• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01773    la legge 7 agosto 2015, n. 124, recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, all'articolo 11, comma 1, lettera p), detta princìpi e criteri...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-01773presentato daLOREFICE Marialuciatesto diMercoledì 26 aprile 2017, seduta n. 784

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della salute, il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, per sapere – premesso che:
   la legge 7 agosto 2015, n. 124, recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, all'articolo 11, comma 1, lettera p), detta princìpi e criteri direttivi riguardo agli incarichi di direttore generale, di direttore amministrativo e di direttore sanitario, nonché, ove previsto dalla legislazione regionale, di direttore dei servizi socio-sanitari, delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale e ai sensi di tale delega è stato emanato il decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171, in materia di dirigenza sanitaria;
   la sentenza della Corte costituzionale n. 251 del 2016 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale, della legge n. 124 del 2015 e, tra gli altri, anche dell'articolo 11, comma 1, lettera p), nella parte in cui prevede che il decreto legislativo attuativo, sia adottato previa acquisizione del parere della Conferenza Unificata, anziché previa intesa in sede di Conferenza Stato-regioni;
   per recepire la sentenza citata, il Governo ha predisposto un nuovo schema di decreto, integrativo e correttivo, utilizzando la delega di cui all'articolo 11, comma 3, della citata legge n. 124 del 2015, il quale prevede che, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi, il Governo può adottare, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi e della procedura stabiliti dal medesimo articolo, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive;
   la relazione tecnica allo schema di decreto legislativo chiarisce di recepire il suggerimento della Corte costituzionale, nel pieno rispetto del princìpio di leale collaborazione, e corregge il testo vigente, oltre che nelle premesse anche all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo n. 171 del 2016, eliminando la previsione che la «rosa di candidati» proposta dalla commissione regionale al presidente della regione, sia «non inferiore a tre e non superiore a cinque», essendo l'unico emendamento non interamente accolto a suo tempo in sede di Conferenza unificata sullo schema di decreto legislativo attuativo della delega di cui all'articolo 11, comma 1, lettera p), della legge n. 124 del 2015;
   reca qualche perplessità la soppressione della disposizione sopra riportata che, auspicata anche dal Consiglio di Stato, poneva un primo argine, seppure non esaustivo, alla discrezionalità del presidente della regione e all'inaccettabile meccanismo che lega le nomine della dirigenza sanitaria agli interessi della politica;
   l'Anac, con delibera n. 1388 del 14 dicembre 2016, ha adottato un atto di segnalazione al Governo e Parlamento, quale proposta di modifica dell'articolo 14, comma 1, lettera d), dell'articolo 41, comma 3, e dell'articolo 47, comma 3, del decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97, attuativo anch'esso della medesima delega di cui alla legge 7 agosto 2015, n. 124;
   in particolare, l'Anac ha ritenuto necessario segnalare alcune criticità che la nuova disciplina in tema di trasparenza, introdotta dal decreto legislativo n. 97 del 2016, manifesta in riferimento agli articoli 14, 15 e 47 del decreto legislativo n. 33 del 2013, con particolare riguardo al diverso regime di trasparenza previsto per la dirigenza amministrativa in generale rispetto a quella sanitaria;
   l'articolo 14 del decreto legislativo n. 33 del 2013 disciplina gli obblighi di pubblicazione concernenti anche i titolari di incarichi dirigenziali e, al comma 1, elenca i dati da pubblicare, compresi quelli che si riferiscono alle dichiarazioni patrimoniali; mentre tale disciplina trova applicazione per la generalità degli incarichi dirigenziali, incredibilmente non trova applicazione per la dirigenza sanitaria (e cioè per gli incarichi di direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo, nonché per gli incarichi di responsabile di dipartimento e di strutture semplici e complesse) poiché l'articolo 41 del decreto n. 33 del 2013 (in tema di trasparenza del servizio sanitario nazionale) espressamente richiama, al comma 3, l'articolo 15 (invece riferito ai consulenti e collaboratori), introducendo di fatto un differente regime di trasparenza; l'Anac ritiene quindi necessario apportare le opportune modificazioni;
   nel medesimo atto l'Anac segnala altresì che l'articolo 47 del decreto legislativo n. 33 del 2013, in tema di sanzioni per la violazione degli obblighi di trasparenza, per come modificato dal decreto legislativo n. 97 del 2016, non consente alla medesima Anac di irrogare le diverse sanzioni previste, anche per la mancata indicazione del soggetto competente ad introitare le somme incassate a titolo di sanzioni;
   gli articoli 1, comma 8, e 2, comma 2, del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171, in riferimento alla dirigenza sanitaria, richiamano gli obiettivi di trasparenza e, al riguardo, in occasione dell'esame da parte delle competenti Commissioni parlamentari, il gruppo M5S ebbe a rilevare nel proprio parere alternativo proprio la necessità di fare un esplicito riferimento a tutti gli obblighi previsti dalla legge n. 190 del 2012, dal decreto legislativo n. 33 del 2013 e dal decreto legislativo n. 39 del 2013;
   appare inaccettabile quindi che le disposizioni sulla trasparenza previste per la generalità della dirigenza pubblica non trovino invece applicazione esaustiva per la dirigenza sanitaria che, peraltro, si trova a gestire ingenti e importanti risorse economiche del Paese destinate alla salute dei cittadini e che per contiguità alla politica e ad interessi politico-elettorali è, più di ogni altra dirigenza, collocata in un contesto a forte rischio di corruzione;
   il Governo, nel recepire il suggerimento della Corte costituzionale, dichiara di soddisfare il principio di leale collaborazione tra istituzioni, ma dimentica e ignora che lo stesso principio dovrebbe portare a integrare e rettificare il decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171, anche con i rilevi segnalati dall'Anac che hanno fatto luce su una gravissima incoerenza delle norme sulla trasparenza in ambito sanitario e con riferimento alla dirigenza sanitaria –:
   se intenda assumere iniziative per apportare i correttivi necessari e indispensabili a rendere trasparente il sistema della dirigenza sanitaria, come richiesto dall'Anac, con specifico riferimento agli incarichi di direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo, nonché per gli incarichi di responsabile di dipartimento e di strutture semplici e complesse, anche cogliendo la contingenza offerta dalla necessità di adeguare il decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171, alla sentenza della Corte costituzionale, nel rispetto del principio di leale collaborazione tra tutte le istituzioni.
(2-01773) «Lorefice, Nesci, Grillo, Mantero, Silvia Giordano, Colonnese, Baroni, Agostinelli, Battelli, Massimiliano Bernini, Paolo Bernini, Nicola Bianchi, Bonafede, Brescia, Brugnerotto, Cariello, Caso, Castelli, Cecconi, Chimienti, Ciprini, Corda, Dall'Osso, De Lorenzis, Del Grosso, Dell'Orco, Di Battista, Luigi Di Maio, Manlio Di Stefano, D'Incà».