• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/02827    dall'inizio del 2016, sono 117 le donne uccise da uomini, mariti, fidanzati o compagni (omicidi che rientrano più propriamente nella tipologia del femminicidio), mentre sono più di 155 i...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-02827presentato daGALGANO Adrianatesto diLunedì 27 febbraio 2017, seduta n. 749

   GALGANO, NICCHI, LOCATELLI, VALERIA VALENTE, GRIBAUDO, GARAVINI, LA MARCA, CENTEMERO, PAOLA BOLDRINI, MUCCI e TIDEI. — Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che:
   dall'inizio del 2016, sono 117 le donne uccise da uomini, mariti, fidanzati o compagni (omicidi che rientrano più propriamente nella tipologia del femminicidio), mentre sono più di 155 i casi accertati di violenza ai danni delle donne;
   nel 2015, in Italia si sono consumati 6.945 atti persecutori a danno delle donne, 3.086 casi di violenza sessuale e ben 6.154 casi di percosse;
   l'ultima ricerca dell'Istituto nazionale di statistica, commissionata dal dipartimento per le pari opportunità sulla violenza contro le donne in Italia, relativa al quinquennio 2009/2014, documenta che una donna su tre (circa 6 milioni e 788 mila persone) ha subìto violenza fisica o sessuale almeno una volta nel corso della vita;
   la durezza delle violenze è sempre più grave: aumentano i casi di ferite (dal 26,3 per cento al 40,2 per cento da partner) e il numero di donne che hanno temuto per la propria vita (dal 18,8 per cento del 2006 al 34,5 per cento del 2014); anche le violenze da parte dei non partner sono più gravi;
   il 19 giugno 2013 il Parlamento italiano ha approvato, in via definitiva, la legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa, nota come Convenzione di Istanbul, contro la violenza sulle donne e la violenza domestica;
   la convenzione di Istanbul pone l'accento su un tema importante, quello della «vittimizzazione secondaria», ovvero la colpevolizzazione della vittima, che consiste nel ritenere chi ha subito una violenza o altre sventure parzialmente o interamente responsabile di ciò che le è accaduto, inducendola la stessa ad auto colpevolizzarsi;
   a Perugia, il 24 dicembre del 2011, una ragazza fu vittima di ripetuti stupri, oltre ad essere massacrata di botte davanti a una macchina parcheggiata fuori da un noto locale cittadino;
   dopo l'immediata denuncia per stupro (a seguito di opportuni accertamenti medici e di varie indagini) l'imputato venne arrestato e poi rilasciato;
   non è stata purtroppo ancora formulata una sentenza di primo grado e questi tempi così lunghi potrebbero portare ad un eventuale prescrizione;
   a causa di questa criticabile tempistica, la ragazza è stata costretta a rivivere in udienza più e più volte lo stress della violenza subita, incontrando in aula il suo aggressore. Tutto ciò non le ha permesso di poter seguire un percorso sano, che la liberasse dalla paura di subire una nuova aggressione e le consentisse di iniziare una riabilitazione alla vita quotidiana –:
   se non ritenga di assumere iniziative normative affinché nei casi di violenza, come quello avvenuto a Perugia nel 2011, i processi abbiano iter più brevi, anche prevedendo l'introduzione di riti che permettano di arrivare ad una sentenza pressoché immediata e comunque stabilendo tempi di prescrizione più lunghi;
   se non ritenga di assumere iniziative normative affinché le vittime di aggressioni possano usufruire di forme e modalità per rendere testimonianza giudiziale che le tutelino maggiormente, attenuando l'impatto psicologico ed emotivo scaturito dalla violenza subita. (3-02827)