• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/02067/001 in sede di esame del disegno di legge recante modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi nonché...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/2067/1 presentato da VILMA MORONESE
mercoledì 15 marzo 2017, seduta n. 785

Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge recante modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi nonché all'ordinamento penitenziario per l'effettività rieducativa della pena (A.S. 2067-A);
considerato che:
il codice penale prevede come pene detentive principali per i delitti l'ergastolo e la reclusione. Nel nostro ordinamento risultano peraltro limitati i casi in cui può essere irrogato l'ergastolo, anche alla luce del principio costituzionale della finalità rieducativa della pena. Inoltre, l'articolo 65 del codice prevede che, quando ricorre una circostanza attenuante, e non è dalla legge determinata la diminuzione di pena, alla pena dell'ergastolo è sostituita la reclusione da venti a ventiquattro anni. Ai sensi dell'articolo 67, se concorrono più circostanze attenuanti la pena da applicare per effetto delle diminuzioni non può essere inferiore a dieci anni di reclusione, se per il delitto la legge stabilisce la pena dell'ergastolo;
l'articolo 78 del codice penale, che disciplina i "Limiti degli aumenti delle pene principali", prevede al primo comma che nel caso di concorso di reati preveduto dall'articolo 73, ovvero nel caso di concorso di reati che importano pene detentive temporanee o pene pecuniarie della stessa specie, la pena da applicare a norma dello stesso articolo non può essere superiore al quintuplo della più grave fra le pene concorrenti, né comunque eccedere trenta anni per la reclusione e sei anni per l'arresto, oltre a tetti massimi di multa e ammenda specificamente previsti. In base al secondo comma del medesimo articolo 78, in caso di concorso di reati preveduto dall'articolo 74, ovvero nel caso di concorso di reati che importano pene detentive di specie diversa, la durata delle pene da applicare a norma dell'articolo stesso non può superare gli anni trenta. La parte della pena eccedente tale limite è detratta in ogni caso dall'arresto;
il criterio moderatore dell'articolo 78 del Codice Penale trova il suo fondamento in un contesto in cui la pena dell'ergastolo era maggiormente utilizzata per sanzionare i delitti gravi e non erano previsti sconti di pena sulla condanna in esecuzione, che doveva essere espiata per intero. In un sistema che prevede attenuanti e riduzioni di pena può dunque risultare incongruo un criterio moderatore come l'attuale, in particolare il limite dei trenta per alcuni gravissimi delitti. Appare dunque opportuna una nuova ponderazione dei criteri di prevenzione speciale e generale che le pene devono avere rispetto alla finalità rieducativa della pena e dell'esecuzione della stessa, sancite dall'articolo 27 della Costituzione;
impegna il Governo:
ad assumere le opportune iniziative di carattere legislativo volte a rivedere il limite massimo degli aumenti di pena, al fine, in particolare, di valutare la possibilità che venga uniformemente elevato, negli articoli 66 e 78 citati, dagli attuali trenta fino a quaranta anni.
(numerazione resoconto Senato G1.100)
(9/2067/1)
MORONESE