• Testo della risposta

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.4/03043 negli ultimi anni gli sbarchi di migranti si sono verificati con cadenza pressoché giornaliera lungo le coste della Sicilia e delle sue isole minori; nel mese di ottobre 2013 l'intero...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 20 febbraio 2014
nell'allegato B della seduta n. 177
4-03043
presentata da
D'UVA Francesco

Risposta. — Il continuo afflusso di migranti sbarcati sul territorio nazionale – in particolare sulle coste siciliane – ha determinato una situazione di sovraffollamento dei diversi centri di accoglienza presenti nell'isola. Pertanto, nel mese di ottobre 2013, il Ministero dell'interno ha invitato le prefetture della Sicilia a individuare – di concerto con gli enti locali – ulteriori strutture di accoglienza temporanea nei territori di rispettiva competenza, al fine di decongestionare i centri siciliani già attivi.
Di conseguenza, con nota del 7 ottobre 2013 il prefetto di Messina ha chiesto ai sindaci della provincia di comunicare l'eventuale disponibilità di strutture atte a offrire accoglienza ai migranti sbarcati in Sicilia; ma la ricerca non ha finora sortito effetti positivi. Contestualmente, presso la locale prefettura, si sono svolte alcune riunioni finalizzate a verificare l'esistenza nella provincia di strutture pubbliche idonee, con l'ausilio delle forze dell'ordine e degli attori istituzionali coinvolti nella gestione del sistema di accoglienza.
I sopralluoghi svolti presso gli immobili censiti nel corso di tali incontri – effettuati da rappresentanti della prefettura, della questura, dell'Arma dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco – hanno consentito di identificare quale luogo più idoneo il palazzo dello sport Primo Nebiolo, messo a disposizione dall'Università di Messina che ne detiene la proprietà. Pertanto, a partire dal 9 ottobre 2013, un primo gruppo di 52 profughi ha trovato ospitalità presso il palasport dove, nel frattempo, il Comitato provinciale della Croce rossa italiana e il Dipartimento della protezione civile regionale avevano allestito ottanta posti letto.
In seguito a un sopralluogo effettuato il 25 ottobre 2013, l'azienda sanitaria provinciale di Messina ha rilevato che la struttura non era idonea a un uso prolungato; pertanto, i migranti ivi ospitati hanno progressivamente trovato sistemazione in diverse strutture Sprar del territorio nazionale, il centro è stato dismesso il 29 novembre 2013 e il palasport è stato formalmente riconsegnato all'Università di Messina.
Nel frattempo, è stata richiesta all'Ateneo messinese la disponibilità dello stadio da baseball sito nel medesimo plesso sportivo Primo Nebiolo, composto da un campo da gioco con le relative pertinenze (spogliatoi, servizi igienici e uffici). Una volta effettuata la necessaria scerbatura, il comando provinciale dei Vigili del fuoco ha provveduto ad allestire una tendopoli, composta da trentadue tende da otto posti ciascuna, da destinare a dormitorio, oltre a una tenda grande, utilizzata come spazio comune e dedicata anche al servizio mensa. Si precisa che tutte le tende sono in buone condizioni di manutenzione e che, durante l'emergenza seguita al sisma che ha colpito l'Aquila nel 2009, hanno ospitato il personale dei Vigili del fuoco per svariate settimane; ogni tenda è illuminata e dotata di stufe a olio; inoltre, i servizi igienici sono distribuiti sui due piani della struttura, in numero sufficiente rispetto alle esigenze della popolazione ospitata.
La consegna ufficiale alla prefettura è avvenuta il 6 dicembre 2013, mentre il 9 dicembre 2013 il primo contingente di migranti è giunto nella struttura che si è riempita progressivamente fino a raggiungere il limite massimo di capienza (256 persone). A causa di un'intensa ondata di maltempo, il 26 dicembre 2013 il sito si è parzialmente allagato; pertanto, è stata temporaneamente svuotato, disponendo il trasferimento dei migranti ivi ospitati presso i centri di accoglienza di Siracusa, Pozzallo, Bari, Foggia e Roma; poi, una volta superata l'emergenza legata al maltempo, il 4 gennaio 2014, è stato accolto un nuovo contingente di 250 migranti.
Per quanto riguarda la notizia – diffusa da alcuni organi di stampa locali e citata nell'interrogazione – della requisizione del villaggio turistico Le Dune da parte del comune di Messina, si sottolinea che, ad oggi, il sindaco non ha emanato alcun atto di requisizione.
