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Atto a cui si riferisce:
C.1/01562    premesso che:     le traiettorie dello sviluppo tecnologico ed industriale degli ultimi anni hanno coinciso con l'avanzamento del peso della robotica e dell'intelligenza...



Atto Camera

Mozione 1-01562presentato daRICCIATTI Laratesto diMartedì 28 marzo 2017, seduta n. 768

   La Camera,
   premesso che:
    le traiettorie dello sviluppo tecnologico ed industriale degli ultimi anni hanno coinciso con l'avanzamento del peso della robotica e dell'intelligenza artificiale in tutti i campi della produzione di beni e servizi;
    allo stato, i robot operativi in tutto il mondo sono 1,8 milioni. Ma, secondo le previsioni dell’International Federation of Robotics, entro il 2019, saranno 2,6 milioni solo nelle fabbriche, con l'Unione europea nel ruolo di leader mondiale di questa espansione, e se ne venderanno 42 milioni per uso personale e domestico. Insomma, robot aspirapolvere, tagliaerba, o per la pulizia delle finestre, saranno sempre più diffusi nelle case;
    come afferma uno studio recente pubblicato dalla Pricewaterhouse Coopers, nel giro di quindici anni, il 38 per cento dei posti di lavoro disponibili oggi negli Stati Uniti potrebbero essere presi da robot. Il fenomeno riguarda anche l'Europa e l'Asia, visto che in Germania l'automazione è avviata ad eliminare il 35 per cento dei posti, in Gran Bretagna il 30 per cento e il Giappone il 21 per cento;
    la differenza tra i vari Paesi si spiega – sempre secondo gli analisti della Pricewaterhouse Coopers – soprattutto con il livello di sviluppo ed istruzione. I lavori più a rischio, infatti, sono quelli che richiedono un livello inferiore di studio per essere svolti, e in America ce ne sono di più che in Asia e in Europa. I settori dove l'avvento dell'automazione sarà più massiccio sono quelli dell'ospitalità, i servizi alimentari, i trasporti e lo stoccaggio;
    un altro segno dell'importanza che il mercato e l'economia stanno assegnando alla robotica e all'intelligenza artificiale è dato dalle recenti stime legate alle operazioni di fusione e acquisizione nel mondo. Automazione industriale, telecomunicazioni, robotica: nell'anno 2016 hanno sfiorato i 700 miliardi di dollari. Non solo: in un anno di calo generalizzato delle operazioni di fusione e acquisizione (-19 per cento, secondo i dati di Mergermarket), il comparto tecnologico ha messo a segno una crescita delle operazioni del 3 per cento rispetto all'anno precedente. Nemmeno le utilities e l'energia hanno saputo fare meglio. Tra i Paesi che hanno saputo capitalizzare al meglio lo sprint in questi settori, c’è senza dubbio la Germania, dove in generale tali operazioni nel 2016 sono cresciuto del 27 per cento. La cinese Midea – che produce elettrodomestici – ha acquistato il 94,55 per cento di Kuka, specializzata in robot industriali, per circa 4,5 miliardi di euro. L'operazione Midea-Kuka, che è stata perfezionata soltanto nel gennaio 2017, è anche la più grande acquisizione fatta dai cinesi in terra tedesca;
    Alessandro Perego, direttore del dipartimento di ingegneria gestionale del Politecnico di Milano, sostiene che i lavori che l'intelligenza artificiale mette più a rischio sono quelli «ripetitivi, più probabilmente quelli cognitivi che quelli manuali». Come sostiene Perego: «Innanzitutto sarebbe più corretto parlare di Intelligenza Artificiale, di cui fanno parte anche i robot intesi come umanoidi, ma il vero tema è quello dell'automazione delle attività, tramite software in grado di fare operazioni con le caratteristiche dell'intelligenza umana. E le professioni più a rischio non sono quelle che tutti credono»;
    il segretario al Tesoro americano Mnuchin, ha detto che l'avvento dei robot è così lontano nel tempo da non essere neppure nel radar dell'amministrazione americana e che, comunque, quando avverrà l'automazione riguarderà i lavori che pagano meno;
    ma non tutti sono d'accordo con questa impostazione. Secondo una ricerca di Manpower Group dal titolo – «Skills Revolution» – presentata al World Economic Forum 2017 di Davos. La digitalizzazione e l'automazione del lavoro rappresentano un'opportunità. L'indagine, condotta tra 18.000 datori di lavoro in 43 Paesi del mondo, affronta il tema dell'impatto della digitalizzazione sull'occupazione e dello sviluppo di nuove competenze dei lavoratori. I risultati rivelano che, a livello mondiale, oltre il 90 per cento dei datori di lavoro intervistati prevede che la propria azienda verrà impattata dalla «quarta rivoluzione industriale» nei prossimi due anni, e che questo fattore influenzerà la caratterizzazione delle competenze dei lavoratori verso una sempre maggiore digitalizzazione, creatività, agilità e «learnability», l'attitudine a rimanere costantemente aggiornati e a continuare ad imparare. L'83 per cento del campione intervistato ritiene che l'automatizzazione e la digitalizzazione del lavoro faranno crescere il totale dei posti di lavoro. Inoltre, si prevede che questi cambiamenti avranno un impatto positivo sull'aggiornamento delle competenze dei lavoratori, rispetto al quale i datori di lavoro prevedono di implementare specifici programmi formativi nel prossimo futuro. Tra i 43 Paesi oggetto dell'indagine, è l'Italia ad aspettarsi il maggior incremento di nuovi posti di lavoro grazie alla quarta rivoluzione industriale al netto di un «upskilling», un aggiornamento delle competenze, con una creazione di nuovi posti di lavoro prevista tra il 31 per cento ed il 40 per cento;
    particolarmente meritevole di attenzione appare la proposta recentemente lanciata da Bill Gates, fondatore di Microsoft, di tassare i robot che svolgono lavori umani. «Al momento se un lavoratore umano guadagna 50.000 dollari lavorando in una fabbrica, il suo reddito è tassato. Se un robot svolge lo stesso lavoro dovrebbe essere tassato allo stesso livello», ha spiegato Gates, secondo il quale l'uso di robot può aiutare a liberare un numero maggiore di persone per altri tipi di lavoro, che solo gli esseri umani possono svolgere. Fra questi l'insegnamento, la cura degli anziani e delle persone con esigenze speciali. L'uso di robot «può generare profitti con risparmi sul costo del lavoro» e quindi i robot potrebbero pagare imposte minori di quelle umane, ma dovrebbero pagarle, ha detto il fondatore del colosso informatico;
    come segnala Vincenzo Visco, «la proposta di Bill Gates di tassare i robot non è quindi stravagante perché, se la base imponibile rappresentata dal lavoro si riduce, è inevitabile che il prelievo si indirizzi, prima o poi, verso altre fonti, anche con modalità inedite». Secondo il presidente di Nens, «se i robot vengono utilizzati dalle imprese che aumentano così i loro profitti, e se la quota dei profitti sul reddito nazionale cresce, è evidente che in futuro il maggior prelievo non potrebbe che riguardare i profitti crescenti, per esempio rendendo progressive le imposte sulle società. Più difficile immaginare un sistema in cui vengono individuati i singoli robot da colpire. È chiaro comunque che le nuove fonti di produzione di nuova ricchezza sono oggi internet (e non a caso si è parlato anche di una bit tax) e l'automazione. E sono attualmente quelli ignorati o addirittura incentivati e favoriti dalle normative fiscali esistenti»;
    una risoluzione recentemente approvata dal Parlamento europeo ha chiesto norme comunitarie nel campo della robotica, per far rispettare standard etici o per stabilire la responsabilità civile in caso di incidenti che coinvolgono un'auto senza conducente. I parlamentari europei hanno chiesto alla Commissione europea di proporre norme in materia di robotica e di intelligenza artificiale per sfruttarne appieno il potenziale economico e garantire un livello standard di sicurezza e protezione. La relatrice Mady Delvaux (del gruppo parlamentare dei socialisti e democratici) ha dichiarato: «Sono lieta per l'approvazione della mia relazione sulla robotica, ma mi rammarico che la coalizione di destra formata da Alde, Ppe e Ecr si sia rifiutata di prendere in considerazione le possibili conseguenze negative sul mercato del lavoro. La coalizione ha quindi rifiutato un dibattito aperto e lungimirante, ignorando le preoccupazioni dei nostri cittadini». La risoluzione è stata approvata con 396 voti in favore, 123 voti contrari e 85 astensioni. La Commissione non sarà obbligata a seguire le raccomandazioni del Parlamento, ma in caso di rifiuto dovrà indicarne i motivi,

