• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01656    la prima indagine a scoperchiare l'intreccio tra politica, mafie, imprenditori corrotti e massoneria risale al 1993 con l'inchiesta Adelphi, condotta dalla magistratura napoletana, grazie...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-01656presentato daARTINI Massimotesto diMartedì 14 febbraio 2017, seduta n. 741

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro della salute, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per sapere – premesso che:
   la prima indagine a scoperchiare l'intreccio tra politica, mafie, imprenditori corrotti e massoneria risale al 1993 con l'inchiesta Adelphi, condotta dalla magistratura napoletana, grazie alle dichiarazioni di un pentito di camorra, Nunzio Perrella, fratello del boss Mario Perrella, con interessi nei rifiuti e nel traffico di stupefacenti, affiliati al clan Puccinelli di Rione Traiano (Na);
   il pentito rivelò che, nel suo ruolo nell'affare dei rifiuti per conto del clan napoletano, aveva avuto contatti diretti anche con esponenti di primo piano della politica nazionale della prima Repubblica;
   l'ex assessore all'ambiente della provincia di Napoli Perrone Capano, docente universitario di scienza delle finanze, secondo l'indagine Adelphi aveva il compito di rilasciare le autorizzazioni alle discariche, come la Di.Fra.Bi. di Pianura, la Alma di Villaricca, la Novambiente e le discariche Resit 1 e 2 di Giugliano e, dai documenti in suo possesso, reperiti durante una perquisizione, è evidente l'esistenza di un giro di fatturazione e di procedure che cambiavano la natura dei rifiuti durante il tragitto verso le discariche;
   Nunzio Perrella fece comprendere alla magistratura antimafia che il traffico dei rifiuti era diventato più redditizio di quello della droga e svelò i particolari di un summit a cui lui stesso aveva preso parte, al ristorante-hotel La Lanterna di Villaricca (Na), nel 1989, nel quale fu siglato il patto sui rifiuti tra gli esponenti della mafia casertana e quella napoletana, alla presenza di imprenditori e personaggi della borghesia criminale legati agli affari sui rifiuti;
   dall'inchiesta Adelphi, condotta dai pubblici ministeri Giuseppe Narducci, Aldo Policastro e Giovanni Melillo, emersero poi altre piste che portavano direttamente verso i traffici di armi e droga gestiti dal boss della cupola del cartello della Nuova Famiglia, Carmine Alfieri e da quanto reperito nello studio del commercialista Rosario Gava, fratello di Antonio Gava, emersero i collegamenti con la società Di.Fra.Bi di Pianura;
   aperta negli anni ’50, la storia della discarica Di.Fra.Bi di Pianura (Napoli), collocata nel cratere del vulcano degli Astroni, nei suoi 43 anni di attività può bene rappresentare l'evoluzione degli affari intorno alla gestione dei rifiuti fino alla fine degli anni ‘90;
   fino al 1996, anno in cui fu chiusa definitivamente, nella discarica napoletana sono stati depositati fino a 40 milioni di metri cubi di rifiuti, parte dei quali scarti e rifiuti industriali provenienti dal nord Italia, tra cui polveri di amianto e rifiuti di industrie chimiche e, tra il 1985 ed il 1996, è stata autorizzata a ricevere 730 mila tonnellate l'anno di rifiuti urbani e 150 mila tonnellate di speciali e tossici;
   in un'audizione presso la Commissione di inchiesta per le economie del 1998 l'ex procuratore della Repubblica di Napoli, Agostino Cordova, spiegava il cosiddetto «giro di bolla» con il quale si falsificava la documentazione che accompagnava il trasporto dei rifiuti tossici, dichiarando che i rifiuti tossico-nocivi affidati per lo smaltimento vengono classificati come riutilizzabili e vanno a finire in cave di solito abusive riempite di rifiuti;
   intorno alla discarica sono state costruite abitazioni durante la cui edificazione sono stati smaltiti rifiuti tossici nel canalone di Pianura, senza che nessuno verificasse o controllasse;
   l'inchiesta Adelphi del 1992 portò a decine di arresti sfociati in assoluzioni, prescrizioni e pochissime condanne –:
   se i Ministri interrogati, alla luce di quanto è emerso dalle inchieste citate in premessa, dispongano di dati epidemiologi relativi alle aree citate (Pianura, Villaricca, Giuliano e altre) e se vi siano piani di bonifica e recupero di tali aree, che hanno procurato gravi danni all'ambiente e alla salute dei cittadini.
(2-01656) «Artini, Baldassarre, Bechis, Brignone, Civati, Andrea Maestri, Matarrelli, Pastorino, Segoni, Turco, Pisicchio».