• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01748    la legge quadro sul volontariato n. 266 del 1991 consente agli enti locali di stipulare convenzioni con le organizzazioni di volontariato che dimostrino attitudine e capacità operativa...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-01748presentato daAGOSTINI Robertatesto diMartedì 4 aprile 2017, seduta n. 773

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, per sapere – premesso che:
   la legge quadro sul volontariato n. 266 del 1991 consente agli enti locali di stipulare convenzioni con le organizzazioni di volontariato che dimostrino attitudine e capacità operativa prevedendo forme di verifica delle prestazioni;
   il decreto legislativo n. 46 del 1997 e la legge n. 106 del 2016 definiscono l'impatto sociale delle attività svolte dagli enti del terzo settore, come valutazione qualitativa e quantitativa degli effetti di tali attività sulla comunità di riferimento rispetto all'obiettivo individuato, prevedendo linee guida in materia di bilancio sociale e di sistemi di valutazione dell'impatto sociale;
   Roma capitale è proprietaria di numerosi immobili. Nel tempo, sono stati dati in concessione numerosi beni immobili ascritti al patrimonio indisponibile, per lo svolgimento di attività di interesse pubblico, culturale e sociale, ad enti, associazioni no-profit, associazioni di volontariato, e altro;
   il 30 aprile 2015, con la delibera n. 140 «Linee guida per il riordino del patrimonio disponibile in concessione», la giunta capitolina ha deciso di intervenire per riordinare il settore;
   la delibera n. 40 del 2015 prevede cinque livelli di intervento, distinguendo gli operatori dei beni a prevalente carattere commerciale, professionale e/o imprenditoriale dalle attività a carattere socio-culturale. Ciò non ha, però, trovato applicazione. Sono stati emanati una serie di provvedimenti tesi al rilascio degli immobili e al recupero delle somme dovute per indennità di occupazione per tutte quelle concessioni che si trovavano in condizioni di presunta irregolarità, senza fare nessuna distinzione né di funzione, né di merito sulle attività concretamente svolte e sul loro rilievo sociale e collettivo;
   decine e decine di associazioni culturali e sociali che operano nell'interesse collettivo riconosciuto in città stanno ricevendo avvisi di sfratto e vengono messe nella condizione di non poter più svolgere le proprie attività;
   insieme alla riacquisizione, anche forzosa, degli immobili, l'amministrazione capitolina ha fatto partire la richiesta di ingentissimi arretrati calcolati – a parere degli interpellanti in modo del tutto illegittimo – retroattivamente al 100 per cento del valore del presunto canone di mercato;
   si citano solo alcuni rilevanti esempi critici:
    la scuola di musica popolare di Testaccio ha ricevuto un'ingiunzione di pagamento per 1 milione di euro e, se non salderà le 36 rate, non potrà partecipare al bando per la riassegnazione degli spazi;
    il centro Celio Azzurro, che da anni lavora con successo sui temi dell'intercultura, ha ricevuto una raccomandata per il recupero di 365.000 euro entro 30 giorni;
    «Grande cocomero», l'associazione di Marco Lombardo Radice, neuropsichiatra sperimentatore di terapie innovative nella cura dei disturbi psichici dei minori, è un centro riabilitativo per i ragazzi di neuropsichiatria infantile del Policlinico Umberto I a cui sono stati chiesti 116.438 euro;
   è fondamentale salvaguardare le associazioni che operano in ambito sanitario, culturale, sociale e sportivo, al fine primario di prediligere l'interesse pubblico e di garantire alla collettività servizi indispensabili –:
   se il Governo non ritenga urgente, in virtù dei principi normativi richiamati sopra, avviare fin da subito un tavolo di confronto con il comune di Roma, l'Anci e i soggetti interessati affinché siano salvaguardate le associazioni e gli enti, che, avendo usufruito di una concessione d'uso di un bene ad un canone ridotto in considerazione della natura dell'attività svolta e, comunque, svolgendo attività di rilievo sociale e culturale, hanno diritto per gli interpellanti al rinnovo delle concessioni d'uso ad un canone ridotto e a continuare a svolgere le attività suddette, e, in ogni caso ad assumere iniziative, per quanto di competenza, volte ad individuare modalità e criteri omogenei e condivisi di gestione e procedure trasparenti di assegnazione del patrimonio per onlus, associazioni e realtà che operano in diversi contesti cittadini che svolgono attività di riconosciuto valore sociale, anche al fine di evitare eventuali sgomberi o incrementi, anche in via retroattiva, di canoni insostenibili.
(2-01748) «Roberta Agostini, Laforgia, Zoggia, Fossati, Zaccagnini, Ricciatti, Duranti».