• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/03654 FUCKSIA - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che: il diritto alla libera circolazione dei cittadini è riconosciuto come diritto fondante dell'Unione europea...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-03654 presentata da SERENELLA FUCKSIA
martedì 11 aprile 2017, seduta n.805

FUCKSIA - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

il diritto alla libera circolazione dei cittadini è riconosciuto come diritto fondante dell'Unione europea dall'articolo 3, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea (TUE), dall'articolo 21 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), dai titoli IV e V del medesimo trattato e dall'articolo 16 della nostra Carta costituzionale;

la stessa Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ribadisce tale diritto, "Ogni cittadino dell'Unione ha il diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati Membri", agli artt. 45 e 105;

il diritto all'eguaglianza, formale e sostanziale, sancito dall'articolo 3 della Costituzione, impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese;

nel contesto europeo l'Italia ha tradizionalmente avuto una serie di difficoltà a sviluppare un'efficiente linea ferroviaria su tutto il territorio nazionale, tanto a causa dell'accidentata orografia della penisola quanto per le scelte operate dai Governi che hanno preferito finanziare infrastrutture stradali;

anche in virtù delle forti differenze geografiche tra le aree del Nord, del Centro e del Mezzogiorno, nel corso degli anni gli investimenti dedicati alle infrastrutture ferroviarie hanno prodotto rilevanti disparità tra le realtà territoriali, rendendo disomogenea la distribuzione delle ferrovie sul territorio nazionale e producendo paradossi inspiegabili;

dei 16.722 chilometri di strade ferrate attive in Italia, meno di un terzo insistono nelle regioni del Centro, popolate complessivamente da più di 12 milioni di persone;

in questo contesto di carenze infrastrutturali e di servizi resi ai cittadini, la regione Marche rappresenta l'esempio più emblematico e critico quanto a palese carenza di corse e di linee che, ove presenti, risultano essere talora non funzionanti e servite da treni obsoleti;

considerato che:

l'insufficienza delle infrastrutture ferroviarie è testimoniata non soltanto dal carente numero di corse giornaliere che collegano le provincie marchigiane, meno di 10 corse giornaliere tra la capitale e ciascuna provincia, ma anche dalla tipologia di treni a prevalenza regionale e dalla pessima qualità dei convogli;

a titolo esemplificativo tra la capitale e le Marche non passa nessun treno Frecciarossa e solo la provincia di Pesaro è collegata in via diretta bidirezionale con un treno Frecciabianca alle ore 6.59 (Pesaro-Roma) e alle ore 17.38 (Roma-Pesaro); per le altre province occorre sempre un passaggio intermedio su treni regionali oppure su autobus sostitutivi oppure non è materialmente possibile utilizzare il mezzo ferroviario, perché gli orari di percorrenza diventano eccessivi e pertanto improponibili e se questa è la situazione per le province, ancora più critica è la situazione per le altre città, specie nelle Marche interne e sud;

la scarsità di corse complessive, orari spesso non adattabili alle ordinarie esigenze, la mancanza di corse dirette, quando anche di treni e i lunghi tempi di percorrenza, in media, fino a 5 ore anche per tragitti di soli 180 chilometri, inducono i viaggiatori a rinunciare al servizio pubblico e ad optare per altre soluzioni diverse, in particolare l'uso di auto privata;

il cattivo collegamento tra Roma e Ancona si ripresenta ancora più critico e problematico tra i capoluoghi delle regioni confinanti, dove i tempi di percorrenza variano dalle 3 alle 4 ore e mezzo, anche a causa di alcuni percorsi che, non essendo serviti da alcun treno, devono essere coperti da autobus o talora obbligatoriamente da mezzi di trasporto privati;

questi disservizi sono ancora più evidenti se si confrontano gli scarsi e scadenti servizi disponibili per la regione Marche e la qualità e quantità di quelli offerti ad altre regioni, basti pensare che la vicina regione Umbria, con una superficie inferiore ai 8.500 chilometri quadrati, dispone di 355 chilometri, su 376, di linee elettrificate, mentre la regione Marche, con i suoi 9.600 chilometri quadrati, dispone di linee ferroviarie elettrificate per un totale di 268 chilometri su 386. In particolare, il collegamento tra Roma e Perugia, capoluogo dell'Umbria, è assicurato da un totale di 23 corse quotidiane, delle quali ben 5 dirette, che permettono di coprire la distanza di circa 180 chilometri mediamente in due ore;

per il tratto Roma-Napoli, sono disponibili 68 corse dirette che permettono di coprire i 225 chilometri di distanza in poco più di un'ora;

nelle zone interne e sud delle Marche per coprire 35 chilometri si impiegano oltre 40 minuti, mentre altrove la stessa distanza è percorsa mediamente in 10 minuti, ma come già detto, spesso i treni e le corse mancano totalmente,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle criticità elencate e se non ritenga di dover intervenire, anche attraverso il sollecito ai rappresentanti del gruppo Ferrovie dello Stato italiane, al fine di assicurare il pieno esercizio del diritto di libera circolazione ai cittadini coinvolti e del diritto di eguaglianza, potenziando i collegamenti tra i capoluoghi di provincia delle Marche e i maggiori svincoli ferroviari del Paese;

se non ritenga opportuno favorire un tavolo di confronto con la Regione Marche e gli enti gestori delle reti ferroviarie, al fine di valutare possibili soluzioni volte a colmare le lacune infrastrutturali ed eliminare le disparità di collegamenti;

se non ritenga prioritario il recupero di questo evidente gap di servizi su rotaia disponibili tra le Marche e le altre regioni e che un potenziamento della rete e dei servizi possa essere una priorità anche a sostegno di aree che, a causa della crisi economica dell'ultimo decennio e soprattutto dei recenti eventi sismici, stanno subendo una preoccupante involuzione col rischio di una desertificazione che renderebbe ancora più difficile e forse impossibile un successivo recupero, con ripercussioni negative e pesanti per tutto il Paese.

(3-03654)