• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/07253 BOTTICI, CASTALDI, PUGLIA, DONNO, MORONESE, CAPPELLETTI, GIARRUSSO, PAGLINI, MORRA, LEZZI, SANTANGELO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che a quanto risulta agli...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07253 presentata da LAURA BOTTICI
giovedì 23 marzo 2017, seduta n.791

BOTTICI, CASTALDI, PUGLIA, DONNO, MORONESE, CAPPELLETTI, GIARRUSSO, PAGLINI, MORRA, LEZZI, SANTANGELO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

da notizie di stampa, si apprende che ChiantiBanca credito cooperativo si appresta a chiudere il bilancio 2016 con una perdita di circa 80 milioni di euro;

tale perdita deriverebbe dalla svalutazione di crediti deteriorati e, quindi, da pesanti accantonamenti imposti dalla Banca d'Italia, dopo una "rigorosa" ispezione ("Reuters" del 14 marzo 2017);

nello stesso lancio di agenzia è riportato che il patrimonio della Banca scende da 330 a 250 milioni di euro, cosa che consentirebbe, comunque, di mantenere un core Tier1 maggiore del 10 per cento e, infine, che: "A dicembre l'assemblea Chianti Banca, rinunciando a un precedente progetto di trasformazione in spa, ha approvato il progetto di adesione alla holding coordinata dalla trentina Cassa Centrale Banca (progetto alternativo a quello di Iccrea) che ha sottoscritto obbligazioni convertibili della banca toscana per 20 milioni";

considerato che:

nella relazione al bilancio del 2015, a pag. 50, è scritto: "La crescita degli impieghi è avvenuta attraverso un'attenta selezione delle operazioni, tenendo conto dei bisogni della clientela tipica della Banca, piccole imprese e famiglie, e perseguendo una logica di ottimizzazione del profilo rischio/rendimento della Banca. Abbiamo quindi continuato a contenere le operazioni che per dimensioni, qualità e rischiosità degli operatori economici non corrispondevano finalità tipiche di un'azienda di credito cooperativa, pur se sostanzialmente portatrici di business e profitti", asserzione che, oggi a parere degli interroganti, suona come un'amara presa in giro di soci, risparmiatori e mercato;

la banca aveva chiuso l'esercizio 2015 con circa 313 milioni di euro di crediti deteriorati su circa 1,8 miliardi di impieghi e, nella nota integrativa relativa, si diceva che le sofferenze presentavo una crescita contenuta, di circa l'1,10 per cento;

il repentino peggioramento dei conti della banca sembra avvenire dopo l'arrivo di un nuovo presidente con grande esperienza di vigilanza, il dottor Lorenzo Bini Smaghi, che non era in azienda prima dell'approvazione del bilancio dell'esercizio 2015;

considerato, infine, che a parere degli interroganti:

con l'arrivo, lo scorso anno, di Lorenzo Bini Smaghi, si è sbandierata in pompa magna l'intenzione della banca di trasformarsi in società per azioni e divenire un importante polo aggregatore, che avrebbe dovuto ricondurre, insieme alla BCC di Cambiano, che tale trasformazione ha compiuto, il sistema creditizio toscano a una decisa risalita della china;

a dispetto di quanto affermato, a dicembre 2016, ChiantiBanca decide di rientrare nell'alveo di sistema BCC (banca di credito cooperativo), aderendo ad una delle due iniziative per la creazione di poli aggregativi del sistema creditizio cooperativo;

il direttore generale è rimasto in carica fino a pochi giorni fa, invece di essere sostituito fin dallo scorso anno, quando la crisi si è appalesata, sicuramente in periodo precedente alla fine dell'anno, visto che decisioni così radicali sulla vita di un'azienda non si possono prendere in poche settimane,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto;

quali siano le ragioni per cui, solo nell'esercizio 2016, la situazione di ChiantiBanca presenta tale crollo nella situazione dei crediti deteriorati, quando il picco della crisi si è avuto negli anni precedenti;

se risulti che la Banca d'Italia, prima del 2016, non abbia mai segnalato problematiche significative relative a rate scadute, tensioni di liquidità sui conti correnti, mancati pagamenti di fatture e, in genere, di tutti quegli indicatori che ben descrivono l'andamento dei crediti;

se sia a conoscenza dei presupposti che hanno indotto la Banca d'Italia a disporre l'ispezione di vigilanza e, in particolare, se tale ispezione rientrasse nel programma di routine, oppure sia nata dalla rilevazione di dati anomali o, ancora, se il cambio al vertice della Banca abbia fatto mutare l'atteggiamento della vigilanza stessa;

alla luce del cambio di strategia deciso dai vertici aziendali in merito alla trasformazione in SpA, per quale motivo il direttore generale della banca, Andrea Bianchi, sia stato sostituito solo a marzo 2017;

se il Ministro in indirizzo abbia ricevuto informazioni su quali siano stati gli indicatori che le segnalazioni di vigilanza hanno reso negli ultimi anni;

se il collegio sindacale di Chiantibanca, gli uffici deputati al controllo interno, in particolare al risk management, o la società di revisione abbiano segnalato elementi di criticità, anche in fase di approvazione dei bilanci.

(4-07253)