• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/01142-A/037    premesso che:     il testo presenta al suo interno delle fortissime contraddizioni: da un lato la declinazione della tutela della vita inserita in Commissione Affari sociali,...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/01142-A/037presentato daCASTIELLO Giuseppinatesto diGiovedì 20 aprile 2017, seduta n. 782

   La Camera,
   premesso che:
    il testo presenta al suo interno delle fortissime contraddizioni: da un lato la declinazione della tutela della vita inserita in Commissione Affari sociali, dall'altro la prevista possibilità di sospendere anche i trattamenti dell'alimentazione e idratazione artificiale, che sono forme di sostegno vitale;
    il provvedimento in esame sembra quasi legittimare il diritto alla morte volendo soddisfare la libertà nelle scelte di fine vita, anche se non vengono mai esplicitamente nominate nell'articolato l'eutanasia o il suicidio assistito;
    in Belgio, l'eutanasia è diventata legale nel 2002 e, da allora, si sono avuti circa 1.400 casi all'anno. Il 55 per cento dei casi di eutanasia in Belgio e nei Paesi Bassi risponde a malattie mentali o depressive. Dal 2011 al 2014, su 66 casi di eutanasia analizzati, 36 sono stati causati da disturbi depressivi. Inoltre, l'11 per cento dei pazienti non ha ricevuto l'approvazione di un gruppo di medici specializzati, ma è stata una decisione di un singolo medico, mentre, il 24 per cento dei casi non ha avuto l'unanimità dei medici specialisti;
    è inaccettabile che si assista inermi ad una crescente banalizzazione dell'eutanasia, ancor più grave se legittimata a causa di sofferenza mentale, perché intrinsecamente legata al concetto di un atto che si basa su criteri soggettivi,

impegna il Governo

a farsi promotore presso tutte le sedi competenti, anche in ambito internazionale, di provvedimenti volti ad impedire che pratiche di eutanasia vengano legittimate per legge, impedendo così il riconoscimento, di fatto, della morte stessa come un diritto esplicitamente previsto, al quale dovrebbe corrispondere un dovere da parte del medico, in particolar modo se la scelta di morire è effettuata non da pazienti affetti da malattie degenerative in fase terminale, ma da pazienti con malattie mentali o depressive.

9/1142-A/37. Castiello, Pagano, Fedriga.