• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/02360 Tirreno Power è oggi uno dei principali produttori di energia elettrica in Italia (la sesta azienda) presente su tutto il territorio nazionale; la centrale di Vado Ligure – Quiliano...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-02360presentato daFIORIO Massimotesto diGiovedì 13 marzo 2014, seduta n. 189

FIORIO, BRAGA, GIACOBBE, BORGHI, MARIANI e BRATTI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
Tirreno Power è oggi uno dei principali produttori di energia elettrica in Italia (la sesta azienda) presente su tutto il territorio nazionale;
la centrale di Vado Ligure – Quiliano (provincia di Savona) è costituita da un'unità a ciclo combinato di taglia pari a 800 megawatt (VL5), che utilizza due turbogas alimentati esclusivamente a gas naturale, in esercizio dal 2007 e realizzata sostituendo una vecchia unità alimentata a carbone ed olio combustibile, e da due unità da 330 megawatt cadauna (VL3 e VL4), alimentate a carbone (e a gasolio nelle fasi di accensione) entrate in esercizio nel 1971;
con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare del 14 dicembre 2012, n. 227 è stata rilasciata l'autorizzazione integrata ambientale per l'esercizio della centrale;
tale autorizzazione integrata ambientale ha fatto seguito all'intesa tra la regione Liguria e azienda; quest'ultima aveva presentato un progetto di potenziamento dell'impianto, giudicato non accettabile, per la sua dimensione, da una parte delle forze del territorio, ed in assoluto da alcuni. L'intesa aveva previsto il ridimensionamento del progetto aziendale, con l'autorizzazione ad un nuovo gruppo da 460 megawatt, previo rilascio dell'Autorizzazione integrata ambientale da parte del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per i due gruppi esistenti da 330 megawatt, quindi con interventi immediati sui due gruppi; all'entrata in esercizio della nuova unità, uno dei due vecchi gruppi sarebbe stato spento e ricostruito totalmente. La possibilità di realizzare un ulteriore gruppo (VL6), richiesta dall'azienda, sarebbe stata sottoposta ad una nuova valutazione, in un nuovo procedimento;
obiettivo dell'intesa, da parte pubblica, è stato quello di realizzare il massimo di riduzione dell'impatto ambientale dei gruppi, attraverso interventi che avrebbero anche prodotto un aumento l'efficienza degli impianti. La vetustà degli impianti stessi, insieme alle condizioni di esercizio, costituiscono ormai da tempo un fattore riconosciuto di grande criticità;
il possibile conflitto tra tutela della salute e difesa del lavoro ha caratterizzato non solo il dibattito pubblico, ma la storia stessa della presenza della centrale nel territorio di Vado e Quiliano;
proprio l'ambientalizzazione della centrale era intesa come occasione per creare occasioni di lavoro nella zona e opportunità di sviluppo del tessuto produttivo locale;
i comuni di Vado e Quiliano avevano, in ogni caso, espresso parere contrario perché non risultava sufficientemente chiarito che allo scadere del periodo di otto anni per la cosiddetta fase 3, ovvero per la messa in esercizio del gruppo VL6, uno dei due gruppi esistenti a carbone sarebbe stato dismesso;
i comuni di Vado e Quiliano hanno presento ricorso amministrativo nei confronti della autorizzazione integrata ambientale;
la centrale dà lavoro a circa 700 persone, tra diretti ed indotto; i dipendenti dell'indotto lavorano in imprese di diverse classi dimensionali;
nei mesi scorsi, secondo quanto è emerso anche da esposti presentati da associazioni ambientaliste e comitati di residenti, in particolare nelle province di Asti e Cuneo, sarebbero state smaltite illegalmente ingenti quantità di «rifiuti speciali» prodotti dalla centrale elettrica a carbone «Tirreno Power» di Vado Ligure. Negli esposti veniva denunciato un elevato indice di tumori e di mortalità nelle zone interessate dallo smaltimento dei rifiuti, che sarebbero stati sotterrati nelle campagne. Nello specifico enormi quantitativi di ceneri «bianche» e «nere» sarebbero state quindi «distrutte» illegalmente. Le ceneri «nere» provengono dalla combustione diretta del carbone, mentre quelle «bianche» sono il risultato dell'abbattimento dell'anidride solforosa e solforica mediante calce: si ottiene solfato di calcio (gesso comune). Entrambe le sostanze non sono pericolose per la salute umana e per l'ambiente solo se smaltite legalmente ed in impianti autorizzati;
