• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/11027    si apprende dalla stampa (sul Nuovo Quotidiano di Puglia, edizione Lecce, «Mazzette intascate per i lavori del filobus». A giudizio Buonerba, a firma di Erasmo Marinazzo, del 9 marzo...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-11027presentato daDE LORENZIS Diegotesto diVenerdì 31 marzo 2017, seduta n. 771

   DE LORENZIS. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che:
   si apprende dalla stampa (sul Nuovo Quotidiano di Puglia, edizione Lecce, «Mazzette intascate per i lavori del filobus». A giudizio Buonerba, a firma di Erasmo Marinazzo, del 9 marzo 2017), del rinvio a giudizio del professor Massimo Buonerba, consulente giuridico dell'ex sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, per una assunta «tangente» di circa 660 mila euro nel maxi appalto da 21 miliardi di euro per la creazione della rete del filobus a Lecce;
   nel merito, il professore Buonerba risponde dell'accusa di concussione per induzione: le indagini, condotte con il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, gli contestano di aver intascato due tangenti, una da 186 mila euro e l'altra da 473 mila euro;
   si tratta di un'opera per la filovia cittadina nata male fin dall'inizio e già in corsa in gravi ritardi registrati sia per la sua realizzazione sia per l'avvio stesso dell'infrastruttura, fino a far ipotizzare una possibile revoca dei finanziamenti concessi dal Cipe;
   sulla Gazzetta ufficiale n. 59 del 10 marzo 2012 è stata pubblicata la delibera n. 90/2011 con la quale il Cipe ha raccomandato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di «adottare ogni iniziativa per la messa in esercizio del sistema filoviario di Lecce; di informare, essendo ormai decorso il termine indicato dalla C.A.V., nella seduta del 9 marzo 2011, per l'apertura al pubblico del servizio di trasporto, la procura della Corte dei conti anche ai fini dell'accertamento di eventuali responsabilità erariali; di valutare la sussistenza dei presupposti per un'eventuale revoca parziale del contributo assentito»;
   l'opera, risulta all'interrogante, esser costata circa 22 milioni di euro, di cui 12 milioni a carico dello Stato, ai sensi della legge n. del 1992, 3 milioni a carico della regione Puglia e 8 a carico dei contribuenti leccesi –:
   se il Governo sia a conoscenza di quanto riferito in premessa;
   se abbia provveduto ad informare la competente procura della Corte dei conti sia in relazione ai fatti all'epoca rappresentati dal Cipe, che alle nuove notizie di reato;
   quali iniziative di competenza si intenda adottare – in attesa del pronunciamento della magistratura – al fine di garantire la legalità, approfondendo eventuali responsabilità interne alle strutture ministeriali incaricate dell'opera citata, se del caso attivando un'indagine interna;
   se intenda rendere noti i dirigenti e i funzionari responsabili del procedimento e delle autorizzazioni e possa riferire quali siano i ruoli e gli incarichi ricoperti dai medesimi attualmente precisando se siano state adottate iniziative volte ad evitare che i medesimi possano gestire procedimenti analoghi;
   se possa rendere noto quali di tali funzionari a seguito delle autorizzazioni rilasciate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti abbiano ricevuto premi di produttività o di risultato ovvero emolumenti aggiuntivi a qualsiasi titolo e se possa venire quantificare l'importo di ciascuno di questi compensi;
   di quali elementi disponga con riguardo all'eventuale rinvio a giudizio di persone che furono anche marginalmente coinvolte dall’iter autorizzativo, nonché in ordine alle relative ipotesi di reato, e ad eventuali provvedimenti, anche disciplinari intrapresi, volti a tutelare l'onorabilità della medesima istituzione;
   se il Ministro interrogato intenda attivarsi al fine di procedere per il recupero delle somme erogate. (5-11027)