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Atto a cui si riferisce:
S.4/01428 MANCONI, COMPAGNA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri - Premesso che: sono trascorsi oltre 20 anni dalla dichiarazione di indipendenza del...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 029
all'Interrogazione 4-01428

Risposta. - Il caso della signora Shalabayeva ha avuto, come noto, positiva soluzione grazie all'ininterrotto impegno del Ministero per assicurare all'interessata libertà di movimento e la possibilità di lasciare il Kazakhstan. La signora Shalabayeva ha potuto così raggiungere, il 27 dicembre 2013, Roma da cui è successivamente partita alla volta di Ginevra.

La situazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali in Kazakhstan è nota ed è seguita costantemente dal Ministero, che non risparmia sforzi perché sia assicurato il loro pieno rispetto e ne sia garantita la tutela. Sul piano bilaterale, l'ambasciata ad Astana procede ad un costante monitoraggio in materia e non manca di sensibilizzare al riguardo le autorità kazake. Anche alla Farnesina vengono ricevuti periodicamente esponenti della società civile kazaka impegnati a favore dei diritti umani, con cui si sono da tempo stabiliti contatti utili ai fini di un aggiornamento sulle evoluzioni della situazione sul terreno. Nelle occasioni di incontro a livello governativo, è inoltre sempre posto l'accento sulla necessità di promuovere ed attuare misure costruttive per la piena affermazione dei diritti umani, delle libertà fondamentali e dei valori democratici.

Il binario più efficace e suscettibile di produrre positivi risultati resta peraltro quello europeo, anche alla luce dell'interesse di Astana a rafforzare il partenariato con l'Unione. Alla convergenza del Paese verso gli standard internazionali in materia di diritti umani, libertà fondamentali e stato di diritto sono infatti legati i progressi nei negoziati con la UE per la conclusione di un nuovo accordo di cooperazione rafforzata UE-Kazakhstan.

Inoltre, l'Unione europea dispone di un quadro concettuale e procedurale entro cui situare un dialogo regolare e dettagliato sui diritti umani con Astana anche a nome dei 28 Paesi membri. Si fa in particolare riferimento a due strumenti. Il primo è il dialogo UE-Kazakhstan sui diritti umani, esercizio strutturato e regolare, che offre l'opportunità di sollevare e discutere le principali situazioni di criticità, ivi inclusi i casi individuali da sottopone alle autorità kazake. Nel corso dell'ultima riunione, tenutasi ad Astana il 27 novembre 2013, non si è mancato di far riferimento anche ai casi citati nell'interrogazione (Zinaida Mikhortova, Vladimir Kozlov, leader del partito Alga!, e Roza Tuletayeva), inseriti in una lista di casi delicati su cui si attendono riscontri concreti da parte delle competenti autorità di Astana. A titolo d'informazione, si sottolinea che l'Italia ha assicurato, nel contesto di tale riunione, anche una specifica menzione del caso Shalabayeva. Il secondo strumento è rappresentato dalla strategia UE per l'Asia centrale fortemente voluta fin dal 2007 e sostenuta da parte italiana, tanto da essere fra i pochi Paesi UE a coordinarne un pilastro tematico (quello relativo all'ambiente ed alla gestione delle acque). Nel contesto della strategia, sono stati istituiti per tutti i Paesi della regione, Kazakhstan incluso, dei dialoghi strutturati che toccano anche i valori democratici e i principi di libertà e pluralismo. In un tale contesto di regolari e approfonditi incontri, gli interlocutori kazaki si sentono vincolati a fornire esaurienti risposte alle loro controparti europee e a sforzarsi di valorizzare progressi e positive misure concrete.

Su un piano più generale, il dialogo con i nostri partner europei è approfondito e costante e rappresenta un'occasione privilegiata per condividere preoccupazioni sulla situazione dei diritti umani in Kazakhstan e concordare possibili azioni da intraprendere per assicurarne una più incisiva ed efficace tutela.

DASSU' MARTA Vice ministro degli affari esteri

21/01/2014