il GIP di Savona ha disposto il sequestro cautelativo dei gruppi VL3 e VL4 della centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado – Quiliano, disponendone l'interruzione dell'esercizio; la centrale di Vado Ligure è oggetto da tempo di indagini da parte della Magistratura: sull'attività di Tirreno Power sono aperte da tempo due filoni d'inchiesta: una per disastro ambientale e una per omicidio colposo;
il provvedimento del GIP, si fonda su una perizia sugli effetti dell'attività della centrale Tp sulla popolazione locale; gli organi di stampa riportano che secondo tale perizia le emissioni della centrale a carbone di Vado avrebbero causato oltre 400 morti tra il 2000 e il 2007. Ci sarebbero stati anche «tra i 1700 e i 2000 ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari e 450 bambini ricoverati per patologie respiratorie e attacchi d'asma tra il 2005 e il 2012». I consulenti della procura hanno mappato una «zona di ricaduta delle emissioni» della centrale ed hanno escluso come causa delle patologie il traffico automobilistico, altre aziende della zona e i fumi delle navi in porto. Il perimetro della mappa riguarda 23 comuni per un totale di circa 150.000 abitanti;
Tirreno Power ha contestato i dati resi noti dalla procura di Savona precisando, in una nota stampa, che le «consulenze a cui si fa riferimento sono consulenze di parte che non sono mai state sottoposte a un contraddittorio». L'azienda ha annunciato inoltre una controperizia sottolineando che «l'unico studio attendibile in materia» è quello relativo all'indagine dell'Ist di Genova e di Arpal del 2008 sullo «Stato dell'arte della salute nella provincia di Savona» dove si dichiara testualmente che «da un raffronto con dati nazionali le zone oggetto dell'indagine presentano una situazione analoga, ed in alcuni casi migliore, rispetto a zone dell'Italia simili per concentrazione di insediamenti urbani e industriali»;
tale situazione ha creato grave allarme nell'opinione pubblica locale e forti preoccupazioni tra i lavoratori coinvolti;
gli enti locali hanno chiesto immediata chiarezza sugli effetti della centrale termoelettrica; le associazioni sindacali, in attesa del nuovo piano industriale della Tirreno Power, hanno rimarcato la necessità di nuovi investimenti per poter coniugare l'occupazione e la produttività con la tutela della salute e dell'ambiente»;
a seguito delle indagini, affidate alla direzione distrettuale antimafia di Genova, il responsabile della Centrale «Tirreno Power» di Vado Ligure, Pasquale D'Elia, è stato raggiunto da un avviso di garanzia e si è successivamente dimesso; sono stati inoltre indagati altri dirigenti dell'azienda, autotrasportatori ed imprese specializzate nello smaltimento dei rifiuti;
nelle scorse settimane rappresentanti dell'Ispra e dell'Arpal hanno realizzato un sopralluogo presso gli impianti della Centrale di Vado Ligure – Quiliano;
le vicende della centrale termoelettrica di Vado Ligure – Quiliano si inseriscono in un quadro nel quale la vita dell'azienda presenta criticità da diversi punti di vista, rapporto tra gli azionisti, problemi occupazionali in diversi siti e il mercato dell'energia elettrica è condizionato dal ciclo economico negativo;
la definizione dei tempi e dei modi per il superamento dell'uso dei combustibili fossili, la garanzia dell'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili negli impianti ancora alimentati con tali combustibili a tutela delle popolazioni che accolgono nei propri territori tali insediamenti, devono essere oggetto di una precisa programmazione nazionale –:
se siano a conoscenza di quanto esposto in premessa e quali iniziative urgenti intendano assumere:
a) per attestare con assoluta certezza e validità scientifica i reali effetti sulla salute pubblica e sull'ambiente delle attività complessive della centrale termoelettrica di Vado Ligure;
b) predisporre strumenti per la tutela dell'occupazione e del reddito di tutti i lavoratori coinvolti;
se i Ministri interrogati non ritengano inoltre necessario intraprendere le iniziative urgenti di competenza (in particolare, nelle province di Savona, Asti e Cuneo interessate dall'attività e dallo smaltimento della centrale elettrica a carbone Tirreno Power) per garantire l'integrale rispetto dell'autorizzazione integrata ambientale sia per quanto riguarda le emissioni che per i sistemi di monitoraggio, e per individuare e mettere in sicurezza le aree che risultassero contaminate;
se i Ministri interrogati intendano indicare, anche alla luce delle emergenze che si sono manifestate, più precise linee di programmazione e di indirizzo circa le prospettive nazionali in materia di produzione di energia. (5-02360)