• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/16168    nel 2003, a seguito dello sversamento di trimetilbenzene nel fiume Mavone avvenuto nel 2002, è stato dichiarato uno stato d'emergenza idrica. In conseguenza a ciò viene eseguito un...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-16168presentato daVACCA Gianlucatesto diMercoledì 5 aprile 2017, seduta n. 774

   VACCA, COLLETTI e DEL GROSSO. — Al Ministro della salute, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
   nel 2003, a seguito dello sversamento di trimetilbenzene nel fiume Mavone avvenuto nel 2002, è stato dichiarato uno stato d'emergenza idrica. In conseguenza a ciò viene eseguito un monitoraggio continuo delle acque captate. Tale monitoraggio ha permesso di riscontrare, il 30 agosto 2016, la presenza di diclorometano in acque destinate al consumo umano con concentrazione pari a 0.335 ug/l nel punto di captazione denominato Istituto di fisica nucleare mentre nel punto denominato sbarramento destro e sinistro la stessa sostanza è risultata presente con concentrazione pari a 0.042 ug/l; questo episodio è venuto alla luce solo grazie ad un tardivo comunicato della regione Abruzzo avvenuto a dicembre del 2016;
   dalla puntata del programma televisivo «Le Iene» mandata in onda il 29 marzo 2017 è emerso che in sede di valutazione da parte dell'Istituto superiore di sanità «si rileva una generale non conformità della localizzazione dei locali ed installazioni dei Laboratori nazionali del Gran Sasso e delle attività condotte rispetto ai dettami dell'articolo 94 del decreto legislativo n. 152/2006» (disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano);
   è da sottolineare che in seguito a quanto avvenuto nel 2002, secondo la ricostruzione della stampa, la Asl di Teramo ha chiesto un parere «all'Istituto superiore di sanità per il quale “la decisione di chiudere temporaneamente in via cautelativa l'acqua da destinare al consumo umano” proveniente dal punto di captazione più vicino ai Laboratori “era comunque condivisibile in attesa di approfondimenti”»;
   secondo un articolo pubblicato dal quotidiano on line Primadanoi, il perito nominato dalla procura per i fatti inerenti alla contaminazione del 2002, professor Claudio Botrè, ha emesso una relazione tecnica in cui scrive che «il rispetto della normativa in tutti i settori costituisce il presupposto minimo indispensabile per poter consentire non solo la continuazione dell'esperimento Borexino ma l'attività complessiva dei laboratori sotterranei. Rispettare la normativa non costituisce una questione semplicemente formale o burocratica ma è un fatto sostanziale per la sicurezza e salvaguardia ambientale che deve comportare opere e interventi precisi per l'adeguamento il rispetto delle prescrizioni di legge, opere e interventi che coinvolgono non solo la responsabilità dei laboratori ma anche quelli dei diversi enti pubblici e autorità competenti nei diversi settori»;
   il bacino idrico del Gran Sasso è uno dei più importanti d'Europa e fornisce acqua potabile alla popolazione della provincia di Teramo e de L'Aquila;
   è noto che l'area geografica del Gran Sasso è altamente sismica ed instabile e, dato che si sono verificati già incidenti in condizioni «normali» a causa della inadeguatezza delle strutture, non è possibile prevedere cosa potrebbe accadere in condizioni straordinarie;
   i laboratori dell'INFN situati sotto il Gran Sasso rappresentano una eccellenza nel campo della ricerca ma, tuttavia, è ubicata a ridosso se non all'interno di una struttura idrica importantissima;
   l'assoluta importanza della salute pubblica e della ricerca scientifica deve obbligare tutte le istituzioni pubbliche a rispettare le norme tecniche in materia di sicurezza dei laboratori e della captazione, delle acque, anche concorrendo tra loro per raggiungere standard di sicurezza eccellenti –:
   quali iniziative, nel rispetto delle rispettive competenze, si intendano avviare per ottenere e garantire standard eccellenti di sicurezza nei laboratori situati nel Gran Sasso e, nel contempo, per ottenere la certezza che le acque destinate al consumo umano siano salvaguardate e non contaminate;
   quali siano le iniziative avviate dal 2002 ad oggi ai fini della sicurezza dei laboratori;
   se dalla documentazione esistente, anche in seguito agli incidenti contaminanti, sia emerso che le attività di captazione e dei laboratori sono incompatibili. (4-16168)