• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/07242 BUCCARELLA, DONNO, SERRA, TAVERNA, BULGARELLI, PUGLIA, MANGILI, CAPPELLETTI, GIARRUSSO, BLUNDO, SANTANGELO, COTTI, BOTTICI, BERTOROTTA, CASTALDI, MORONESE - Ai Ministri della difesa, dello...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07242 presentata da MAURIZIO BUCCARELLA
giovedì 23 marzo 2017, seduta n.791

BUCCARELLA, DONNO, SERRA, TAVERNA, BULGARELLI, PUGLIA, MANGILI, CAPPELLETTI, GIARRUSSO, BLUNDO, SANTANGELO, COTTI, BOTTICI, BERTOROTTA, CASTALDI, MORONESE - Ai Ministri della difesa, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

il Ministero della difesa, con bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 86 del 27 luglio 2016 e sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea n. 141 del 23 luglio 2016, ha indetto una gara comunitaria a procedura aperta, ai sensi dell'art. 60 del decreto legislativo n. 50 del 2016, per l'appalto dei servizi di ristorazione, catering completo, catering veicolato e dei connessi servizi accessori presso gli enti, distaccamenti e reparti (EDR) del Ministero per l'anno 2017;

l'appalto era suddiviso in 10 lotti per aree geografiche per un importo complessivo di 131.371.648,27 euro;

a seguito della pubblicazione dell'elenco delle società ammesse alla gara, le imprese concorrenti ai vari lotti presentavano ricorso avverso le reciproche ammissioni. In totale, venivano presentati al Tar del Lazio 39 ricorsi;

attesa la necessità di concludere la procedura di gara, il Ministero della difesa procedeva nelle aggiudicazioni dei 10 lotti. I lotti messi a gara venivano, quindi, aggiudicati alle società risultate migliori offerenti: Elior Ristorazione SpA (lotti 2-4-5-6-7-8-9) e Ladisa SpA (lotti 1-3-10);

intervenivano anche i ricorsi avverso le aggiudicazioni con richiesta di decreto cautelare; di conseguenza, il Ministero, al fine di assicurare comunque la continuità del servizio a partire dal 1° gennaio 2017, procedeva mediante affidamento di un "contratto ponte" in via d'urgenza, con procedura negoziata ex art. 63, comma 2, lettera c), del codice degli appalti, alle società risultate migliori offerenti ed aggiudicatarie, ossia Elior e Ladisa, ai prezzi di aggiudicazione della nuova procedura di gara, di gran lunga inferiori ai prezzi attualmente corrisposti alla uscente società aggiudicataria della procedura di gara del 2012, tali da concretizzarsi in un risparmio di 2.552.422,88 euro al mese;

considerato che:

seguivano i ricorsi avverso le aggiudicazioni contenenti domanda cautelare, che cristallizzavano la situazione, sospendendo così le aggiudicazioni della nuova procedura di gara;

il Ministero, essendo intervenuta nel frattempo la scadenza del contratto di appalto, ha concesso, in tutti i lotti, una proroga del servizio al gestore uscente raggruppamento temporaneo di imprese Dussmann nella composizione risultante dalla precedente gara del 2012 e ai prezzi della gara del 2012;

il Consorzio nazionale servizi (CNS) fa parte del raggruppamento di imprese;

considerato inoltre che:

in data 20 febbraio 2017 con la sentenza n. 740, il Consiglio di Stato, pronunciandosi in via definitiva, ha confermato un gravissimo illecito in capo a CNS sanzionato dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato;

segnatamente, l'AGCM ha sanzionato il CNS per il seguente addebito: "dall'attività istruttoria è emersa l'esistenza di una pratica concordata, riconducibile, da un lato, alla presenza di elementi di oggettivo riscontro - tra i quali figurano scambi di informazioni oltre ad un accordo scritto - che rivelano l'esistenza di una collaborazione anomala (elementi esogeni) e, dall'altro, all'impossibilità di spiegare alternativamente le condotte parallele verificate come frutto plausibile di iniziative imprenditoriali delle parti (elementi endogeni)"; ed ancora: "oggetto dell'intesa è stato quello di condizionare l'esito della gara, eliminando il reciproco confronto concorrenziale, mediante l'utilizzo distorto dello strumento consortile; ciò al fine di garantire a CNS ed MFM il numero massimo di lotti maggiormente appetibili, sul presupposto che entrambe avrebbero complessivamente beneficiato dei risultati singolarmente conseguiti";

