• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/15954    la località «Vasca San Sossio» nel comune di Marigliano (Napoli) è una delle aree della Campania a più alta criticità ambientale;    l'antica vasca borbonica di...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-15954presentato daDI MAIO Luigitesto diGiovedì 16 marzo 2017, seduta n. 761

   LUIGI DI MAIO. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
   la località «Vasca San Sossio» nel comune di Marigliano (Napoli) è una delle aree della Campania a più alta criticità ambientale;
   l'antica vasca borbonica di laminazione di circa 3.000 metri quadrati, posta alla confluenza dei torrenti «Fosso dei leoni» e «Santa Maria del Pozzo», che raccolgono le acque ruscellanti e meteoriche provenienti dal monte Somma-Vesuvio, è diventata, nel corso degli ultimi trent'anni, una discarica di rifiuti tossici e pericolosi sversati a più riprese dalla criminalità organizzata;
   nel 2006, a seguito di indagini condotte dall'Agenzia regionale di protezione ambientale della Campania, furono scoperte, a causa di strani fenomeni di autocombustione, decine e decine di metri cubi scorie di fonderia miste a «fluff frazione leggera e polveri contenenti sostanze pericolose» interrate sotto il letto della vasca e lungo le aree spondali;
   in successive circostanze, le sostanze pericolose interrate con lo spostamento del terreno superficiale hanno prodotto ulteriori fenomeni di autocombustione, emettendo nell'atmosfera concentrazioni altissime di S.O.V., benzene, toluene, xileni, metanolo;
   nel 2006, a seguito di nuove indagini condotte dall'Azienda sanitaria locale (ASL Na 4 – Dipartimento di prevenzione) insieme al Corpo forestale dello Stato, fu individuato anche un collettore fognario abusivo di ignota provenienza che sfocia tuttora a cielo aperto nel letto della Vasca San Sossio, i cui campioni di acqua risultavano di gran lunga superiori ai limiti di emissione fissati dal decreto legislativo n. 152 del 1999 e successive modificazioni e integrazioni;
   nel 2008, il Commissariato straordinario di Governo per l'emergenza bonifiche e tutela delle acque in Campania stanziava 4.824.000,00 euro per alcuni interventi non ben specificati sul territorio del comune di Marigliano (Napoli);
   lo stanziamento veniva destinato alla messa in sicurezza di emergenza (MISE) della «Vasca San Sossio» fu affidato a RECAM, poi diventato ASTIR (Azienda per lo sviluppo sostenibile del territorio e per interventi di recupero ambientale);
   a quanto consta, però, all'interrogante l'area di Vasca San Sossio a Marigliano non ha mai ricevuto una bonifica vera e propria e tutti i rifiuti tossici, tra cui «fluff frazione leggera e polveri contenenti sostanze pericolose», non sono stati rimossi;
   il 22 maggio 2015 il Ministro per le infrastrutture e i trasporti, Graziano Delrio, durante un sopralluogo rassicurò la popolazione di Marigliano su un impegno a rappresentare la questione davanti alle commissioni parlamentari competenti per favorire il risanamento del sito ma – a distanza di quasi due anni – l'attuazione degli interventi di bonifica dei suoli e delle falde dell'area contaminata non risultano neppure in fase di progettazione –:
   se i Ministri interrogati siano al corrente delle gravissime condizioni di inquinamento ambientale di Vasca San Sossio a Marigliano (Na);
   se non ritengano di dover fornire elementi, per quanto di competenza, circa la situazione critica evidenziata in premessa e aggravata dalla mancata bonifica dei suoli contaminati, nonché del mancato ripristino ambientale dell'area;
   di quali elementi disponga il Governo circa gli interventi di bonifica finanziati nel 2008, con 4.824.000,00 euro di cui in premessa;
   se intenda valutare se sussistano i presupposti per assumere iniziative di competenza volte ad effettuare le indispensabili operazioni di perimetrazione, segnalazione dei pericoli, caratterizzazione e isolamento dei terreni contaminati;
   se l'area inquinata di «Vasca San Sossio» sia stata indagata attraverso il telerilevamento dei parametri geofisici (magnetometrici radiometrici e termici) previsto dal progetto M.I.A.P.I. (Monitoraggio e individuazione delle aree potenzialmente inquinate), se siano state individuate nell'area variazioni magnetiche e radiometriche e se siano stati effettuati ulteriori accertamenti da parte del Comando dei Carabinieri per la tutela dell'ambiente. (4-15954)