• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00475 sul suo sito istituzionale, l'Istituto italiano di cultura di Bruxelles afferma testualmente di essere: «...un organismo del Ministero degli affari esteri italiano e ha quale permanente...



Atto Camera

Interpellanza 2-00475presentato daSCAGLIUSI Emanueletesto diMercoledì 26 marzo 2014, seduta n. 198

I sottoscritti chiedo di interpellare il Ministro degli affari esteri, per sapere – premesso che:
sul suo sito istituzionale, l'Istituto italiano di cultura di Bruxelles afferma testualmente di essere: «...un organismo del Ministero degli affari esteri italiano e ha quale permanente obiettivo quello di promuovere e diffondere la lingua e la cultura italiana in Belgio attraverso l'organizzazione di iniziative culturali volte a favorire la circolazione delle idee, delle arti e delle scienze .... e offre i seguenti servizi: corsi di lingua e civiltà italiana tenuti da docenti qualificati di madrelingua; due sessioni annuali di esami per ottenere il diploma di conoscenza della lingua italiana come lingua straniera; una Biblioteca italiana a disposizione degli alunni e degli iscritti all'Istituto per la consultazione e il prestito di libri, cd, dvd, riviste e giornali italiani; servizio di informazione e documentazione sull'Italia nel campo culturale»;
appare tutto molto suggestivo, salvo poi scoprire che un'inchiesta de Il fatto quotidiano del 16 marzo 2014 ha fatto emergere che tale Istituto «ha tenuto per anni i docenti a libro paga senza alcun contratto, spedendoli a insegnare persino alla Commissione e al Parlamento europeo. Nessuna ritenuta, niente tasse, zero contributi, anche per 10-15 anni solo impegni a voce e mandati di pagamento, le ore e gli importi scritti a penna»;
inoltre, risulterebbe che gli stessi siano stati ingaggiati affinché tenessero corsi ai funzionari della Commissione europea, la quale fatturava all'istituto, mentre i soldi pare finissero a professionisti abilitati ma irregolari da sempre; a rendere più pesante tale condizione di irregolarità è che gli insegnanti specializzati, laureati, abilitati sono stati inquadrati e pagati come colf, malgrado facessero parte di un organismo del Ministero degli affari esteri;
risulta, sempre dall'indagine citata, che la questione degli insegnanti al «nero» nella rappresentanza culturale italiana a Bruxelles fosse ben nota alla Farnesina, anche se nessun intervento ha poi fatto seguito nemmeno alle segnalazione degli interessati circa la loro condizione di irregolari; ciò ha portato, inevitabilmente, a far emergere lo scandalo compromettendo di fatto l'immagine dell'Italia in Europa, proprio in prossimità della sua assunzione di presidenza dell'Unione a partire dal prossimo luglio;
nel frattempo, l'inchiesta ha prodotto il risultato che poche ore dopo la sua pubblicazione l'ambasciatore italiano a Bruxelles, Alfredo Bastianelli, su indicazione della Farnesina, ha «commissariato» l'Istituto italiano di cultura in oggetto poiché, come ha affermato in una nota rivolta alla comunità che frequenta l'ente culturale presso il consolato d'Italia e apparsa sul sito euronews.it del 17 marzo, «le irregolarità contabili e amministrative impongono un'attenta azione di riordino»;
sempre nella stessa nota il rappresentante dell'Italia in Belgio ha poi comunicato che il Ministero gli ha chiesto di assumere direttamente la guida dell'Istituto fino alla nomina di un nuovo direttore, al posto di quello precedente, Federiga Bindi, il cui incarico non sarà rinnovato «anche a seguito delle irregolarità contabili e amministrative», come si legge in una nota del 28 gennaio 2014 diramata dal Ministero interessato;
si apprende, sempre dall'inchiesta giornalistica, che l'ambasciatore sarebbe, in tal senso, orientato ad adottare contratti di un anno rinnovabili una sola volta, una soluzione applicata anche altrove ma che gli interessati vedono come fumo negli occhi;
va segnalato che, secondo il Fatto quotidiano, agli insegnanti restavano, come unica traccia di pagamento, i bonifici che giungevano da un conto del Monte Paschi di Siena e che accadeva: «...tutto per un perverso meccanismo a tenaglia: il ministero che evitava di sottoscrivere impegni scritti di qualsiasi tipo perché non accampassero pretese sull'amministrazione, l'Istituto che non rinunciava a utilizzarli per i corsi a pagamento che gli consentivano d'incassare corpose entrate senza gli oneri contributivi e fiscali, quindi a costi unitari ridottissimi»;
malgrado quanto sopra esposto, non risulta siano state fornite risposte agli insegnanti coinvolti in questa vicenda –:
come mai, malgrado le reiterate segnalazioni degli insegnanti di cui alla premessa, non si sia proceduto tempestivamente ad accertare le contestazioni mosse all'ex direttore dell'Istituto italiano di cultura di Bruxelles, Federiga Bindi, e quale soluzione intenda adottare per tutti quei docenti regolarizzati e affidati a un'agenzia interinale.
(2-00475) «Scagliusi, Manlio Di Stefano, Spadoni, Del Grosso, Di Battista, Grande, Sibilia».