• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
S.2/00139 LO GIUDICE, ALBANO, AMATI, BENCINI, BERTUZZI, CIRINNA', CUCCA, GIACOBBE, GRANAIOLA, GUERRA, MATTESINI, MASTRANGELI, PALERMO, PEZZOPANE, PUPPATO, SIMEONI - Al Presidente del Consiglio dei...



Atto Senato

Interpellanza 2-00139 presentata da SERGIO LO GIUDICE
giovedì 20 marzo 2014, seduta n.214

LO GIUDICE, ALBANO, AMATI, BENCINI, BERTUZZI, CIRINNA', CUCCA, GIACOBBE, GRANAIOLA, GUERRA, MATTESINI, MASTRANGELI, PALERMO, PEZZOPANE, PUPPATO, SIMEONI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

il fenomeno della surrogazione di maternità, altrimenti detta gestazione di sostegno o gestazione per altri, consiste in una modalità di supporto alla genitorialità in cui una donna si rende disponibile a portare avanti una gravidanza al posto di altri;

la gestazione di sostegno è consentita e normata in vari Paesi occidentali come Gran Bretagna, Canada, Israele, Grecia, Stati USA (tra cui California, Illinois, Nevada) nonché in Russia, Ucraina e India;

nei giorni scorsi in Svizzera la Commissione nazionale d'etica per la medicina si è pronunciata favorevolmente all'adozione di un normativa che consenta la maternità surrogata e ha raccomandato al Governo di riconoscere i bambini nati all'estero attraverso la gestazione di sostegno;

sono numerose (secondo fonti giornalistiche migliaia) le coppie italiane, spesso eterosessuali ma anche dello stesso sesso, che ogni anno si recano in un Paese straniero per potere accedere a tecniche di riproduzione assistita non consentite in Italia dalla legge n. 40 del 2004, come la fecondazione eterologa o, in un numero più limitato di casi, la surrogazione di maternità;

la legge n. 40 ha posto diversi limiti alle modalità di accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, limiti che come noto sono stati assai criticati e su cui è dovuta intervenire la Corte costituzionale e più di recente la Corte europea dei diritti umani che ha richiamato il legislatore italiano a tenere conto dei progressi della scienza e del consenso sociale in una prospettiva dinamica;

va però sottolineato come la stessa legge 40 consideri comunque prioritaria la tutela dei diritti del bambino al riconoscimento del rapporto di genitorialità, intesa come assunzione di responsabilità al di là del mero dato biologico, principio evidenziato dalla previsione dell'art.9 secondo il quale il coniuge o il convivente della madre non può esercitare l'azione di disconoscimento di paternità nel caso in cui il bambino sia nato attraverso tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo (in violazione del divieto dell'art. 4) nonché l'esclusione che il donatore di gameti acquisisca una relazione giuridica parentale con il nato, sempre nell'art. 9;

la giurisprudenza italiana in più occasioni ha affrontato il caso di bambini, figli di coppie italiane, nati all'estero attraverso l'utilizzo della gestazione di sostegno con ovodonazione, e ha stabilito la trascrivibilità dell'atto di nascita redatto all'estero (Corte d'appello di Bari 13 febbraio 2009; Tribunale per i minorenni di Taranto 7 giugno 2012; Tribunale di Napoli 1° luglio 2012; da ultimo Tribunale di Milano 15 ottobre 2013); i giudici italiani hanno stabilito, inoltre, che non costituisce alterazione di stato l'avere trascritto sui documenti di nascita il nome della madre intenzionale in luogo della portatrice di sostegno o della donatrice dell'ovulo se in conformità con le leggi del Paese in cui è avvenuta la nascita (Tribunale di Milano 15 ottobre 2013);

i giudici in diverse decisioni hanno inoltre escluso che il venir meno al divieto di diventare madre ricorrendo alla fecondazione eterologa violi i principi fondanti dell'ordine pubblico internazionale e che questa pratica è consentita dalla maggior parte dei Paesi dell'Unione europea e di quelli che hanno sottoscritto la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali;

la giurisprudenza ha ormai ribadito più volte come sia patrimonio dello stesso ordinamento italiano, a partire dalle citate previsioni dell'art. 9 della legge n. 40 del 2004, un concetto di genitorialità incentrato sulla priorità del principio di assunzione di responsabilità procreativa su quello di discendenza genetica;

il Tribunale di Milano, nella sentenza del 15 ottobre 2013, ha affermato di conseguenza che "il principio di diritto fondato sulla responsabilità procreativa, riferito nel caso di specie ad una paternità surrogata, resta il medesimo anche in rapporto ai casi di surrogazione di maternità", ritenendo così del tutto legale la registrazione in Italia di bambini nati all'estero attraverso la gestazione di sostegno;

considerato che:

in assenza di una specifica regolamentazione del fenomeno nel nostro Paese come in molti altri, molte coppie italiane si recano all'estero attivando relazioni prive di adeguate garanzie per loro stesse e a rischio di sfruttamento delle donne coinvolte, in un contesto che non assicura una partecipazione consapevole e priva di costrizioni sociali ed economiche;

per altro verso sono molte le coppie italiane che oggi accedono alle pratiche di gestazione di sostegno in Paesi come ad esempio gli Stati Uniti d'America, il Regno Unito ed il Canada, ove le condizioni normative e sociali garantiscono una piena consapevolezza delle parti, la libertà da logiche di bisogno e di sfruttamento, il rispetto della piena dignità e libertà delle persone coinvolte e dei loro diritti;

in tali Paesi, infatti, viene garantito, sotto controllo giurisdizionale, che la scelta della donna gestante sia assunta in piena autonomia, sulla base della libera determinazione della persona e senza alcun bisogno economico;

considerato inoltre che nella logica del nostro ordinamento, così come affermato anche nella legge n. 40 del 2004, deve essere assicurato, sempre e senza eccezione alcuna, l'interesse superiore del minore, cui deve corrispondere la piena assunzione di responsabilità genitoriale delle persone che hanno assunto la consapevole scelta di mettere al mondo il minore, con gli annessi doveri di mantenimento ed assistenza, nonché il diritto del minore a mantenere relazioni significative con le figure genitoriali di riferimento,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Governo intenda assumere per garantire il pieno diritto dei bambini concepiti o nati all'estero con pratiche di PMA o di gestazione per altri al pieno riconoscimento delle loro relazioni genitoriali, nel pieno rispetto dei principi dell'ordine pubblico internazionale e del principio dell'assunzione della responsabilità genitoriale;

quali iniziative intenda mettere in atto per sensibilizzare la popolazione ad una genitorialità pienamente consapevole, a partire dalla decisione sul progetto genitoriale e proseguendo per le diverse fasi di realizzazione di questo progetto, anche se sostenuto da modalità di assistenza alla procreazione, per evitare che si creino situazioni di sfruttamento di condizioni di bisogno e si adottino invece relazioni consapevoli, paritarie ed eticamente responsabili.

(2-00139)