• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/03809 la società ANAS s.p.a., in qualità di soggetto concedente, con avviso pubblicato in GUCE n. GU/S 126 del 4 luglio 2007, ha reso noto di affidare, ai sensi degli articoli 152 e ss. e...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03809presentato daAGOSTINELLI Donatellatesto diMartedì 4 marzo 2014, seduta n. 182

AGOSTINELLI, TERZONI e CECCONI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
la società ANAS s.p.a., in qualità di soggetto concedente, con avviso pubblicato in GUCE n. GU/S 126 del 4 luglio 2007, ha reso noto di affidare, ai sensi degli articoli 152 e ss. e dell'articolo 175 del decreto legislativo n. 163 del 2006, in concessione le attività di progettazione, realizzazione e successiva gestione del collegamento viario tra il porto di Ancona la A14 e la S.S. 16;
a valle di tale procedura di gara, il consiglio di amministrazione di ANAS s.p.a. del 23 aprile 2008 ha dichiarato di pubblico interesse, ai sensi dell'articolo 154 del decreto legislativo n. 163 del 2006, la proposta presentata dall'ATI costituita tra le società Impregilo S.p.A., Astaldi s.p.a., Pizzarotti s.p.a. e Itinera s.p.a. (Promotore);
l'offerta economica del promotore prevedeva la realizzazione dell'opera per un ammontare complessivo di euro 480 milioni di euro circa in totale autofinanziamento e senza alcun contributo pubblico;
il CIPE, con delibera n. 9/2011 del 5 maggio 2011 ha approvato con prescrizioni, lo schema di convenzione presentato dal promotore;
con tale delibera il CIPE ha richiesto, tra l'altro, di aggiungere un articolo 9-bis, che regoli gli istituti del recesso, oltre che della revoca e della risoluzione della convenzione, specificando che i mutamenti sostanziali del quadro legislativo e regolatorio non devono essere inclusi tra le possibili cause legittimanti la corresponsione di indennizzo;
inoltre, la medesima delibera ha previsto che entro trenta giorni dall'aggiudicazione definitiva della concessione in argomento, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvederà a comunicare al CIPE l'esito della gara e a trasmettere copia del piano economico finanziario aggiornato in relazione agli esiti della stessa;
in data 1o ottobre 2012, per effetto di quanto disposto dall'articolo 11, comma 5, del decreto-legge n. 216 del 2011 e successive modificazioni e integrazioni, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è subentrato ad ANAS s.p.a. nelle funzioni di concedente;
con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti n. 341 del 1o ottobre 2012, in attuazione della predetta disposizione normativa, è stata istituita presso il medesimo Ministero la struttura di vigilanza sulle concessioni autostradali (in seguito «Struttura) il cui responsabile è stato individuato nell'architetto Mauro Coletta;
in data 12 settembre 2013 la struttura procedeva all'aggiudicazione definitiva della concessione in oggetto all'ATI costituita tra le società Impregilo s.p.a., Astaldi s.p.a., Pizzarotti s.p.a. e Itinera s.p.a.; in data 2 dicembre 2013 l'ATI aggiudicataria della concessione ha costituito, ai sensi dell'articolo 156 del decreto legislativo n. 163 del 2006 la società di progetto Passante Dorico s.p.a., che è subentrata all'ATI;
in data 18 dicembre 2013 è stata sottoscritta tra la struttura del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la società di progetto la convenzione in oggetto che, tra i suoi allegati, include sia il piano economico-finanziario che lo studio trasportistico offerti in sede di gara nel 2007;
in primo luogo, ad avviso degli interroganti si evidenzia che la struttura del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha proceduto alla sottoscrizione del contratto di concessione ma non risulta agli interroganti sia stata data preventiva comunicazione, nei trenta giorni successivi all'aggiudicazione definitiva della concessione di costruzione e gestione in argomento, al CIPE dell'esito della gara; non risulta inoltre se si sia proceduto alla trasmissione della copia del piano economico finanziario aggiornato in relazione agli esiti della stessa. In secondo luogo, la struttura del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – nonostante siano passati ben sette anni dalla presentazione del piano economico-finanziario dell'aggiudicatario della concessione – non ha ritenuto di procedere, prima della sottoscrizione della convenzione, ad un aggiornamento dei contenuti economico-finanziari del piano economico-finanziario al fine di verificare la permanenza dell'interesse pubblico a procedere alla realizzazione dell'opera senza gravare sulla finanza pubblica;
