• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/16018    la direzione del Gruppo Sme, del punto vendita di Susegana (Treviso), il 17 marzo 2017, ha licenziato M.D, una lavoratrice madre di due figli, con l'accusa di aver utilizzato...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-16018presentato daMARCON Giuliotesto diGiovedì 23 marzo 2017, seduta n. 765

   MARCON, AIRAUDO e PLACIDO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
   la direzione del Gruppo Sme, del punto vendita di Susegana (Treviso), il 17 marzo 2017, ha licenziato M.D, una lavoratrice madre di due figli, con l'accusa di aver utilizzato impropriamente la propria carta sconti aziendale per acquisti interni;
   la Cgil ha stigmatizzato il licenziamento come palesemente discriminatorio perché basato su accuse inconsistenti, tenuto conto che la lavoratrice ha agito all'interno di una prassi generale consolidata e mai contestata ad altri dipendenti dello stesso punto vendita;
   a detta della Cgil, la scelta da parte dell'azienda di procedere nel licenziamento risulta pregiudizialmente persecutoria, discriminante e ritorsiva nei confronti della lavoratrice;
   la lavoratrice licenziata è stata fra le principali promotrici della causa legale per ristabilire nell'azienda Sme il rispetto dell'orario contrattuale di lavoro, questione che è stata riconosciuta fondata tanto che il tribunale di Treviso, in prima istanza, e successivamente la corte d'appello di Venezia hanno condannato la Sme a versare un totale di 90.000 euro ai 15 dipendenti ricorrenti, ovvero tutti gli arretrati con gli interessi, per il mancato riconoscimento dell'orario settimanale contrattuale a 38 ore, rispetto alle 40 effettivamente prestate;
   le citate sentenze hanno aperto la strada ad analoghe iniziative legali da parte di dipendenti di altri punti vendita Sme;
   la Cgil ha già dichiarato che impugnerà il provvedimento di licenziamento nei confronti di M.D. mentre la componente Rsu Cgil ha espresso la volontà di valutare gli estremi anche per un'azione giudiziaria –:
   quali iniziative intenda avviare, per quanto di competenza, nei confronti dell'azienda Sme al fine di chiedere il ritiro del licenziamento della dipendente M.D. derivante a detta della Cgil esclusivamente da intenti persecutori nei confronti della ex delegata sindacale;
   se non ritenga necessario chiedere alla Sme il rispetto dell'orario di lavoro fissato dal contratto di lavoro a 38 ore settimanali e a procedere nella corresponsione degli arretrati con gli interessi per tutti i dipendenti di tutti i punti vendita Sme che hanno svolto un orario settimanale di 40 ore e non di 38 come da contratto, tenuto conto della sentenza emessa dal tribunale di Treviso, confermata dalla corte d'appello di Venezia. (4-16018)