il Tar Lazio, che era stato chiamato a pronunciarsi sull'impugnativa del provvedimento dell'antitrust, con sentenza n. 10303/2016, aveva confermato in pieno l'addebito, ritenendo di ridurre solo parzialmente l'importo della sanzione pecuniaria. Al momento della partecipazione della gara di appalto indetta dal Ministero della difesa, la sentenza del Tar Lazio n. 10303/2016 risultava tuttavia pendente innanzi al Consiglio di Stato e, quindi, non definitiva;

considerato altresì che:

al CNS è stata applicata una sanzione amministrativa pecuniaria a seguito dell'accertamento da parte dell'AGCM di una condotta illecita consistita nell'aver influenzato indebitamente il processo decisionale della stazione appaltante CONSIP. Nel caso di specie, la CONSIP, per conto del Ministero dell'economia e delle finanze, aveva indetto una gara relativa il servizio di pulizia suddivisa in 13 lotti per complessivi 1,63 miliardi di euro. In seguito alle risultanze della gara, l'AGCM aveva rilevato alcune anomalie e attivato una procedura di indagine, rilevando che CNS, di concerto con altre società (Manutencoop Facility Management SpA e Roma Multiservizi SpA), aveva posto in essere una strategia partecipativa comune al fine di eliminare il reciproco confronto concorrenziale e spartibili i lotti più appetibili;

l'art. 80 del codice degli appalti, al comma 5, prescrive che: "Le stazioni appaltanti escludono dalla partecipazione alla procedura d'appalto un operatore economico in una delle seguenti situazioni, anche riferita a un suo subappaltatore nei casi di cui all'articolo 105, comma 6, qualora: (...) c) la stazione appaltante dimostri con mezzi adeguati che l'operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità. Tra questi rientrano: le significative carenze nell'esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne hanno causato la risoluzione anticipata, non contestata in giudizio, ovvero confermata all'esito di un giudizio, ovvero hanno dato luogo ad una condanna al risarcimento del danno o ad altre sanzioni; il tentativo di influenzare indebitamente il processo decisionale della stazione appaltante o di ottenere informazioni riservate ai fini di proprio vantaggio; il fornire, anche per negligenza, informazioni false o fuorvianti suscettibili di influenzare le decisioni sull'esclusione, la selezione o l'aggiudicazione ovvero l'omettere le informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione";

le linee dell'Autorità nazionale anticorruzione n. 6, sugli illeciti professionali gravi negli appalti, pubblicate nel mese di dicembre 2016 ed espressamente richiamate dal codice degli appalti, stabiliscono che le stazioni appaltanti devono valutare ai fini dell'eventuale esclusione del concorrente i provvedimenti di condanna divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato per pratiche commerciali scorrette o per illeciti antitrust gravi aventi effetti sulla contrattualistica pubblica e posti in essere nel medesimo mercato oggetto del contratto da affidare;

considerato infine che, a parere degli interroganti, CNS, che ha posto in essere una condotta illecita gravissima tale incidere sulla sua integrità o affidabilità, sarebbe mandante del raggruppamento Dussmann, attuale gestore in proroga del servizio di ristorazione per il Ministero della difesa ed attuale concorrente non aggiudicatario della procedura di gara per l'anno 2017,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano che sia opportuno procedere alla revoca in autotutela della proroga del servizio a Dussmann, nonché anche all'esclusione dalla procedura di gara sub iudice, con conseguente affidamento dei lotti alle imprese risultate migliori offerenti, anche in considerazione del fatto che la revoca della proroga di affidamento del servizio alle società risultate migliori offerenti ai prezzi di aggiudicazione dell'odierna procedura di gara determinerebbe, ad avviso degli interroganti, il consistente risparmio mensile di 2.552.422,88 euro.

(4-07242)