• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/15711    come noto, l'articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 269 e successive modificazione e integrazioni, stabilisce che: «l'istruzione impartita per almeno dieci anni è...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-15711presentato daASCANI Annatesto diVenerdì 24 febbraio 2017, seduta n. 748

   ASCANI. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
   come noto, l'articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 269 e successive modificazione e integrazioni, stabilisce che: «l'istruzione impartita per almeno dieci anni è obbligatoria ed è finalizzata a consentire il conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno d'età»; tale obbligo d'istruzione è stato peraltro innalzato a decorrere dall'anno scolastico 2007/2008;
   inoltre, l'articolo 1 del decreto ministeriale 22 agosto 2007, n. 139, recita che: «l'istruzione obbligatoria è impartita per almeno 10 anni e si realizza secondo le disposizioni indicate all'articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296», così come anche la circolare Ministeriale del 30 ottobre 2010, n. 101, il cui articolo 1 dispone che «nell'attuale ordinamento l'obbligo di istruzione riguarda la fascia di età compresa tra i 6 e i 16 anni»;
   orbene, il decreto ministeriale 31 dicembre 2001, n. 481, disciplina l'attività di vigilanza sull'adempimento dell'obbligo scolastico in combinato disposto con le disposizioni di cui alla legge 28 marzo 2003, n. 53, e all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 14 aprile 2005, n. 76;
   nello specifico viene stabilito che alla vigilanza sull'adempimento dell'obbligo di istruzione provvedono:
    a) il sindaco, o un suo delegato, del comune ove hanno la residenza i giovani che, in virtù delle disposizioni vigenti, sono soggetti al predetto obbligo di istruzione;
    b) i dirigenti scolastici delle scuole di ogni ordine e grado statali e paritarie;
    c) i genitori dei minori o coloro che a qualsiasi titolo ne facciano le veci (e che sono tenuti ad iscriverli alle istituzioni scolastiche o formative);
    d) la provincia, attraverso, i servizi per l'impiego in relazione alle funzioni di loro competenza a livello territoriale;
    e) i soggetti che assumono, con il contratto di apprendistato, i giovani tenuti all'assolvimento del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione, nonché il tutore aziendale;
   dall'esame di tutta la normativa citata, si evidenzia la precisa responsabilità diretta dei dirigenti scolastici nel compito di vigilare sull'adempimento dell'obbligo scolastico degli studenti: questi devono controllare che gli alunni iscritti nelle loro scuole frequentino effettivamente e regolarmente le lezioni e, in presenza di soggetti a rischio dispersione, sono tenuti a convocare tempestivamente la famiglia del minore per chiarire le responsabilità dei genitori in ordine all'adempimento dell'obbligo scolastico;
   a fronte di queste previsioni ordinamentali, i dati diffusi dall'Istituto nazionale documentazione innovazione ricerca educativa (I.N.D.I.R.E.), e aggiornati a marzo 2016, non sono confortanti: la percentuale che segna la dispersione scolastica (nel cui dato confluisce quello della violazione dell'obbligo scolastico) è del 15 per cento. Pur essendo considerevolmente sceso rispetto al 2009, il dato risulta ancora distante dall'obiettivo prefissato a livello europeo: il 10 per cento entro il 2020;
   inoltre, i fatti di cronaca recente segnano un incremento della tendenza all'evasione scolastica, specialmente nel sud d'Italia dove, nel giro di pochi mesi, sono state inoltrate diverse denunce alla procura della Repubblica da parte dei comandi della compagnia dei carabinieri e della polizia di Stato –:
   quali iniziative intenda adottare per contrastare il fenomeno dell'evasione scolastica e garantire il rispetto delle previsioni ordinamentali esistenti in materia.
(4-15711)