al riguardo gli interroganti evidenziano come a causa del perdurare degli effetti della crisi economica, rispetto alle previsioni contenute nel piano economico-finanziario, redatto nel 2007, ed allegato alla convenzione sottoscritta in data 18 dicembre 2013, sono drasticamente peggiorate sia le condizioni richieste dal mercato finanziario per il finanziamento dell'opera che, soprattutto, i volumi di traffico che hanno subito per l'area interessata all'opera una contrazione oscillante tra il 30 per cento ed il 50 per cento;
tali oggettivi fattori secondo gli interroganti avranno inevitabilmente come conseguenza l'impossibilità di garantire l'equilibrio economico-finanziario originario con conseguente aggravio sui saldi di finanza pubblica e che lo Stato potrà essere chiamato a sostenere la realizzazione dell'opera con contributi pubblici;
in terzo luogo, la struttura del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha inopinatamente ed incautamente sottoscritto una clausola, non prevista nella convenzione sottoposta al parere del CIPE, a discapito dell'interesse pubblico ed a tutto vantaggio del concessionario privato, che comporterà sicuramente un aggravio sulla finanza pubblica;
infatti l'articolo 9-bis inserito nella convenzione sottoscritta, prevede che «Il Concessionario avrà diritto ad un indennizzo/risarcimento a carico del Concedente in ogni caso di recesso e/o comunque cessazione anticipata del rapporto di Convenzione pur indotto da atti e/o fatti estranei alla volontà del Concedente, anche di natura straordinaria e imprevedibile»;
tale indennizzo sarà pari alla sommatoria tra:
a) il valore delle opere realizzate, più gli oneri accessori;
b) le penali e gli altri costi sostenuti o da sostenere in conseguenza della risoluzione;
c) un indennizzo, a titolo di risarcimento del mancato guadagno, pari al 10 per cento del valore delle opere ancora da eseguire;
considerato che in sede di approvazione del progetto definitivo dell'opera, il piano economico-finanziario, inserendo sia i costi finanziari che le stime di traffico aggiornate oltre che l'adeguamento dei costi di costruzione, ad avviso degli interroganti, non avrà il proprio equilibrio finanziario, lo Stato potrebbe essere «costretto», in virtù di tale clausola convenzionale, ad accollarsi l'esborso o di un consistente contributo pubblico – qualora riterrà di procedere alla realizzazione dell'opera – oppure di un indennizzo da riconoscere al concessionario per recesso stimabile in almeno euro 50 milioni (10 per cento del valore delle opere da realizzare) –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti suesposti e se intenda sottoscrivere il decreto di approvazione della convenzione in questione, incautamente sottoscritta, ad avviso degli interroganti, dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, se intenda preliminarmente verificare la fattibilità dell'operazione, con conseguente aggiornamento del piano economico-finanziario e dei volumi di traffico, e previa esclusione di qualsiasi impatto negativo sui saldi di finanza pubblica attuali e futuri e quale opinione ha maturato nei confronti della clausola indicata all'articolo 9-bis;
se risulti agli atti se la struttura del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti abbia comunicato o meno al Ministero dell'economia e delle finanze l'esito della gara e abbia trasmesso la copia del piano economico finanziario aggiornato in relazione all'esito della stessa, cosa espressamente prevista dalla delibera CIPE n. 9/2011, considerato che sono passati ben sette anni dalla presentazione del piano economico finanziario dell'aggiudicatario della concessione e, qualora ciò non sia avvenuto, se tali irregolarità possano inficiare la Convenzione e/o produrre effetti negativi sulla finanza pubblica. (4-03809)