Con riferimento, invece, all'ispezione effettuata il 9 dicembre 2013 da una deputata dell'Assemblea regionale siciliana, si osserva che il primo contingente di 120 migranti era giunto nella tendopoli proprio la notte precedente, subito dopo lo sbarco avvenuto poche ore prima presso il porto di Augusta (Siracusa); fra i profughi erano presenti trentotto minori non accompagnati e alcuni nuclei familiari con minori al seguito. In considerazione delle precarie condizioni in cui essi versavano, è stata data priorità alle attività di prima accoglienza e assistenza sanitaria. Subito dopo – con l'ausilio di un mediatore culturale – sono state avviate le attività di identificazione, con la raccolta dei rilievi foto-dattiloscopici e delle richieste di protezione internazionale. Tali operazioni sono proseguite nelle giornate del 9, 10 e 11 dicembre 2013, senza particolari problematiche, nonostante i disagi connessi alla contingente attivazione della nuova struttura. Inoltre, la prefettura di Messina ha provveduto tempestivamente a reperire una struttura alloggiativa idonea per i nuclei familiari con minori al seguito e ha più volte sollecitato il sindaco e l'assessore ai servizi sociali del comune di Messina a farsi carico – come previsto dalla normativa vigente – della sistemazione logistica e dell'assistenza dei minori non accompagnati.
Per ciò che riguarda l'intero sistema dell'asilo e dell'accoglienza, dall'inizio di questa legislatura il Governo ha avviato diverse iniziative, sia sul piano operativo, sia su quello normativo, anche in risposta al massiccio afflusso di migranti verificatosi sulle coste italiane. In particolare, sono state attivate circa sessanta strutture temporanee di primissima accoglienza ed è prevista la prossima istituzione, a San Giuliano di Puglia, di un nuovo centro governativo dedicato ai migranti vulnerabili, famiglie e minori in particolare, nel quale potranno essere ospitate fino a mille persone. Nei prossimi mesi si concluderanno pure i lavori di ristrutturazione del centro di Lampedusa, iniziati il 10 novembre 2013, che consentiranno di ampliarne la capienza fino a più di trecentocinquanta posti, riducendo la possibilità che si verifichino condizioni di sovraffollamento della struttura. In ogni caso, nell'ambito del piano dei trasferimenti predisposto dal competente Dipartimento del Ministero dell'interno, i cittadini stranieri sbarcati in Sicilia vengono rapidamente condotti, a mezzo nave o voli charter, verso centri e strutture della rete Sprar dislocati sul territorio nazionale.
Per quanto riguarda le fasi successive alla prima accoglienza e i percorsi finalizzati all'inclusione sociale, si evidenziano gli sforzi, anche finanziari, sostenuti per l'ampliamento dello Sprar. Tale Sistema, che garantisce già oggi quasi diecimila posti in accoglienza (erano tremila negli anni scorsi), sarà ulteriormente potenziato, nel corso del prossimo triennio, fino a raggiungere sedicimila posti. Gli enti locali restano comunque obbligati a garantire una percentuale di posti aggiuntivi, qualora se ne ravvisi l'esigenza, sulla base di un modello di accoglienza volto sempre più al coinvolgimento attivo e responsabile dei territori. In questo contesto, è stata potenziata anche la rete delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, con l'istituzione di sei sezioni in aggiunta alle dieci Commissioni esistenti, che potranno essere ulteriormente aumentate fino a un massimo di dieci.
L'impegno del Ministero dell'interno proseguirà con la revisione del capitolato generale di appalto per la gestione dei centri di accoglienza, in un'ottica di razionalizzazione e miglioramento dei servizi attualmente resi. Inoltre, sarà emanata una direttiva generale sulle buone prassi individuate dalle organizzazioni umanitarie che curano il monitoraggio dei centri per immigrati e saranno fornite precise indicazioni sui correttivi da apportare per una migliore organizzazione dei servizi. Saranno altresì rivisti i prezzi posti a base delle gare per l'affidamento della gestione dei centri, anche in rapporto alla loro capienza, al fine di elevare gli standard dei servizi erogati. Sarà inoltre cura del Ministero dell'interno accelerare i tempi di attuazione delle nuove direttive comunitarie in materia di accoglienza dei richiedenti la protezione internazionale (cosiddetta «direttiva accoglienza») e di procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale (cosiddetta «direttiva procedure»). Ciò consentirà di giungere, nel minore tempo possibile, a una definizione più puntuale delle regole che presiedono al sistema di accoglienza italiano, anche con riguardo all'attività di monitoraggio e alla regolamentazione degli accessi ai centri, mediante l'introduzione di norme che semplifichino le procedure di esame delle domande di protezione internazionale.
Infine – pur nelle attuali ristrettezze di bilancio – il Governo intende affrontare con risolutezza i problemi connessi al funzionamento e alla gestione dei centri per l'immigrazione, promuovendo un significativo miglioramento degli standard di accoglienza e un maggiore livello di sicurezza degli stranieri e degli operatori dei centri. Peraltro, la riforma complessiva dell'intero sistema di accoglienza richiede un percorso normativo di più ampio respiro, che necessita di un sostanziale contributo parlamentare.
Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Domenico Manzione.