• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/01186    premesso che:     in Italia il tonno rosso viene pescato con diversi sistemi di pesca (circuizione, palangaro, tonnara fissa), la quota italiana è stata assegnata all'Italia...



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-01186presentato daVENITTELLI Lauratesto diVenerdì 17 febbraio 2017, seduta n. 744

   La XIII Commissione,
   premesso che:
    in Italia il tonno rosso viene pescato con diversi sistemi di pesca (circuizione, palangaro, tonnara fissa), la quota italiana è stata assegnata all'Italia intorno agli anni 70 con riferimento alle catture effettuate prevalentemente con il metodo della circuizione ed in base a criteri consolidati nel tempo; con riferimento alla pesca del tonno rosso e al piano europeo pluriennale di ricostituzione dello stock nel Mediterraneo, merita che siano sottolineati i sostanziali miglioramenti conseguiti sotto il profilo biologico, come indicato dagli esperti scientifici della Commissione internazionale per la conservazione dei Tonni atlantici (ICCAT);
    a seguito dell'azione svolta dalla Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea, e prendendo atto degli esiti positivi del piano pluriennale di ricostituzione degli stock di tonno nell'Atlantico e nel Mediterraneo, l'organismo di gestione internazionale della pesca dei tonnidi Commissione internazionale per la conservazione dei Tonni atlantici – International Commission for the Conservation of Tunas) ha deciso di rideterminare, aumentandola, la quota pescabile di tonno rosso nel triennio 2015-2017 per tutti i Paesi aderenti alla Convenzione internazionale per la conservazione dei Tonnidi dell'Atlantico, tra cui l'Unione europea;
    il regolamento (UE) 2017/127 del Consiglio, del 20 gennaio 2017, ha stabilito per l'anno in corso, le possibilità di pesca per alcuni stock ittici e gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque dell'Unione europea e, per i pescherecci dell'Unione, in determinate acque non dell'Unione, confermando per il tonno rosso quanto già indicato nella raccomandazione della Commissione internazionale per la conservazione dei Tonni atlantici (I.c.c.a.t.) relativamente al quantitativo di pesca per il triennio 2015-2017;
    sulla base della citata raccomandazione, il Consiglio dei ministri dell'Unione europea «Agricoltura e pesca» del 13 dicembre 2016 ha assegnato all'Italia una quota di pescato di tonno rosso pari a 3.304,82 tonnellate, il 20 per cento in più (552,26 tonnellate) rispetto alle 2.752,56 tonnellate concesse nel 2016, mantenendo l'assetto dell'attuale flotta di pesca al tonno rosso, comprensivo di dodici pescherecci a circuizione, trenta palangari e sei tonnare fisse;
    con decreto del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali dovrà essere ripartita la quota aggiuntiva di 552 tonnellate di pescato tra i diversi sistemi di pesca utilizzati in Italia;
    in precedenza, con il decreto 17 aprile 2015, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali aveva già ripartito le quote di tonno rosso per il triennio 2015-2017, assegnando per l'anno in corso il 74,451 per cento al sistema della circuizione (2.460,23 tonnellate), il 13,595 per cento ai palangari (449,25 tonnellate), l'8,465 per cento alle tonnare fisse (279,73 tonnellate), lo 0,454 per cento alla pesca sportiva/ricreativa (15,00 tonnellate) e il 3,035 per cento alla quota non divisa (100,29 tonnellate);
    nel corso degli anni, dal momento dell'introduzione del Totale ammissibile di cattura (Tac), è emersa un'inaccettabile sproporzione nella distribuzione delle quote tra i diversi sistemi di cattura che ha indotto pesanti squilibri tra imprese grandi e piccole e tra marinerie;
    inoltre, le ultime campagne di pesca del tonno rosso in Italia hanno evidenziato, relativamente alle catture accessorie, l'insufficienza delle quantità assegnate alla «quota non divisa» che ogni anno viene rapidamente azzerata a causa dello sforamento delle imbarcazioni autorizzate;
    è di tutta evidenza che la distribuzione storica delle quote, tra i diversi sistemi di cattura, presenta sproporzioni e squilibri che il richiamato incremento delle disponibilità offre l'occasione, se non di sanare, di ridurre e limitare;
    nella nuova assegnazione delle quote è opportuno garantire il criterio comunitario della adeguatezza economica della quota in rapporto alla specificità del sistema di cattura e di conseguenza della precisa attribuzione di quota ad ogni impianto di pesca, comprese le tonnare fisse;
    vanno inoltre incentivate tutte le migliori pratiche che coniughino sostenibilità ambientale a lungo termine, collegate alle attività di pesca e gestione di tali attività in grado di conseguire vantaggi a livello socioeconomico e occupazionale;
    appare pertanto urgente modificare le modalità di attribuzione delle quote, con particolare riguardo a quella indivisa, al fine di superare i gravi inconvenienti riscontrati in questi anni dagli operatori della pesca di quelle regioni italiane escluse dall'attribuzione delle quote finora stabilite;
    in tale contesto, appare importante attuare un approccio improntato all'attuazione progressiva, rispetto al raggiungimento di un equilibrio tra capacità di pesca e possibilità di pesca, ponendo attenzione anche a interventi sul versante dell'ammodernamento e del nuovo dimensionamento delle flotte e a misure mirate e selettive rispetto alle specie ittiche, tenendo presente l'impatto socio-economico dell'attività,

impegna il Governo:

fatti salvi i coefficienti di ripartizione e le quote individuali di tonno rosso attribuite con decreto ministeriale 17 aprile 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 120 del 26 maggio 2015, a ripartire dal 1o gennaio 2018, l'eventuale parte incrementale del contingente di cattura di tonno rosso assegnato all'Italia rispetto al livello fissato per il 2017, fra i vari sistemi di pesca interessati, garantendo al palangaro (LL), al sistema a circuizione e alla tonnara fissa (TRAP) complessivamente non più del 40 per cento del suddetto incremento e riservando un contingente specifico alla pesca ricreativa e sportiva (SPOR), stabilendo comunque che le imbarcazioni da diporto autorizzate non potranno pescare più di un tonno all'anno e riservando la quota rimanente alle catture accidentali.
(7-01186) «Venittelli, Oliverio, Luciano Agostini, Capozzolo, Carra, Cova, Cuomo, Dal Moro, Di Gioia, Falcone, Fiorio, Lavagno, Mongiello, Palma, Prina, Romanini, Taricco, Zanin».