• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.4/15789    più volte il Governo ha dichiarato il proprio impegno per l'accoglienza dei profughi provenienti da zone di conflitto, combattendo contro i soggetti che lucrano nel traffico di esseri...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-15789presentato daDIENI Federicatesto diVenerdì 3 marzo 2017, seduta n. 752

   DIENI, MANLIO DI STEFANO, DADONE, COZZOLINO, TONINELLI, CECCONI e D'AMBROSIO. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
   più volte il Governo ha dichiarato il proprio impegno per l'accoglienza dei profughi provenienti da zone di conflitto, combattendo contro i soggetti che lucrano nel traffico di esseri umani;
   in un'epoca storica in cui si è fatta evidente la minaccia terroristica di soggetti radicalizzati, la cautela esige però che questo fenomeno vada gestito con tutte le accortezze del caso, attraverso un serio monitoraggio del fenomeno dei profughi provenienti da zone in cui sono attivi gruppi armati estremisti e che possono pertanto aver ricevuto una specifica formazione all'utilizzo di armi ed esplosivi;
   da quanto emerge, tuttavia, dall'articolo «Iraq, scandalo al consolato italiano «Visti venduti per 10 mila euro», apparso sul Corriere della sera del 28 febbraio 2017, sarebbero state compiute gravi irregolarità preso il consolato italiano nella regione curda con sede ad Ebril tanto da Visametric, l'agenzia incaricata di preparare le domande ufficiali per l'ottenimento del visto, quanto da funzionari della stessa amministrazione dello Stato;
   secondo quanto scritto dal giornalista Lorenzo Cremonesi, infatti, «è ormai quasi un anno che dalla sede della rappresentanza italiana a Erbil giungono voci di bustarelle e soprattutto operazioni poco pulite per ottenere l'agognato visto che permette l'accesso all'area Schengen»;
   il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale avrebbe aperto un'inchiesta su 152 visti ottenuti pagando cifre esorbitanti e comunque molto più alte delle tariffe ordinarie, rilasciati in modo irregolare;
   tra le persone che avrebbero ricorso a questo strumento vi sarebbero curdi, ma anche arabi iracheni e persino profughi siriani;
   il nuovo portavoce del Ministro degli affari esteri avrebbe dichiarato che il Ministero è «ben al corrente dei problema» e ha sostenuto che nel caso in cui i sospetti venissero provati, se ne dovrebbe occupare la Procura di Roma;
   a quanto si apprende dal sito della società Visametric, quest'ultima deriva dall'unione, avvenuta nel 2013, tra iDATA Consulting inc. (iDATA) e Visa management service (VMS), che aveva lo scopo di espandere ulteriormente l'offerta di servizi di supporto per la gestione in outsourcing delle pratiche di richiesta visto;
   appaiono incomprensibili agli interroganti, i motivi per cui il Ministero degli affari esteri, vista l'inaffidabilità del partner privato, continui ad avvalersi dei suoi servizi, dato che sul sito del Ministero (http://vistoperitalia.esteri.it) continua a comparire l'indicazione del sito di Visametric «al fine di facilitare la presentazione delle domande di visto» nei consolati italiani in Iraq –:
   quali iniziative, per quanto di competenza, intenda assumere il Ministro degli affari sociali e della cooperazione internazionale per ripristinare la corretta gestione nel rilascio dei visti nel consolato italiano con sede ad Ebril e se non intenda sospendere in via cautelativa i propri rapporti con la società Visametric;
   se siano state predisposte verifiche sulle 152 persone, che hanno ottenuto il visto tramite procedure di dubbia legittimità e se sia stato accertato che queste non rappresentino minacce sul fronte della sicurezza. (4-15789)