• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/11064    recenti notizie di stampa hanno posto all'attenzione dell'opinione pubblica vicende inerenti l'Istituto statale per sordi di Roma (Issr);    la prima scuola pubblica per persone...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-11064presentato daPIAZZONI Ileana Cathiatesto diMercoledì 5 aprile 2017, seduta n. 774

   PIAZZONI. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca . — Per sapere – premesso che:
   recenti notizie di stampa hanno posto all'attenzione dell'opinione pubblica vicende inerenti l'Istituto statale per sordi di Roma (Issr);
   la prima scuola pubblica per persone sorde in Italia (aperto nel 1786) versa infatti in una situazione di grande difficoltà per ragioni di carattere burocratico e finanziario;
   l'istituto, infatti, attende da 20 anni l'emanazione del «regolamento di riordino» previsto dalla «legge Bassanini» del 1997 che lo trasformerebbe in ente nazionale di supporto all'integrazione delle persone sorde, dotato di personalità giuridica e di autonomia amministrativa, sottoposto alla vigilanza del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con la possibilità di una sua articolazione in centri regionali, interregionali o territoriali;
   mancando tale regolamento, l'Issr permane in una situazione di gestione commissariale;
   il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha predisposto, nel tempo, diversi schemi attuativi del regolamento di riordino citato, il cui iter, tuttavia, non si è mai perfezionato, ciò sia per i rilievi mossi dalla Corte dei Conti – la quale, con delibera n. 1 del 2004 ha ricusato il visto e la registrazione – sia per le obiezioni avanzate dal Ministero dell'economia e delle finanze;
   in forza di ciò l'istituto non ha mai ricevuto alcun finanziamento pubblico, salvo esiguo contributo di 40.000 euro sino al 2009, neanche per gli emolumenti ai collaboratori, tutti impiegati con contratti precari di lavoro;
   da tempo sono state reiterate istanze al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca al fine di risolvere la questione della trasformazione dell'Issr in ente nazionale, in, modo da poter ricevere adeguati finanziamenti ordinari per la sopravvivenza e le attività dell'istituto stesso;
   le attuali difficoltà finanziarie, che sono dovute, secondo l'interrogante alla mancata adozione del più volte citato regolamento attuativo, hanno determinato una situazione che vede l'istituto a rischio di dover sospendere le sue attività entro brevissimo tempo;
   una recente disposizione normativa introdotta dalla legge 20 febbraio 2017, n. 19, di conversione del decreto-legge cosiddetto «Milleproroghe» (articolo 4, comma 5-bis) ha previsto che: «per l'attuazione dell'articolo 21, comma 10, della legge 15 marzo 1997, n. 59, in materia di ordinamento degli istituti per sordomuti di Roma, Milano e Palermo di cui alla parte I, titolo II, capo III, sezione II, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, continua ad applicarsi l'articolo 67, comma 1, del medesimo testo unico»;
   tale disposizione normativa può consentire il riesame della situazione degli istituti a carattere atipico e una soluzione della stessa non incidendo, tuttavia, nel breve termine;
   la chiusura dell'istituto sembra quindi inevitabile in assenza di interventi tempestivi e significativi –:
   di quali elementi disponga il Ministro interrogato in merito alla situazione illustrata in premessa e se non ritenga opportuno intervenire urgentemente, anche assumendo iniziative normative per scongiurare la chiusura dell'Istituto statale per sordi di Roma. (5-11064)