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Atto a cui si riferisce:
C.5/01526 la società Riscossione Sicilia spa svolge in Sicilia le medesime funzioni espletate a livello nazionale da Equitalia spa in quanto soggetto istituito ex lege quale componente della struttura...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 21 novembre 2013
nell'allegato al bollettino in Commissione VI (Finanze)
5-01526

Con il documento in esame, gli Onorevoli interroganti chiedono le motivazioni della mancata autorizzazione all'accesso alla struttura tecnologica di Sogei S.p.a. da parte di Riscossione Sicilia S.p.a., sottolineando gli effetti positivi, in termini di efficienza, che deriverebbero, anche in un'ottica di contenimento e razionalizzazione dei costi, laddove si garantisse l'unitarietà del Sistema Informativo degli Agenti della riscossione.
Chiedono, altresì, se il Ministro non ritenga opportuno, ai fini di dare attuazione all'articolo 17, comma 1, del decreto legislativo n. 112/1999, di «riaprire il tavolo tecnico per la definizione dei costi fissi, adottando al più presto l'atteso decreto ministeriale», anche tenuto conto che i ricavi dell'Agente della riscossione non coprono i relativi costi dell'attività.
Al riguardo, si rappresenta quanto segue.
In relazione alla richiesta di accesso alla struttura tecnologica di Sogei S.p.A. da parte di riscossione Sicilia S.p.A., il Dipartimento delle Finanze riferisce di avere espresso parare favorevole alla stipula di un Contratto esecutivo con Sogei, alla stregua delle altre Strutture organizzative dell'amministrazione finanziaria, limitatamente alla riscossione dei tributi spettanti allo Stato.
Solo limitatamente a tale fattispecie, infatti, Riscossione Sicilia Spa può essere considerata, come Equitalia Spa (seppure non partecipata come quest'ultima in misura maggioritaria dall'Agenzia delle Entrate, ma attualmente solo allo 0,115 per cento da Equitalia, mentre il restante 99,885 per cento appartiene alla Regione Sicilia), una Struttura organizzativa dell'amministrazione finanziaria.
Tanto premesso, il Dipartimento sta valutando ogni possibilità per garantire a Riscossione Sicilia Spa l'accesso ai servizi previsti dal Contratto Quadro con la Sogei, tenuto conto che l'azione della PA deve essere certamente improntata a principi di efficacia ed efficienza, ma sempre in una cornice di legittimità.
La questione è stata anche affrontata nella recente riunione del Comitato di Governo del Sistema informativo della fiscalità, svoltasi il 7 novembre 2013, e una possibile soluzione è attualmente in fase di valutazione.
Per quanto concerne la richiesta relativa all'attuazione della riforma del meccanismo di remunerazione degli Agenti della riscossione, giova ribadire quanto già riferito dal Sottosegretario di Stato all'Economia, in risposta all'interrogazione a risposta immediata n. 5-01434, presentata dall'Onorevole Busin, svolta in questa Commissione nella seduta del 13 novembre 2013.
L'articolo 10, comma 13-quater, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, al punto 6.1, rinvia ad un decreto non regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze, la statuizione degli oneri connessi alle procedure di riscossione, quindi; 1) la tipologia di spese oggetto di rimborso; b) la misura del rimborso sulla base anche di criteri di proporzionalità rispetto al carico affidato e progressivamente rispetto alle procedure a carico del debitore; c) la modalità di erogazione del rimborso.
L'emanazione dei suddetti decreti, ai sensi dell'articolo 52, comma 2, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, è stata anticipata dal 31 dicembre 2013 al 30 settembre 2013.
Il Dipartimento delle Finanze riferisce che presso i propri Uffici si sono tenute alcune riunioni tecniche cui hanno partecipato rappresentanti della Agenzia delle Entrate, della Ragioneria generale dello Stato e di Equitalia S.p.A., finalizzate ad esaminare le problematiche relative alla emanazione dei decreti in argomento.
Tuttavia, nel corso di tali riunioni sono emerse talune rilevanti criticità.
Preliminarmente, giova ricordare che, in virtù dell'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, l'aggio spettante agli agenti della riscossione e, quindi, il corrispondente onere a carico dei debitori, è stato già diminuito di un punto percentuale (dal nove all'otto per cento).
La stessa norma ha previsto la possibilità che, con decreto da emanarsi entro il 30 novembre 2012, l'aggio fosse ridotto fino a 4 punti percentuali ulteriori, in connessione al miglioramento dei saldi tendenziali di finanza pubblica, correlati anche al processo di ottimizzazione, efficientamento e riduzione dei costi di funzionamento del gruppo Equitalia.
L'ultimo inciso della predetta norma chiarisce che «al gruppo Equitalia deve essere comunque assicurato il rimborso dei costi fissi di gestione risultanti dal bilancio certificato».
Con riferimento al decreto previsto dalla citata disposizione del decreto legge n. 95 del 2012, nel corso di una riunione tecnica tenutasi presso il Dipartimento stesso, i rappresentanti di Equitalia hanno fatto presente che la Società non ha capacità di contenimento dei costi ulteriore rispetto a quanto già effettuato a seguito delle disposizioni in materia di spending review.
Invero, Equitalia evidenzia che la riduzione ex lege di un punto percentuale della misura dell'aggio a decorrere dal 1o gennaio 2013 ha comportato un onere pari a 50 milioni di Euro a carico della Società medesima.
Ciò premesso, anche in considerazione della particolare situazione congiunturale, Equitalia non sarebbe in condizione di procedere ad un efficientamento della riscossione dei tributi né a conseguire risparmi di gestione tali da poter consentire il finanziamento di un'ulteriore riduzione dell'aggio ai sensi della richiamata disposizione. Con riguardo allo schema di decreto per la determinazione della remunerazione, Equitalia Spa, ha effettuato ricognizione dei costi rilevabili dal bilancio 2012, al fine di evidenziarne la consistenza.
Dall'analisi del bilancio di Equitalia per l'anno 2012 emergono, dunque, i costi fissi (costi, cioè, sostenuti dalla Società per assicurare in un determinato periodo di tempo i fattori produttivi necessari a realizzare i volumi di attività) per un importo pari a 733,3 milioni di euro e i ricavi da aggio, per un importo pari a 594 milioni di euro. Sulla base di tali dati, la Società non si troverebbe in condizione di coprire i costi con i ricavi.
Considerando che il costo della struttura risultante dal bilancio certificato costituisce elemento fondamentale per la determinazione della remunerazione degli Agenti della riscossione, e benché Equitalia abbia posto in essere tutte le azioni possibili al fine di contenerlo, non si può prescindere dalla necessità di assicurare in maniera adeguata il presidio della funzione di deterrenza.
Pertanto, il Dipartimento delle Finanze sottolinea che dai dati pervenuti e dagli incontri intercorsi con i rappresentanti delle altre amministrazioni cointeressate è apparso difficilmente ipotizzabile uno schema di decreto che porti ad una riduzione dell'attuale remunerazione degli agenti della riscossione.
Un'ulteriore riduzione della remunerazione, in sostanza, non consentirebbe la copertura dei costi a scapito del funzionamento dell'attività.