• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/07006 GIOVANARDI, AUGELLO, COMPAGNA, QUAGLIARIELLO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della difesa - Premesso che: il generale Bruno Stano che guidava la brigata Sassari...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07006 presentata da CARLO GIOVANARDI
mercoledì 15 febbraio 2017, seduta n.763

GIOVANARDI, AUGELLO, COMPAGNA, QUAGLIARIELLO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della difesa - Premesso che:

il generale Bruno Stano che guidava la brigata Sassari a Nassiriya è stato assolto in via definitiva, dopo un lungo iter processuale penale, dall'accusa di imperizia e negligenza relativi all'attentato che colpì la base dei Carabinieri "Maestrale" in Iraq nel 2003;

lo stesso generale è stato viceversa condannato in sede civile a pagare circa 80.000 euro di spese e a risarcire i parenti delle vittime sulla base di un reato che non ha commesso;

come ha scritto l'esperto di strategia militare Gianandrea Gaiani: "risulta a dir poco contraddittorio che un comandante non sia stato condannato da Corti marziali o tribunali penali ma venga poi costretto a risarcire le famiglie delle vittime per altro già indennizzate dallo Stato per la morte dei loro cari. Il precedente risulta devastante per la credibilità militare dell'Italia e per il messaggio che trasmette ai comandanti di oggi e di domani. Quale generale sarà sereno nel guidare i suoi uomini in operazioni se rischierà di dover rispondere di tasca sua per feriti e caduti? Né certo potrà esserlo un giovane capitano nell'ordinare alla sua compagnia di attaccare terroristi o miliziani. Le guerre sono piene di errori di valutazione ma un soldato può risponderne davanti ad una Corte marziale non in termini di risarcimenti"; continua dicendo: "se le truppe italiane in Iraq avessero avuto più unità del Genio avrebbero potenziato in tempo utile le mura delle basi, se avessero avuto i carri armati avrebbero potuto porli a difesa degli accessi a ponti e basi bloccando ogni minaccia",

si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Governo intenda immediatamente assumere per risolvere questa imbarazzante e contraddittoria situazione di contrasto fra giustizia penale e giustizia civile e se non ritenga che sia lo Stato a doversi far carico di quanto accaduto a Nassiriya, viste le regole di ingaggio imposte ai militari italiani nelle "missioni di pace" o umanitarie all'estero che avvengono, ad avviso degli interroganti, senza dotarli dei mezzi necessari a contrastare con efficacia il nemico.

(4-07006)