• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/16088    secondo quanto emerge dalla trasmissione Report Rai tre andata in onda il 27 marzo 2017, il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) avrebbe concesso fondi pubblici per svariati milioni di...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-16088presentato daNUTI Riccardotesto diMercoledì 29 marzo 2017, seduta n. 769

   NUTI, DI BENEDETTO, DI VITA, LUPO, MANNINO, MARZANA, BRESCIA, D'UVA, LUIGI GALLO, VACCA e SIMONE VALENTE. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione . — Per sapere – premesso che:
   secondo quanto emerge dalla trasmissione Report Rai tre andata in onda il 27 marzo 2017, il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) avrebbe concesso fondi pubblici per svariati milioni di euro senza reali verifiche e controlli ad alcuni istituti, formalmente per fini di ricerca, ma nella pratica dirottati verso altri scopi, completamente estranei a quelli istituzionali;
   tra i destinatari di questi fondi ci sarebbe anche l'Istituto per l'ambiente marino costiero del Cnr: in particolare, pare che l'ex segretario amministrativo dell'istituto, Vittorio Gargiulo dell'istituto fermato il 27 marzo 2017 per peculato, truffa e concussione, si sia impossessato di circa un milione di euro dell'Istituto di ricerca tra il 2011 e il 2015: i fondi sarebbero stati spesi, ad esempio, per ristrutturazione di casa propria con annessa vasca idromassaggio, giustificata come «ripristino locali interni dell'istituto»; acquisto di mobilio vario personale, giustificato come «campagne oceanografiche»; computer, tablet e altri prodotti informatici, poi rivenduti tramite internet; giostre gonfiabili acquistate come «materiale di consumo», ma destinate alla seconda attività lavorativa ed altro;
   vi sarebbero anche finanziamenti anticipati dal Consiglio nazionale delle ricerche su base di contratti mai esistiti, doppie fatturazioni, firme false apposte su contratti di affidamento ad aziende private, o, ancora, il significativo progetto del 2014 «Report» per un importo di 450 mila euro relativo a studi sulla pesca che, tuttavia, né l'allora presidente del CNR Luigi Nicolais, né i tre ricercatori, che sarebbero stati titolari del progetto, conoscevano;
   emerge anche un legame tra il Consiglio nazionale delle ricerche e il latitante di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro: grazie alle informazioni raccolte da Laura Giuliano, già presidente dello stesso Istituto ambiente Marino Costiero dal 2014 al 2016, si è scoperto che una delle sedi dell'Istituto, a Capo Granitola, nei pressi di Castelvetrano, in provincia di Trapani, ha ricevuto trasferimenti da parte dell'ex dirigente del Consiglio nazionale delle ricerche, Salvatore Mazzola per potenziare la rete oceanografica ma poi giustificate come spese per un convengo avvenuto 3 anni prima a Napoli;
   inoltre, molta documentazione anche amministrativo contabile è inspiegabilmente quando Laura Giuliano ha iniziato un audit interno per fare luce sull'utilizzo dei fondi del Consiglio nazionale delle ricerche;
   per verificare e controllare tali spese, il Consiglio nazionale delle ricerche ha pagato una consulenza a Paolo D'Anselmi, il quale però è legato ad alcune società che hanno percepito commesse tramite affidamento diretto per oltre 2,5 milioni di euro da parte del Consiglio nazionale delle ricerche e firmate dall'attuale direttore generale, Massimiliano Di Bitetto, con il quale D'Anselmi risulta essere coautore di alcune pubblicazioni, utili anche ai fini della nomina di direttore generale;
   un dipendente della sede di Capo Granitola dell'istituto ha dichiarato di aver recentemente avvistato Messina Denaro presso i propri uffici, mentre l'attuale capo della medesima sede, Ario Sprovieri, dichiarava nel 2014 che «Capo Granitola è la casa di Matteo Messina Denaro. Il boss ricercato al mondo numero uno è là»;
   lo stesso Salvatore Mazzola nel 2010 avrebbe affittato per 4 anni una foresteria senza contratto sempre in località Capo Granitola al ginecologo Riccardo Germilli, il cui fratello Claudio è massone e legato al mafioso Giovanni Risalvato, condividendo con costui la società Habitat Eco Sistemi s.r.l., il quale è persona fidata dello stesso Matteo Messina Denaro e condannato a 14 anni di reclusione nell'ambito del processo di mafia Golem II –:
   se il Governo non intenda assumere iniziative presso il Consiglio nazionale delle ricerche al fine di valutare eventuali responsabilità in capo al Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche e una sua eventuale rimozione, nonché in capo alle precedenti gestioni, ovvero dei responsabili dell'Istituto ambiente marino costiero, anche per una eventuale segnalazione all'autorità giudiziaria, alla Corte dei conti o all'ANAC. (4-16088)