• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/10940    secondo le ultime rilevazioni, in Italia, sarebbero attualmente attive circa 430 società televisive locali (pari a circa 2.140 emittenti-marchi), che esprimono una forza lavoro stimata di...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-10940presentato daSANI Lucatesto diGiovedì 23 marzo 2017, seduta n. 765

   SANI, DALLAI, FREGOLENT, ALBANELLA, ANTEZZA, ARLOTTI, ASCANI, PAOLA BOLDRINI, BRUNO BOSSIO, CAPOZZOLO, CARLONI, CARNEVALI, CARRA, CRIVELLARI, FALCONE, IACONO, LODOLINI, MINNUCCI, MOSCATT, PETRINI, ROMANINI, RUBINATO, VENITTELLI, VENTRICELLI e VERINI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
   secondo le ultime rilevazioni, in Italia, sarebbero attualmente attive circa 430 società televisive locali (pari a circa 2.140 emittenti-marchi), che esprimono una forza lavoro stimata di oltre 4.000 dipendenti;
   le televisioni locali rappresentano, ancora oggi, un rilevante presidio informativo, culturale, industriale ed occupazionale, svolgendo al tempo stesso una funzione di comunicazione «sociale» e di promozione delle tematiche del territorio che non possono essere assicurate dai grandi network nazionali;
   i ricavi totali (pubblicitari ed altre tipologie) delle società televisive locali sono diminuiti notevolmente nel corso degli ultimi anni, passando dagli oltre 429 milioni di euro nel 2013 a circa 356 nel 2014, in calo di 73 milioni di euro (con una diminuzione del 17,1 per cento);
   a molte emittenti private locali sono state inoltre sottratte, in questi anni, frequenze della banda 800 MegaHertz a favore della telefonia mobile;
   le emittenti televisive che producono e diffondono informazione sul territorio possono beneficiare di un contributo erogato dallo Stato introdotto dalla legge n. 448 del 1998 (legge finanziaria 1999);
   il riassetto normativo dell'emittenza televisiva locale prevede la riforma dei contributi alle Tv locali attraverso l'introduzione di alcune disposizioni contenute nella legge di stabilità 2016 (legge numero 208 del 2015) e nella legge di riforma dell'editoria (legge numero 198 del 2016), tra cui il Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione con cui sostenere l'emittenza televisiva e radiofonica locale, e l'editoria quotidiana e periodica;
   non sono stati ancora distribuiti i contributi, previsti dalla legge finanziaria per il 1999, per l'anno 2015 nonostante l'erogazione dovesse avvenire entro il mese di giugno 2016;
   non è stato ancora approvato il regolamento attuativo del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione; regolamento che deve fissare criteri e regole certe per l'assegnazione delle risorse, attraverso una selezione dei beneficiari che consenta di premiare le aziende più meritevoli e qualificate dal punto di vista occupazionale, della capacità di autoproduzione, degli ascolti ed innovazione tecnologica;
   i ritardi nella corretta erogazione di tali risorse e nell'approvazione del regolamento attuativo sopracitato potrebbero quindi mettere in seria crisi l'attività delle emittenti stesse, i livelli occupazionali del settore ed il diritto all'informazione;
   i ritardi potrebbero anche compromettere l'entrata in vigore del rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico delle emittenti radiotelevisive locali;
   le associazioni di categoria hanno già inviato una lettera per sollecitare tali finanziamenti al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni;
   in una nota stampa del 9 marzo 2017, il sottosegretario allo sviluppo economico, Antonello Giacomelli, ha dichiarato che: «l'avvio delle procedure di erogazione dei contributi annuali per le emittenti locali avverrà in tempi brevi» e che il ritardo è stato causato «dalla decisione del Tar del Molise a seguito di un ricorso presentato da un'emittente che ha contestato la graduatoria del Corecom regionale»;
   per quanto riguarda il regolamento attuativo del Fondo per il pluralismo e l'innovazione, nella sua audizione all'8a Commissione lavori pubblici del Senato, Giacomelli ha reso noto che la stesura del regolamento è stata completata dal Ministero dello sviluppo economico in data 27 luglio 2016;
   l’iter attuativo del regolamento, che deve essere sottoscritto anche dal Ministero dell'economia e delle finanze e poi approvato dal Consiglio dei ministri, risulterebbe ad oggi bloccato –:
   quando verranno realmente erogati alle emittenti televisive beneficiarie i contributi introdotti dalla legge finanziaria per il 1999, relativo all'anno 2015;
   quando verrà approvato il regolamento attuativo del Fondo per il pluralismo e l'innovazione;
   se non si ritenga opportuno, in relazione ai gravi ritardi delle erogazioni citati in premessa, prevedere ulteriori iniziative di sostegno alle emittenti televisive interessate, al fine di supportarne continuità produttiva ed occupazionale in questa fase difficile di transizione. (5-10940)