• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01690    nell'ottobre 2016 il compartimento della polizia ferroviaria dell'Emilia Romagna ha comunicato il progetto di Trenitalia che prevede il ricollocamento del personale in servizio alla...



Atto Camera

Interpellanza 2-01690presentato daPALMIZIO Elio Massimotesto diVenerdì 3 marzo 2017, seduta n. 752

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere – premesso che:
   nell'ottobre 2016 il compartimento della polizia ferroviaria dell'Emilia Romagna ha comunicato il progetto di Trenitalia che prevede il ricollocamento del personale in servizio alla polizia ferroviaria di Bologna presso la nuova caserma nello scalo ferroviario di San Donato;
   nel gennaio successivo sono terminati i lavori di ristrutturazione di questo nuovo plesso ed è stata fissata al 28 febbraio la data per il trasferimento di tutti gli alloggiati nella caserma San Donato con l'abbandono della caserma Casarini;
   nel 2004, con atto ispettivo presentato al Senato, indirizzato al Ministro dell'interno, emerse che: «Il 10 agosto 2004, con prot. n. 58755/04, il servizio sanitario regionale, dipartimento di sanità pubblica dell'Ausl di Bologna, sosteneva che «la situazione dell'edificio di via Casarini 23 è stata relazionata alle competenti autorità già in data 19 febbraio 2003 evidenziando un grave rischio igienico, sanitario e di sicurezza. Da un sopralluogo eseguito in data 9 agosto 2004 s’è constatato il perdurare della situazione di degrado interno/esterno allo stabile e quindi s’è nuovamente provveduto ad informare gli organi competenti»;
   considerata la situazione di sostanziale illegalità e degrado evidenziata oltre dieci anni fa e successivamente allo sgombero degli occupanti abusivi dello stabile s'era inteso aprire una caserma delle forze dell'ordine per riqualificare il quartiere e aumentare il livello di sicurezza;
   l'ente ferroviario si sobbarcò l'onere economico dell'affitto dello stabile, così nacque la caserma della polizia ferroviaria; per dieci anni il quartiere ha ospitato un presidio di polizia con 50 uomini e donne in divisa che transitavano h24 nella via, a vantaggio della sicurezza;
   dieci anni dopo, per ragioni di ordine economico, viene certificata l'impossibilità per i poliziotti di continuare ad utilizzare lo stabile;
   i 50 poliziotti si ritroveranno a vivere nella periferia della città, dentro uno scalo ferroviario chiuso al pubblico, in uno stabile che si trova a diversi chilometri da strade e da fermate di mezzi pubblici;
   la scelta dell'ente ferroviario è volta solo al contenimento delle spese e pare essere stata avallata dai vertici della polizia ferroviaria;
   dal 1956, per legge, le Ferrovie dello Stato hanno l'onere di provvedere, d'intesa con il Ministero dell'interno, all'accasermamento del personale dei servizi di polizia ferroviaria;
   il Sindacato autonomo di polizia (Sap) non ha accettato la scelta imposta e ha chiesto ad autorità e soggetti responsabili di poter concertare un'altra soluzione alloggiativa («La decisione unilaterale di Trenitalia è stata effettuata per scelte puramente economiche come peraltro già annunciato da una circolare di un anno fa e di cui tutte le Sigle sindacali sono pienamente a conoscenza. Non è certo dovuta a delle segnalazioni riservate che questa organizzazione sindacale preoccupata della salute e del benessere dei colleghi (ai quali, lo ricordiamo ai più smemorati, mancava lo scorso inverno l'acqua calda ed il riscaldamento), in qualità di RSU, ha inviato al dg del Compartimento, in qualità di datore di lavoro (...). A noi del Sap questo non piace. Siamo certi che, con un impegno (finalmente) concreto della dirigenza del Compartimento, con l'interessamento della comunità e delle istituzioni bolognesi e con un serio e deciso cambio di rotta da parte del cartello sindacale sicuramente sarà possibile trovare delle valide alternative sulle quali, comunque, stiamo già lavorando»);
   le massime autorità felsinee hanno sposato la tesi del Sap assumendo l'impegno di trovare soluzione alternativa (dal sindaco Merola, con tutto il consiglio comunale, nel mese di ottobre, al Prefetto Sodano, impegnatosi il 25 gennaio ad indire un tavolo tecnico con sindaco e vertici ferroviari per evitare lo spostamento della caserma;
   il 28 febbraio 2017 il Sap (insieme ad altri sindacati) è stato convocato per un incontro dal prefetto, ma l'incontro, per stessa ammissione del Sap, si è concluso con un nulla di fatto –:
   se il Ministro interpellato sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa e quali iniziative, per quanto di competenza, intenda assumere per risolvere la questione, considerando che a Bologna sussistono diversi luoghi nella disponibilità di Trenitalia per ospitare i poliziotti;
   se il Ministro interpellato, anche in considerazione dei delicati risvolti della vicenda, in particolare dell'esigenza di salvaguardare la dignità ed il decoro dei lavoratori e la sicurezza dei luoghi di transito ferroviario, intenda esaminare, per quanto di competenza, la ragionevolezza e l'opportunità dell'attuale determinazione in fase di adozione, che appare agli interpellanti di mero stampo aziendalistico, e che di fatto tratta i lavoratori alla stregua di una sorta di merce di scambio.
(2-01690) «Palmizio, Vito».