• C. 4288 EPUB Proposta di legge presentata il 10 febbraio 2017

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Atto a cui si riferisce:
C.4288 Modifica all'articolo 15 del decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 127, concernente la rappresentanza in giudizio del Consiglio nazionale delle ricerche


Frontespizio Relazione Progetto di Legge
Testo senza riferimenti normativi
XVII LEGISLATURA
 

CAMERA DEI DEPUTATI


   N. 4288


PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa dei deputati
ANDREA MAESTRI, BRIGNONE, CIVATI, MATARRELLI, PASTORINO
Modifica all'articolo 15 del decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 127, concernente la rappresentanza in giudizio del Consiglio nazionale delle ricerche
Presentata il 10 febbraio 2017


      

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Onorevoli Colleghi! — La presente proposta di legge pone l'accento sulla questione del patrocinio autorizzato dell'Avvocatura dello Stato per enti pubblici diversi dallo Stato, che assume un carattere molto delicato perché un modello di difesa indiretta di un ente come il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) non giova alla sua efficacia.
      In quanto ente pubblico autonomo il CNR, a differenza delle amministrazioni statali, non è soggetto alla disciplina del patrocinio obbligatorio da parte dell'Avvocatura dello Stato prevista dagli articoli da 1 a 11 del testo unico di cui al regio decreto n. 1611 del 1933, bensì a quella del patrocinio autorizzato o facoltativo disciplinato dall'articolo 43 del medesimo testo unico, ai sensi del quale l'Avvocatura dello Stato può assumere la rappresentanza e la difesa in giudizio di amministrazioni pubbliche non statali ed enti sovvenzionati, sottoposti a tutela o vigilanza dello Stato, «sempre che sia autorizzata da disposizione di legge, di regolamento o di altro provvedimento approvato con regio decreto».
      Gli effetti di tale forma di rappresentanza sono i seguenti: a) esclusione della necessità del mandato da parte del CNR all'Avvocatura dello Stato; b) facoltà di non avvalersi dell'Avvocatura dello Stato con apposita e motivata delibera per casi speciali (articolo 43, quarto comma); c) obbligo di non avvalersi dell'Avvocatura dello Stato nei casi in cui la controparte sia un'amministrazione dello Stato, nonché in tutti gli altri casi di conflitto di interessi con lo Stato; d) inapplicabilità delle disposizioni sul foro erariale e sulla domiciliazione presso l'Avvocatura dello Stato ai fini della notificazione di atti e di provvedimenti giudiziali.
      È forse superfluo porre l'accento sul fatto che il CNR, alle sue origini, per dimensioni e per campi di attività e di ricerca, era del tutto differente da quello attuale, ormai costantemente volto all'adeguamento a continui processi di globalizzazione e al costante progresso tecnologico.
      Il CNR di oggi, composto da oltre cento istituti, è impegnato in una pletora di attività strumentali alla migliore realizzazione della propria missione istituzionale: dai processi di brevettazione dei risultati della ricerca, a livello nazionale, europeo e internazionale, alla stipula di complessi accordi di ogni genere con altre pubbliche amministrazioni; da un ricorso sempre più massivo alla contrattazione per conto terzi a un utilizzo molto più frequente delle gare di appalto. Oltre a tutto ciò, va anche rammentato che, da diversi anni, l'ente è soggetto passivo di numerose obbligazioni tributarie verso lo Stato (ex multis: imposta municipale unica e imposta sul valore aggiunto).
      La trasformazione di questi ultimi decenni, se da un lato ha avvalorato e rafforzato il CNR come il maggiore ente di ricerca italiano e come uno dei più importanti nel mondo, dall'altro ha comportato come conseguenza un notevole aumento della quantità e della qualità dei rischi di contenzioso giudiziario.
      È il caso di evidenziare che le cause di maggior rilievo dell'ente attengono a materie estremamente complesse, quali la proprietà intellettuale e industriale, la colpa medica, le procedure di evidenza pubblica per l'aggiudicazione di appalti di lavori, servizi e forniture, l'interpretazione e l'esecuzione dei successivi contratti di appalto, i finanziamenti pubblici a progetti, una contrattualistica nazionale e internazionale altamente complessa, i concorsi, i crediti insoddisfatti, rivenienti dallo svolgimento di attività in conto terzi del CNR o dalle attività progettuali finanziate da altri enti e svolte con altri partners, il diritto ambientale, i rapporti con i dipendenti, implicanti un notevole grado di conoscenze specifiche e quasi «di nicchia», anche relative al diritto dell'Unione europea e non di rado al diritto comparato.
      Sovente tali contenziosi sono soggetti a riti processuali speciali, con brevi termini, con conseguente necessità di azionare in tempi brevissimi la tutela degli interessi dell'ente, al netto di processi di comunicazione e di intermediazione con l'Avvocatura dello Stato.
      La presente proposta di legge, pertanto, deve ritenersi in linea sia con esigenze di decentramento organico e organizzativo, sia con esigenze di ammodernamento, che transitano anche attraverso la facoltà opzionale di una difesa diretta dello stesso CNR, quantomeno in concomitanza con il modulo più tradizionale costituito dall'avvalimento della difesa erariale.
      In altri termini, deve essere l'ente a poter scegliere, in relazione alla specifica materia controversa, se ricorrere al proprio ufficio legale interno o se avvalersi dell'Avvocatura dello Stato, oppure, in casi eccezionali, a legali del libero foro.
      L'approvazione di tale modifica alla normativa vigente, con il conseguente accreditamento presso l'Ordine degli avvocati del proprio ufficio legale, apporterebbe al CNR una serie di vantaggi, sia in termini di risparmio di spesa che sotto il profilo di una maggiore efficienza nella gestione degli affari giuridici e legali dell'amministrazione.
      La possibilità di usufruire di un'avvocatura interna, infatti, consentirebbe:

