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Atto a cui si riferisce:
S.1/00772 premesso che: il lago di Paola è uno specchio d'acqua salmastro la cui superficie è interamente compresa all'interno del comune di Sabaudia (Latina) e del parco nazionale del Circeo nel...



Atto Senato

Mozione 1-00772 presentata da CLAUDIO MOSCARDELLI
mercoledì 5 aprile 2017, seduta n.801

MOSCARDELLI, CAPACCHIONE, FAVERO, LUCHERINI, FASIOLO, LEPRI, GRANAIOLA, PEZZOPANE, SUSTA, TOMASELLI, Gianluca ROSSI, CUCCA, SAGGESE, SCALIA, ORRU', PADUA, SANGALLI, SPILABOTTE, ASTORRE, DALLA ZUANNA, SOLLO, GINETTI, ALBANO, PIGNEDOLI, BERTUZZI, VALENTINI, ANGIONI, AMATI, MARGIOTTA, FABBRI, PAGLIARI, VATTUONE, VACCARI, SANTINI, RANUCCI - Il Senato,

premesso che:

il lago di Paola è uno specchio d'acqua salmastro la cui superficie è interamente compresa all'interno del comune di Sabaudia (Latina) e del parco nazionale del Circeo nel Lazio. La proprietà del lago di Paola è stata oggetto di un lungo contenzioso e di numerose sentenze delle Corti, con la comunità locale che continua a chiedere la sua collocazione tra le acque del demanio pubblico;

le ragioni storiche del contenzioso risalgono al regio decreto n. 1775 del 1933, il quale disponeva, all'articolo 1, che i laghi che abbiano attitudine ad usi di pubblico interesse appartengano allo Stato;

il codice della navigazione, di cui al regio decreto n. 327 del 1942 ha previsto altresì, all'art. 28, comma 1, lett. b), che facciano parte del demanio marittimo "le lagune, le foci dei fiumi che sboccano in mare, i bacini di acqua salsa o salmastra che almeno durante una parte dell'anno comunichino liberamente con il mare";

il 2 settembre 1946, il capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, ha iscritto con proprio decreto, nell'elenco delle acque pubbliche della provincia di Latina i laghi costieri di Paola, Caprolace, Monaci e Fogliano, in quanto appartenenti al demanio idrico pubblico;

i progetti di risanamento igienico-sanitario e idrobiologico del lago, elaborati dal Comune di Sabaudia, non hanno mai potuto fruire dei finanziamenti della Regione, dello Stato e dell'Unione europea, stante la situazione del contenzioso che ha determinato gravi ritardi e un forte nocumento alla qualità ambientale e sanitaria dei luoghi;

considerato che:

nel 1996 è stata emanata la legge Galli, legge n. 36 del 1994, la quale, all'articolo 1, ha dichiarato pubbliche tutte le acque superficiali, e previsto all'articolo 28, comma 3, che le uniche acque superficiali che possono restare private sono le raccolte di acque piovane in invasi o cisterne al servizio di fondi agricoli;

il codice dell'ambiente, di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006, ha recepito lo spirito e i contenuti della legge Galli; difatti all'art. 144, comma 1, stabilisce che: "Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, appartengono al demanio dello Stato" e ai successivi commi stabilisce che tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili e costituiscono una risorsa che è salvaguardata e utilizzata secondo criteri di solidarietà. Qualsiasi uso delle acque è effettuato salvaguardando le aspettative e i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale. Gli usi delle acque sono indirizzati al risparmio e al rinnovo delle risorse per non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell'ambiente, l'agricoltura, la fauna e la flora acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrologici;

la Regione Lazio, con la legge regionale n. 5 del 2014, ha recepito il contenuto del decreto legislativo n. 152 del 2006;

considerato, altresì, che con la sentenza n. 28 dell'8 marzo 2011, sul ricorso del Comune di Sabaudia contro gli atti del presidente dell'ente parco nazionale del Circeo, il Tribunale superiore delle acque pubbliche ha ribadito che le precedenti affermazioni circa la natura privata del lago di Paola «non appaiono avere sufficientemente considerato la più recente legislazione in materia di acque pubbliche». Il tribunale sostiene, infatti, la validità del «principio fissato dall'art. 1 della Legge n. 36/1994 in merito al carattere pubblico di tutte le acque superficiali e sotterranee e alla loro natura di risorsa che è salvaguardata e utilizzata secondo criteri di solidarietà»; ha precisato, inoltre, che il regime pubblicistico, impresso a tutte le acque superficiali, è stato confermato dal decreto legislativo n. 152 del 2006, e che a tale regime non farebbero da ostacolo la mancata iscrizione negli elenchi delle acque pubbliche o la compravendita avvenuta,

impegna il Governo ad adottare le opportune iniziative finalizzate alla definitiva acquisizione al demanio marittimo del lago di Paola, a tutela degli interessi generali del Paese e della comunità di Sabaudia e della provincia di Latina.

(1-00772)