• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/15675    la società Fercam avrebbe dovuto acquisire l'azienda Artoni, attraversata da una difficile e complicata situazione finanziaria che avrà conseguenze drammatiche dal punto di vista...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-15675presentato daMAESTRI Andreatesto diMercoledì 22 febbraio 2017, seduta n. 746

   ANDREA MAESTRI, CIVATI, BRIGNONE, MATARRELLI e PASTORINO. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
   la società Fercam avrebbe dovuto acquisire l'azienda Artoni, attraversata da una difficile e complicata situazione finanziaria che avrà conseguenze drammatiche dal punto di vista occupazionale con la perdita di 586 posti di lavoro diretti e circa 2500 dipendenti di altrettante aziende in appalto;
   l'esame congiunto previsto dalla normativa vigente, articolo 47 della legge n. 428 del 1990, svoltosi il 10 febbraio 2017 non ha portato ad accordi a causa di una posizione della società Fercam che ignorava la procedura iniziale riguardante tutti i 586 dipendenti dell'intero perimetro aziendale e le 39 filiali operative. Fercam dichiarava al tavolo sindacale che il fitto di ramo e la successiva cessione, contrariamente alle comunicazioni di rito, avrebbe riguardato 400 unità lavorative e 22 filiali, anziché 39, stravolgendo di fatto la procedura, lasciando 170 lavoratori senza lavoro e senza salario;
   le organizzazioni sindacali hanno confermato l'intenzione di tutelare tutti i 586 lavoratori dipendenti con le garanzie previste dalla norma, articolo 2112 c.c., e nel contempo si sono rese disponibili ad affrontare, previa presentazione di un piano industriale da parte di Fercam, gli eventuali problemi legati alle eccedenze di personale;
   in seguito alla posizione di rigidità assunta dalla Fercam, i sindacati hanno inoltrato una ulteriore proposta consistente in una richiesta di congruo incentivo all'esodo per quei lavoratori non interessati al passaggio, oltre che in ammortizzatori sociali conservativi per la restante parte. La società Fercam ha respinto tale proposta dichiarando la disponibilità ad erogare qualche mensilità e licenziando di fatto 170 lavoratori;
   il 14 febbraio 2017 è stato convocato un incontro per il 15 febbraio da Artoni per il prosieguo dell'esame congiunto, ma all'incontro la Fercam/Artoni srl, società che avrebbe dovuto assumere in fitto il ramo d'azienda, non si è presentata;
   le segreterie nazionali dei sindacati, al fine di evitare ulteriori conseguenze negative per gli oltre 3.000 lavoratori, diretti e indiretti e l'aggravarsi della situazione sociale per la perdita del lavoro, hanno scritto al Ministero dello sviluppo economico richiedendo un incontro urgente con la convocazione di tutti i soggetti interessati per determinare un percorso condiviso, salvaguardare i livelli occupazionali e la condizione sociale delle maestranze interessate –:
   se il Governo sia a conoscenza della grave crisi aziendale dell'azienda Artoni e della situazione descritta in premessa;
   se non si ritenga opportuno intervenire in tempi brevi per convocare un tavolo di trattativa per la salvaguardia dei lavoratori a rischio e per evitare la chiusura di un'importante attività economica.
   (4-15675)