impegna il Governo:

1) a promuovere iniziative, anche normative, volte all'istituzione di una cabina di regia a livello governativo per garantire un approccio onnicomprensivo allo sviluppo della robotica e dell'intelligenza artificiale all'interno della pubblica amministrazione, al fine di migliorare i servizi e le prestazioni al cittadino;

2) a favorire l'introduzione di programmi su scala nazionale per potenziare l'ecosistema tecnologico e industriale legato alla robotica e all'intelligenza artificiale, a partire dalle scuole e dalle università;

3) in linea con quanto individuato dalla relazione conclusiva deliberata al termine dell'indagine conoscitiva della Commissione attività produttive della Camera dei Deputati, a rafforzare i modelli produttivi tendenti a valorizzare il ruolo della robotica e dell'intelligenza artificiale, anche sulla base del programma governativo Industria 4.0;

4) a valutare, di concerto con quanto già disposto a livello comunitario e, in particolare dal Parlamento europeo, l'introduzione di uno status giuridico specifico per i robot, con particolare riferimento ai profili etici e di responsabilità civile, nonché in ambito fiscale;

5) ad avviare iniziative, anche normative, per promuovere nuovi profili occupazionali legati all'innovazione tecnologica e che compensino le possibili conseguenze dello sviluppo della robotica e dell'intelligenza artificiale sul lavoro umano.
(1-01562) «Ricciatti, Epifani, Ferrara, Roberta Agostini, Albini, Bersani, Franco Bordo, Bossa, Capodicasa, Cimbro, D'Attorre, Duranti, Fava, Folino, Fontanelli, Formisano, Fossati, Carlo Galli, Kronbichler, Laforgia, Leva, Martelli, Matarrelli, Melilla, Mognato, Murer, Nicchi, Giorgio Piccolo, Piras, Quaranta, Ragosta, Rostan, Sannicandro, Scotto, Speranza, Stumpo, Zaccagnini, Zappulla, Zaratti, Zoggia».