• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00789 SANTINI, BORIOLI, BROGLIA, CANTINI, CASSON, COLLINA, D'ADDA, FABBRI, FAVERO, FILIPPIN, LAI, MIRABELLI, PEZZOPANE, PUPPATO, SPILABOTTE, TOMASELLI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00789 presentata da GIORGIO SANTINI
giovedì 6 marzo 2014, seduta n.204

SANTINI, BORIOLI, BROGLIA, CANTINI, CASSON, COLLINA, D'ADDA, FABBRI, FAVERO, FILIPPIN, LAI, MIRABELLI, PEZZOPANE, PUPPATO, SPILABOTTE, TOMASELLI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

il decreto legislativo n. 177 del 2005 individua compiti specifici e precisi obblighi da parte del servizio radiotelevisivo pubblico, prescrivendo in particolare che la società concessionaria di tale servizio (RAI SpA) "al fine di favorire l'istruzione, la crescita civile e il progresso sociale" è tenuta a garantire "un numero adeguato di ore di trasmissioni televisive e radiofoniche dedicate all'educazione, all'informazione, alla formazione, alla promozione culturale";

tali principi sono stati declinati nel vigente Contratto nazionale di servizio tra il Ministero dello sviluppo economico e la RAI SpA, concessionaria del servizio pubblico fino al 2016;

il medesimo Contratto nazionale di servizio, oltre ai principi generali finalizzati a "garantire il pluralismo, rispettando i principi di obiettività, completezza, imparzialità, lealtà dell'informazione" prevede altresì di "garantire la comunicazione sociale attraverso trasmissioni dedicate allo sport sociale, assegnando spazi adeguati alle associazioni rappresentative del settore";

considerato che:

la comunicazione sociale inerente le pratiche sportive assume un valore del tutto particolare, considerando sia il ruolo educativo di tali pratiche, sia la particolare esposizione mediatica dell'universo simbolico sportivo nell'immaginario pubblico;

è del tutto evidente che l'offerta dei Canali cosiddetti "generalisti" della RAI SpA (RAI1, RAI2, RAI3, Radio RAI) in materia di comunicazione dedicata agli sport sociali sia pesantemente sbilanciata in favore del gioco del calcio, nei fatti pregiudicando la rappresentazione delle altre discipline sportive più rappresentative (per es. pallacanestro, pallavolo, rugby, atletica leggera);

rilevato che:

il 13 febbraio 2014 i responsabili delle 16 società professionistiche di pallacanestro maschile di serie A hanno inviato una missiva indirizzata ai vertici della RAI e alla Presidenza della Commissione Parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi ed anche ai parlamentari italiani per rappresentare la grave inadeguatezza con cui il servizio pubblico televisivo affronta il tema sociale, culturale e sportivo degli sport diversi dal calcio e in particolare della pallacanestro professionistica; con la missiva si sottolinea, inoltre, che tale scarsa attenzione si evidenzia nella programmazione e nel palinsesto della RAI;

come evidenziato dalla già citata missiva dei Presidenti delle società di pallacanestro la R.A.I., in quanto concessionaria di un servizio pubblico, ha dei precisi doveri di completezza dell'informazione medesima, che deve essere ispirata al pluralismo e all'obiettività, ma soprattutto, nello specifico settore sportivo, alla "socialità" dello sport. Il pluralismo dell'informazione coniugato alla socialità dell'evento si traduce in un puntuale dovere da parte del concessionario, che dovrà garantire adeguati spazi e rilievo a quegli sport che sono socialmente apprezzati e seguiti dal pubblico;

considerato che il mondo della pallacanestro, oltre a veicolare nella nostra società importanti valori di socialità, si colloca al secondo posto tra gli sport più seguiti in Italia, come si evince da numero di praticanti, tesserati e spettatori paganti presenti alle partite di Pallacanestro Maschile di Serie A, con un bacino di utenza pari al 20 per cento di coloro che seguono gli eventi calcistici,

si chiede di sapere:

se il Governo, nell'ambito delle proprie competenze, intenda intervenire - anche agendo sul vigente Contratto di servizio nazionale - per riequilibrare gli spazi in favore delle discipline sportive più rappresentative, in particolare per la pallacanestro e gli sport a maggiore rilevanza sociale, nelle trasmissioni dedicate dei canali generalisti;

se non ritenga, anche in considerazione della grande e crescente attenzione che gli sportivi italiani riservano alla pallacanestro, di dover attivare in tempi brevi un Tavolo tra i soggetti interessati, al fine di garantire all'interno dei palinsesti del servizio pubblico RAI lo spazio e la visibilità che tale importante disciplina sportiva merita.

(3-00789)