          di procedere all'autonoma gestione delle attività di recupero crediti, con conseguente riduzione dei tempi di intervento nei confronti del debitore e con maggiori possibilità di recupero delle somme;

          di procedere all'autonoma gestione del contenzioso del lavoro a oggi già patrocinato per la maggior parte ai sensi dell'articolo 417-bis del codice di procedura civile su delega dell'Avvocatura dello Stato, con conseguente maggior organicità nelle impostazioni delle difese per i contenziosi trattati nel territorio nazionale;

          di utilizzare, in seguito all'iscrizione all'albo degli avvocati, i sistemi informatici previsti dal processo telematico, con conseguente

riduzione degli incombenti di cancelleria con possibilità di accedere in via telematica ai fascicoli di causa depositati presso tutti i tribunali del territorio nazionale e, quindi, con maggiore facilità di reperimento delle comunicazioni e con risparmio di spese postali e di missione;

          di comparire direttamente dinnanzi agli organismi di mediazione e di conciliazione o arbitrali;

          un risparmio di attività e una conseguente economia di spesa in relazione al minore intervento dell'Avvocatura dello Stato, alla quale il CNR corrisponde comunque gli onorari e le competenze maturati sulle cause patrocinate nell'interesse dell'ente, nonostante l'istruttoria e la relazione finali siano curate in via prevalente o esclusiva dalle risorse interne dell'ente;

          un più diretto e immediato contatto tra il legale incaricato del patrocinio e gli uffici o i dipendenti competenti a fornirgli il necessario ausilio informativo e documentale, con conseguente possibile miglioramento delle difese;

          un valore aggiunto rispetto alla costante assistenza all'organizzazione centrale e alla rete scientifica, nelle fasi di redazione e di stipula di accordi, contratti e convenzioni con privati, istituzioni scientifiche, enti e organismi pubblici, italiani e stranieri: attività, quest'ultima, di peculiare interesse per il CNR e meritevole di un più deciso sviluppo nell'attuale momento storico, in cui l'ente è chiamato a rilanciare con efficacia la propria immagine e a individuare fonti di finanziamento innovative e autonome rispetto a quelle finora derivanti dallo Stato;

          uno sgravio, in favore dell'Avvocatura dello Stato, notoriamente molto oberata di contenziosi, a fronte di un numero limitato di avvocati e di procuratori dello Stato, nella trattazione di molti affari, ricorrendo alla stessa solo per particolari tipologie di contenziosi (per esempio cause a valenza politica o complessi processi di diritto amministrativo).

      La presente proposta di legge segue il trend di molti enti pubblici di ricerca e università, già dotati di uffici legali accreditati, ponendosi in perfetta sintonia con il principio di buon andamento della pubblica amministrazione, stabilito dall'articolo 97 della Costituzione, nonché con il decreto legislativo n. 218 del 2016 sugli enti di ricerca, teso alla valorizzazione di una sempre maggiore autonomia statutaria di tali enti.

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PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.

      1. Il comma 7 dell'articolo 15 del decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 127, è sostituito dal seguente:

          «7. Il CNR può avvalersi del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato, di quello del proprio ufficio legale interno, nonché, qualora per esigenze processuali o di particolare specializzazione sia da ritenere preferibile, di quello di avvocati del libero foro».