• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/10679    il 30 maggio 2016, presso il Ministero dello sviluppo economico, è stato raggiunto un accordo per scongiurare i circa tremila licenziamenti di Almaviva Contact, call center del Gruppo...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-10679presentato daMICCOLI Marcotesto diGiovedì 23 febbraio 2017, seduta n. 747

   MICCOLI, CARLONI e ALBANELLA. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . — Per sapere – premesso che:
   il 30 maggio 2016, presso il Ministero dello sviluppo economico, è stato raggiunto un accordo per scongiurare i circa tremila licenziamenti di Almaviva Contact, call center del Gruppo Almaviva che il 21 marzo 2016 aveva avviato le procedure di riduzione del personale nelle sedi di Roma (920 persone) Napoli (400) e Palermo (fino a 1.670). La gestione degli esuberi avveniva con la sottoscrizione di un contratto di solidarietà difensiva di 6 mesi, con una percentuale di riduzione oraria del 45 per cento per Roma e Palermo e del 35 per cento per Napoli;
   ad ottobre 2016, a soli pochi mesi dall'accordo, è stato dato l'avvio ad una seconda e simile procedura per Almaviva Contact, motivata dall'aggravarsi della situazione dei conti dell'azienda con la previsione di chiudere i siti produttivi di Roma e di Napoli e di ridurre il personale, nello specifico 2.511 unità: Roma 1.666 e Napoli 845;
   il 21 dicembre 2016, a conclusione dei 75 giorni di procedura, come previsto dalla legge n. 223 del 1991, è stato raggiunto un nuovo accordo al Ministero dello sviluppo economico per prolungare fino al 31 marzo 2017 i tempi per trovare un'intesa su produttività e riduzione dei costi. Nel frattempo, sono stati congelati esuberi e garanzia, da parte del Governo, della rete di protezione degli ammortizzatori sociali;
   tale accordo è stato sottoscritto solo dalle rappresentanze sindacali unitarie di Napoli, mentre a Roma la sede è stata chiusa, con l'inevitabile aggravarsi della crisi occupazionale nella Capitale;
   nell'agosto 2016 la società Simest, società privata ma che annovera la Cassa depositi e prestiti come azionista di maggioranza (al 76 per cento), è entrata nell'azionariato di Almaviva do Brasil per il 5 per cento delle quote complessive, con un investimento pari a 50 milioni di Reais (circa 15 milioni di euro);
   a pochi giorni da questa operazione, Almaviva do Brasil, a quanto risulta agli interroganti, ha annunciato un investimento nel proprio mercato per 40 milioni di euro di Reais;
   tali notizie sono riportate da diverse testate giornalistiche on line, quali segs.com.br, converge.com.br ed exame.abril.com.br –:
   se i Ministri interrogati siano a conoscenza delle dinamiche sopracitate;
   quali siano le ragioni che hanno portato un investitore il cui controllo è riconducibile al Governo – poiché Cassa depositi e prestiti è controllata per l'82,77 per cento dal Ministero dell'economia e delle finanze – a sostenere investimenti così ingenti e forse un vero e proprio ingresso nel capitale di Almaviva do Brasil, in considerazione del fatto che il gruppo Almaviva ha utilizzato per anni ammortizzatori sociali, ha licenziato 1.666 persone nella Capitale, per lo più donne con figli a carico e con un reddito medio inferiore ai mille euro, dimostrando totale disinteresse verso qualsiasi forma di responsabilità sociale. (5-10679)