioni pubbliche. (4-15532)