• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/07371 FILIPPIN, BIANCONI - Ai Ministri della giustizia, degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'interno - Premesso che: già con interrogazione 3-02106 pubblicata il 28...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07371 presentata da ROSANNA FILIPPIN
mercoledì 12 aprile 2017, seduta n.807

FILIPPIN, BIANCONI - Ai Ministri della giustizia, degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'interno - Premesso che:

già con interrogazione 3-02106 pubblicata il 28 luglio 2015, si era posta l'attenzione rispetto ai gravi problemi ed alle gravi situazioni che coinvolgono le famiglie dei minori sottratti;

tra questi casi irrisolti, figura ancora quello di R.D., cittadina italiana, che il 29 marzo 2012, all'età di 8 anni, fu prelevata dalla madre con doppia nazionalità (bielorussa ed italiana) dalla comunità protetta di Garbagnate Milanese (Milano) cui era stata affidata dopo l'intervento dei servizi sociali;

il 10 marzo 2014 con sentenza del Tribunale per i minorenni di Milano la madre di R., O.P.K. (che risulta risiedere a Gomel, in Bielorussia), è stata riconosciuta colpevole della sottrazione della figlia e condannata alla pena di anni 3 mesi 6 di reclusione, oltre all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, nonché alla sospensione dall'esercizio della potestà genitoriale per la durata di 7 anni;

a quanto risulta al padre, L.D., il 31 marzo 2012 la K., dopo aver prelevato illegalmente la figlia dalla comunità protetta, attraversava con lei la frontiera dell'Unione europea (Lituania) sino a Smolensk (Federazione russa), dove ella restava per un certo tempo, trattenuta dagli stessi soggetti che avevano organizzato la sua fuga allo scopo di ottenere il denaro loro promesso, compreso quello proveniente dalla vendita di un appartamento sito nella città di Arese (Milano);

successivamente K. riusciva a fuggire da Smolensk, portando la figlia minorenne in Bielorussia dove trovava rifugio a Gomel, luogo di residenza dei genitori;

nei confronti di K. risulterebbe comunque in corso a Smolensk un procedimento penale per furto;

sempre in base ad informazioni fornite dal padre di R., K., anche in seguito alle vicende descritte, condurrebbe una vita precaria, sempre al limite della legalità (e spesso oltre): cambierebbe continuamente appartamenti in affitto, non lavorerebbe, avrebbe subito più procedure di esecuzione e sarebbe stata più volte sfrattata insieme alla figlia;

ormai da più di 5 anni R.D., cittadina italiana minorenne, non ha un'abitazione fissa, frequenta saltuariamente la scuola, ed è stata costretta a frequentare o persino convivere con soggetti dubbi e sottoposti ad indagini da parte delle autorità di Gomel;

da ultimo, risulta che la giovane sarebbe anche stata coinvolta in un incidente stradale, e che la madre l'avrebbe portata via dall'ospedale senza acconsentire alle cure;

nel mese di marzo 2017, il padre, L.D., ha appreso grazie a due lettere speditegli dalla sorella di K. che le condizioni di vita della figlia sarebbero ulteriormente peggiorate, con gravissimi rischi per la sua incolumità, a causa delle pericolose frequentazioni della madre;

considerato che:

le difficoltà economiche di K. potrebbero indurla a scelte drastiche, come fuggire in Cecenia o Azerbaijan, ipotesi più volte minacciata, o persino utilizzare la figlia per scopi criminali;

da più di 5 anni il padre non riesce ad incontrare la figlia di cui ha il completo affidamento, nonostante le ripetute richieste, segnalazioni, denunce, procedimenti, interventi delle autorità italiane;

L.D., su richiesta di K., è sottoposto ad un divieto di ingresso in Bielorussia fino a giugno 2018, come da comunicazione del Dipartimento per cittadinanza e migrazioni del Ministero dell'interno della Repubblica di Bielorussia,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali siano le loro valutazioni in merito;

se, ognuno per quanto di competenza, intendano porre rimedio alla situazione, anche per il tramite di un'azione coordinata con l'ambasciata italiana a Minsk e le istituzioni bielorusse, visto il pericolo imminente che corre una minore italiana.

(4-07371)