• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/16209    la casa di cura Colle Cesarano è gestita dal 2004 dalla società Geress s.r.l. Accreditata definitivamente dalla regione Lazio il 9 maggio 2013 per 160 posti letto di psichiatria (DCA...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-16209presentato daBARONI Massimo Enricotesto diGiovedì 6 aprile 2017, seduta n. 775

   BARONI, LOREFICE, DI VITA, NESCI, SILVIA GIORDANO, MANTERO, LOMBARDI, DAGA, RUOCCO, BRESCIA, DALL'OSSO, DI BATTISTA, ZOLEZZI e CECCONI. — Al Ministro dell'interno, al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
   la casa di cura Colle Cesarano è gestita dal 2004 dalla società Geress s.r.l. Accreditata definitivamente dalla regione Lazio il 9 maggio 2013 per 160 posti letto di psichiatria (DCA n. U00155) e ulteriori 40 posti letto di Rsa (DCA n. 000169) è una delle strutture più pagate della regione Lazio, con un budget di circa euro 8.300.000 l'anno;
   in data 21 dicembre 2016, tramite atto di sindacato ispettivo n. 4-15052 a prima firma Roberta Lombardi, è stato chiesto l'intervento agli stessi Ministri in indirizzo per fare chiarezza sull'utilizzo di alcuni immobili all'interno della struttura sanitaria denominati «Centro Agorà» sottratti all'utilizzo dei pazienti della casa di cura e adibiti all'accoglienza profughi;
   quest'ultima interrogazione è la sesta presentata, tra Camera e Senato. Alcun riscontro è stato dato ai precedenti atti ispettivi e nessuna risposta da parte del commissario ad acta alla sanità della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, in ordine alle sette interrogazioni presentate dai nostri colleghi regionali in merito ai temi richiamati e riguardanti la medesima struttura;
   in data 13 marzo 2017 durante il programma televisivo Presa Diretta su rai3, è stato provato che il «Centro Agorà» è ancora adibito all'accoglienza profughi, privo di qualsiasi presidio o di un adeguato isolamento rispetto alla Casa di Cura i cui ospiti sono in costante commistione con i pazienti dal novembre del 2011;
   durante il servizio è emerso, inoltre, per ammissione dello stesso legale rappresentante dottor Manfredino Genova, che il Centro, ceduto alla gestione della Cooperativa 29 giugno di Salvatore Buzzi, è privo dell'adeguata autorizzazione;
   l'8 febbraio 2017 l'ex collaboratore di Luca Odevaine, Mario Schina, accusato di corruzione aggravata e arrestato nel corso della prima tranche «Mondo di Mezzo», ha dichiarato che Colle Cesarano fu segnalato da lui a Sandro Coltellacci (braccio destro di Buzzi e imputato nel maxiprocesso su mafia capitale) come sito idoneo per i rifugiati;
   inoltre, considerato che gli immobili ceduti sono di pertinenza sanitaria, in quanto afferenti alla casa di cura e accatastati in categoria D4 – case di cura ed ospedali, risulta inspiegabile la facilità con la quale siano stati destinati all'accoglienza dei profughi, senza autorizzazione e senza che l'ASL di competenza sollevasse prescrizioni in ordine all'ottenimento dell'accreditamento istituzionale definitivo;
   dalle diverse ispezioni della ASL RMG (competente sul territorio), condotte anche per il rilascio del parere favorevole all'ottenimento dell'accreditamento definitivo istituzionale, non risulta alcun riscontro rispetto alle numerose anomalie denunciate nel corso degli anni, sollevate anche dopo l'ispezione fatta dal M5S nel giugno del 2015 e accertate tramite la puntata di presa diretta di cui sopra –:
   se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti;
   se si intendano fornire notizie sull'accreditamento e sull'autorizzazione del «centro Agorà» destinato all'accoglienza degli immigrati all'interno di immobili la cui destinazione d'uso è vincolata alla funzione sanitaria e riabilitativa della clinica;
   se si intendano assumere le iniziative di competenza, anche per il tramite del commissario ad acta per il rientro dai disavanzi sanitari, per fare chiarezza sull'operato e sulla gestione della casa di cura Colle Cesarano;
   se ancora sussistano in capo alla casa di cura Colle Cesarano i requisiti presenti per il mantenimento dell'accreditamento da parte del servizio sanitario;
   se non si ritenga opportuno, anche per il tramite del commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dai disavanzi sanitari, assumere iniziative per la revoca dell'accreditamento, al fine di salvaguardare il fondamentale diritto alla cura dei malati e comunque, quali iniziative di competenza intendano assumere al riguardo. (4-16209)