• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01714    l'articolo 268 del decreto legislativo n. 152 del 2006 definisce l'inquinamento atmosferico come «ogni modificazione dell'aria atmosferica dovuta all'introduzione di una o più sostanze...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-01714presentato daPELLEGRINO Serenatesto diLunedì 20 marzo 2017, seduta n. 762

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per sapere – premesso che:
   l'articolo 268 del decreto legislativo n. 152 del 2006 definisce l'inquinamento atmosferico come «ogni modificazione dell'aria atmosferica dovuta all'introduzione di una o più sostanze in quantità e caratteristiche tali da ledere o costituire un pericolo per la salute umana»;
   l'Agenzia europea dell'ambiente (AEA) nel rapporto «Qualità dell'aria in Europa», del gennaio 2017, riferisce che l'inquinamento «atmosferico» è il fattore principale di rischio ambientale per la salute, contribuisce alla diffusione di gravi patologie e causa 467.000 decessi prematuri ogni anno, mentre secondo l'ISDE (International society of doctors for the environment) gravi danni alla salute sono prodotti da metalli pesanti e particolato ultrafine;
   l’Institute for Atmosferic and Climate Science, ETH Zurich, ha recentemente condotto presso l'aeroporto di Zurigo uno studio sulla composizione chimica dei gas di scarico delle turbine dei velivoli, riscontrando numerosi composti metallici mescolati con le particelle di fuliggine, tra cui alluminio, bario, manganese e ferro, tutte sostanze tossiche ed inquinanti che sono state immesse in atmosfera;
   tali sostanze risultano spesso presenti, oltre che nell'aria, anche nella pioggia e sul territorio, provocando gravi danni all'ambiente ed alla salute;
   da un'analisi effettuata dall'ARPA Umbria (rapporto RP-2017-211) sono stati riscontrati dati allarmanti, in data 9 gennaio 2017, in zona S. Venanzo (Terni), altitudine 500 metri, zona agricola, con evidenti concentrazioni di sostanze come alluminio, bario, ben superiori alla soglia prevista;
   la Commissione europea, nella risposta del 26 giugno 2007, all'interrogazione posta il 10 maggio 2007 da Erik Meijer, non ha potuto escludere che il rilascio di bario, alluminio o ferro dagli scarichi aerei su larga scala possa produrre effetti sulla salute e sull'ambiente, influenzare le precipitazioni ed il cambiamento climatico;
   nella risposta del 21 maggio 2012, all'interrogazione del 15 marzo 2012 proposta da Oreste Rossi, la Commissione si dichiara a conoscenza di programmi di ricerca che comportano il rilascio da parte di aeromobili di determinate sostanze di marcatura innocua e aggiunge di non essere a conoscenza di emissioni «deliberate» di sostanze tossiche quali i metalli pesanti;
   nella risposta del 16 giugno 2011, all'interrogazione dell'11 luglio 2011 proposta da Nessa Childers, la Commissione precisa che non sono imposti obblighi di sicurezza dalla legislazione dell'Unione europea alle imprese che fabbricano, importano e usano sostanze e/o prodotti chimici per modificare il clima o per applicazioni geo-ingegneristiche e che numerose lacune esistono ancora in materia;
   l'esposizione continua del nostro DNA a un inquinamento sempre più capillare, e in particolare a metalli pesanti, particolato ultrafine, ai cosiddetti distruttori endocrini, modella l'epigenoma del DNA nel lungo periodo e crea le premesse alle mutazioni genetiche che danno poi i tumori e molte altre patologie in aumento;
   gli effetti deleteri dell'inquinamento atmosferico sono tanto maggiori quanto è più precoce l'esposizione (età gestazionale, neonatale, infantile e adolescenziale);
   risulta quindi urgente intervenire e predisporre interventi, azioni e politiche nazionali e internazionali che prevedano una rapida quanto concreta razionalizzazione e riduzione del fenomeno;
   nel recepimento della normativa dell'Unione europea, risulta necessaria ed urgentissima un'integrazione della normativa nazionale attraverso una precisa individuazione del traffico aereo tra le diverse fonti di inquinamento atmosferico, al pari del traffico dei veicoli su terra e mare, e una definizione e classificazione degli inquinanti che ne derivano, quali metalli pesanti, particolati atmosferici e tutti gli altri dei quali si potrà accertare la presenza, con fissazione dei relativi valori limite e guida, in quanto non ancora sufficientemente contemplati nella normativa vigente;
   l'imprescindibile applicazione del principio di precauzione, nell'orientare l'azione dei pubblici poteri verso la prevenzione precoce, persino anticipatoria rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche, riguarda in primis la produzione normativa in materia ambientale, ma anche l'adozione di atti generali e di misure cautelari –:
   quali iniziative intenda intraprendere, nell'ambito delle proprie competenze, per garantire, nel recepimento della normativa UE, la tutela del diritto alla salute ed alla vita, dell'integrità dell'ambiente e dell'equilibrio degli ecosistemi e delle biodiversità;
   come intenda attivarsi per promuovere tutte le possibili attività di monitoraggio e controllo, da parte dell'ISPRA e delle altre componenti del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente, sullo stato dell'aria, dell'acqua e del territorio, a cominciare dalle zone circostanti agli aeroporti e avendo riguardo anche al traffico aereo ed ai relativi inquinanti in questione;
   se non ritenga, nelle more, di costituire un tavolo tecnico interistituzionale con la presenza dell'Istituto superiore di sanità, dell'ISPRA e delle altre componenti del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (Snpa), e di altri soggetti interessati, nell'attesa della integrazione della normativa in questione.
(2-01714) «Pellegrino, Marcon».