• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/02291 Roberto Berardi è un imprenditore italiano che da venti anni lavora in Africa. Nel 2008, dopo aver lasciato la propria attività in Costa d'Avorio a causa della guerra civile si trasferisce in...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-02291presentato daGRANDE Martatesto diGiovedì 6 marzo 2014, seduta n. 184

GRANDE. — Al Ministro degli affari esteri. — Per sapere – premesso che:
Roberto Berardi è un imprenditore italiano che da venti anni lavora in Africa. Nel 2008, dopo aver lasciato la propria attività in Costa d'Avorio a causa della guerra civile si trasferisce in Guinea equatoriale costituendo una società chiamata Eloba Costruzioni s.a. di cui deteneva il 40 per cento delle quote sociali. Nella stessa società era presente il figlio dell'attuale Presidente della Guinea, Teodoro Nguema Obiang Mangue, detentore 60 per cento delle quote;
nel 2012 Berardi viene a conoscenza del fatto che Teodoro Nguema Obiang Mangue era stato indagato negli Stati Uniti per riciclaggio di denaro attraverso l'apertura di svariati conti correnti intestati alla stessa società utilizzando anche soldi la cui origine sembra possa essere ricondotta ad azioni di corruzione, appropriazione indebita, estorsione;
pertanto Berardi prende atto che la società di cui è socio viene di fatto utilizzata per svolgere operazioni illegali e il 19 gennaio 2013 viene arrestato e trattenuto per ben 21 giorni e successivamente tradotto in carcere a Bata dove ancora oggi è detenuto;
durante la detenzione lo stesso ha denunciato vari episodi di violenza perpetrati sulla sua persona dopo che il 26 agosto viene condannato a due anni e quattro mesi di reclusione. Dalla data dell'arresto è stato visitato da una delegazione consolare soltanto in un'occasione, il 14 dicembre 2013, da parte del segretario di ambasciata d'Italia in Camerun competente territorialmente anche per la Guinea;
Berardi lamenta in una sua missiva indirizzata ai familiari di essere stato «privato di ogni sostegno economico, di essere isolato dal mondo» e di «non ricevere cure mediche e alimentazione sufficiente». Lo stato in cui vive viene descritto come disumano, in contrasto con il rispetto dei diritti sanciti dai princìpi e dalle leggi internazionali;
in data 31 gennaio 2014 la moglie di Berardi ha sporto denuncia alla procura della Repubblica di Roma poiché dopo più di un anno di detenzione e di segnalazioni al Ministero degli affari esteri non si è verificato nessun miglioramento della condizione e del trattamento in carcere del nostro concittadino. Si aggiunge che lo stesso Berardi è riuscito a documentare attraverso l'uso di un telefono cellulare le conseguenze delle violenze subite durante la detenzione;
Amnesty International riporta nei suoi documenti che in Guinea la tortura è una pratica diffusa nel Paese;
il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale hanno deciso di ridurre i finanziamenti al Paese proprio per motivazioni carattere «etico» quali la ingente corruzione e la poca trasparenza nella gestione dei fondi –:
se siano state poste in essere azioni mirate alla risoluzione del caso di cui trattasi;
se il Governo abbia verificato se il nostro connazionale sia stato oggetto di violenze o torture, e se, in tal caso, non pensi di portare la vicenda all'attenzione della comunità internazionale. (5-02291)