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Atto a cui si riferisce:
C.1/01566    premesso che:     il Governo ha annunciato l'intenzione di aprire una procedura di gara europea per l'acquisto dei servizi di informazione delle agenzie di...



Atto Camera

Mozione 1-01566presentato daPISICCHIO Pinotesto diGiovedì 30 marzo 2017, seduta n. 770

   La Camera,
   premesso che:
    il Governo ha annunciato l'intenzione di aprire una procedura di gara europea per l'acquisto dei servizi di informazione delle agenzie di stampa;
    l'annuncio segue alla decisione assunta nei mesi scorsi di non rinnovare ma prorogare le convenzioni in essere con le agenzie di stampa nazionali che garantiscono la copertura dell'informazione su quanto avviene in Italia e nel mondo;
    a seguito di tale decisione, il Governo, in data 13 marzo 2017, ha stipulato un protocollo con l'Anac per la «vigilanza collaborativa» sulla procedura citata;
    l'ipotesi di far ricorso a una gara nel comparto agenzie di stampa viene fatta discendere da una precedente delibera della stessa Autorità nazionale anticorruzione, la n. 853 del 20 luglio 2016, nella quale tuttavia si legge «valuti codesta Amministrazione il ricorrere dei presupposti per far luogo a procedura negoziata senza pubblicazione di bando di gara», lasciando dunque aperto il ricorso ad altre soluzioni;
    il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, ha sottolineato, nel corso di una intervista realizzata il 21 marzo 2017, che si tratta di «un tema delicatissimo, sono in gioco valori costituzionali, posti di lavoro che vanno rispettati e la libertà di informazione: io ritengo che sia un fatto positivo per il nostro Paese avere tante agenzie perché il pluralismo è segnale di democrazia» e quindi ha affermato la convinzione «che il percorso migliore sia quello di una legge che regoli il sistema»;
    l'apertura di una procedura di gara europea esporrebbe il nostro Paese al rischio che un settore strategico già esposto in altri comparti a potenziali riduzioni della presenza di operatori nazionali, veda anche l'informazione primaria passare nelle mani di grandi aziende non italiane, in qualche caso ampiamente sostenute dallo Stato di provenienza; si tratterebbe di un caso finora unico in Europa e senza alcuna occasione di reciprocità per le aziende italiane;
    il Parlamento ha ribadito, approvando la legge di iniziativa governativa per la riforma dell'editoria del 26 ottobre 2016, n. 198, che istituisce il Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione, l'esigenza di «assicurare la piena attuazione dei principi di cui all'articolo 21 della Costituzione, in materia di diritti, libertà, indipendenza e pluralismo dell'informazione, nonché di incentivare l'innovazione dell'offerta informativa e dei processi di distribuzione e di vendita, la capacità delle imprese del settore di investire e di acquisire posizioni di mercato sostenibili nel tempo, nonché lo sviluppo di nuove imprese editrici anche nel campo dell'informazione digitale»;
    il Parlamento europeo, nella risoluzione approvata il 13 giugno 2013 sul tema della libertà della stampa e dei media nel mondo, «riconosce che i governi hanno la responsabilità primaria quanto alla garanzia e alla tutela della libertà della stampa e dei mezzi d'informazione; sottolinea che mezzi d'informazione tradizionali e online liberi, indipendenti e pluralisti costituiscono una delle pietre angolari della democrazia e del pluralismo»;
    il sindacato dei giornalisti (Fnsi) e i rappresentanti dei comitati di redazione delle agenzie di stampa hanno promosso fin dal convegno «Un take al futuro», realizzato il 26 giugno 2012, con la partecipazione di rappresentanti del dipartimento per l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri e della Federazione degli editori (Fieg), un'azione di sensibilizzazione sul tema della possibile riforma del sistema delle citate convenzioni per la fornitura di servizi giornalistici, successivamente hanno preso parte ad ogni occasione di confronto con le istituzioni preposte e recentemente hanno chiesto in più occasioni di poter esporre le loro preoccupazioni al Governo, prima di proclamare uno sciopero che ha registrato una partecipazione pressoché totale degli addetti che si è svolto nella giornata del 25 marzo 2017;
    il comparto dell'informazione primaria nel quale operano le agenzie di stampa nazionali rappresenta la base fondamentale dell'organizzazione pluralistica di tutta l'informazione prodotta in Italia, di cui si giovano le istituzioni e tutto il mercato dei mezzi di comunicazione di massa,

impegna il Governo:

1) prima di assumere ogni decisione in ordine alle procedure di gara, di cui in premessa, ad assumere iniziative volte:
   a) ad aprire il confronto con le rappresentanze sindacali dei lavoratori interessati, con il massimo coinvolgimento possibile anche delle rappresentanze dei giornalisti delle agenzie che hanno recentemente indetto uno sciopero contro la decisione del Governo;
   b) a individuare e adottare con la massima urgenza soluzioni alternative, a partire dall'assunzione di iniziative normative per giungere ad una legge di sistema per le agenzie di stampa, che garantiscano maggiormente la difesa del pluralismo informativo, il mantenimento all'interno delle aziende nazionali della produzione di informazione su tutte le questioni strategiche, e la tutela dei livelli occupazionali.
(1-01566) «Pisicchio, Bruno, Labriola, Furnari, Locatelli, Marzano, Vecchio, Censore, Borghese, Pastorelli, Portas, Sberna, Latronico, Dellai, Fratoianni, Civati, Chaouki, D'Attorre, Ricciatti, Duranti, Nicchi, Bersani, Saltamartini, Altieri, D'Alessandro, Gigli, Distaso, De Girolamo, Calabria, Marotta, Calabrò, Pizzolante, Rampelli, Zampa, Stumpo, Catalano, Menorello, Manfredi, Oliverio, Bossi, Pili, Murgia, Nesi, Palladino, Artini, Baldassarre, Bechis, Segoni, Turco, Formisano, Grassi, Boccuzzi, Scopelliti, Rizzetto, Ferrara, Lupi, Cassano, Piepoli, Marcon, Sisto, Corsaro, Lainati, Monchiero, Scotto, Prodani, Pierdomenico Martino, Brunetta, Vito, Russo, Centemero, Laffranco, Fabrizio Di Stefano, Gelmini, Polverini, Occhiuto, Alberto Giorgetti, Bergamini, Carfagna, Gregorio Fontana, Pagano, Garofalo, Schirò, Vignali, Boccia, Mattiello, Lauricella, Zoggia, Cicchitto».