• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/00259-B/023    premesso che:     l'articolo 5 del provvedimento all'esame disciplina le buone pratiche clinico-assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida prevedendo che...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/00259-B/023presentato daGRILLO Giuliatesto diMartedì 28 febbraio 2017, seduta n. 750

   La Camera,
   premesso che:
    l'articolo 5 del provvedimento all'esame disciplina le buone pratiche clinico-assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida prevedendo che gli esercenti le professioni sanitarie nell'esecuzione delle prestazioni sanitarie con finalità preventive, diagnostiche, terapeutiche e riabilitative si attengono, salve le specificità del caso concreto, alle buone pratiche clinico-assistenziali ed alle raccomandazioni previste dalle linee guida;
    la disposizione all'esame prevede che l'elaborazione delle linee guida alle quali devono attenersi gli esercenti le professioni sanitarie spetti, oltre che alle società scientifiche, anche ad enti e istituzioni pubblici e privati e alle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie;
    il provvedimento all'esame specifica altresì che il Ministro della salute, con proprio decreto, regolamenta l'iscrizione, in apposito elenco, delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie deputate ad elaborare queste linee guida;
    la questione delle linee guida è parte centrale del provvedimento, tenuto conto che il professionista sanitario, come previsto dal successivo articolo 6, non risponderà per colpa grave, in caso d'imperizia, laddove dimostri di essersi attenuto a tali linee guida, salve le rilevanti specificità del caso concreto o, in assenza di linee guida, se dimostri di essersi attenuto alle buone pratiche clinico-assistenziali;
    rispetto al testo approvato in prima lettura è stato in qualche misura recuperato il ruolo dell'istituto superiore di sanità ma in ogni caso riteniamo che a monte vi sia una ben più rilevante criticità laddove queste linee guida assurgono ad un ruolo che le colloca al di fuori del contesto in cui invece dovrebbero abitare ossia la scienza;
    non si ritiene opportuno che le linee guida costituiscano il metro di valutazione della colpa di un sanitario ma devono essere un patrimonio di conoscenza a disposizione del sanitario, uno strumento utile a guidare il sanitario nelle proprie scelte di cura e terapeutiche, scelte che non potranno mai essere standardizzate dinanzi all'unicità del paziente che richiede un approccio sempre e comunque personalizzato;
    standardizzare la salute dei cittadini e l'attività medica significa mettere in pericolo il paziente che richiede sempre e comunque un'osservazione specifica ed un trattamento personalizzato e scardinare quindi l'assunto che la scelta medica sia il necessario connubio tra un patrimonio di conoscenze validate e il patrimonio personale del paziente significa mettere in pericolo la salute di quel paziente e a nulla vale precisare «salve le specificità del caso concreto» se sul sanitario incombe la minaccia di perseguibilità laddove non abbia seguito talune linee guida;
    espropriare il sanitario della scelta terapeutica è un rischio enorme per il paziente medesimo ed una mortificazione professionale per i professionisti della salute che devono poter operare la loro scelta mediando, grazie al loro intelletto e alle capacità acquisite, tra evidenza e caso concreto. È grave che questo esproprio consegua alla incapacità del legislatore di governare la complessità attuale del sistema sanitario o, peggio ancora, per ragioni meramente economiche;
    inoltre il provvedimento dispone che sarà revisionata la disciplina dei compiti e delle funzioni del Sistema nazionale delle linee guida (SNLG) e specifica che la pubblicazione delle linee guida da parte dell'istituto superiore di sanità nel proprio sito internet è effettuata previa verifica sia della conformità della metodologia adottata a standard definiti e resi pubblici dallo stesso Istituto sia della rilevanza delle evidenze scientifiche dichiarate a supporto delle raccomandazioni;
    quantunque sia stato previsto che queste linee guida siano pubblicate e ambiguamente «integrate» nel Sistema nazionale delle linee guida (SNLG) che, per altro, la norma prevede anche di modificare con successivo decreto, rimane la criticità che i soggetti che «elaborano» queste linee guida sono scelti dal Ministero della salute, ossia dal Governo in carica, in contrasto con l'elementare assunto che vuole che la ricerca e la scienza e la loro costante evoluzione siano libere e svincolate dalla politica,

impegna il Governo:

  a valutare l'opportunità, in fase di elaborazione dei decreti previsti all'articolo 5 del provvedimento all'esame, di attivarsi affinché le linee guida siano elaborate, adottate e pubblicate, nell'ambito del Sistema nazionale per le linee guida (SNLG), dall'istituto superiore di sanità che si avvarrà dell'ausilio delle società scientifiche e associazioni tecnico-scientifiche nonché dei diversi enti pubblici e privati che, presenti nell'elenco ministeriale, rispondano prioritariamente a requisiti di qualità scientifica, da verificarsi periodicamente attraverso l'implementazione di un sistema di controllo della qualità della produzione tecnico-scientifica, anche sulla base di standard internazionali e attraverso organismi indipendenti;
  a valutare l'opportunità, in fase di elaborazione dei decreti previsti all'articolo 5 del provvedimento all'esame, di attivarsi affinché le linee guida ed i relativi aggiornamenti, elaborate dal Sistema nazionale per le linee guida (SNLG), prima della loro adozione siano precedute da una consultazione on line finalizzata all'acquisizione, da parte dei soggetti interessati, di osservazioni e proposte rese pubbliche sul sito internet dell'istituto superiore di Sanità.
9/259-B/23. (Testo modificato nel corso della seduta) Grillo, Nesci, Lorefice, Mantero, Di Vita, Silvia Giordano, Colonnese, Baroni, Colletti.