• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.6/00233 premesso che: la situazione economica italiana è ancora caratterizzata da un'alta instabilità finanziaria delle aziende che rende difficoltosa la ripresa. Il Paese...



Atto Senato

Risoluzione in Assemblea 6-00233 presentata da GIAN MARCO CENTINAIO
mercoledì 26 aprile 2017, seduta n.812

Il Senato,
premesso che:
la situazione economica italiana è ancora caratterizzata da un'alta instabilità finanziaria delle aziende che rende difficoltosa la ripresa. Il Paese infatti fatica ad uscire dalla crisi avendo ad oggi un tasso di disoccupazione altissimo e la crescita più bassa d'Europa;
nel cronoprogramma del Governo non si rilevano misure atte ad influenzare positivamente il potenziale di crescita e di sviluppo delle imprese italiane;
alla mancanza di una visione strategica che individui nel sistema produttivo del nostro Paese l'elemento trainante dell'economia italiana, si aggiungono i forti vincoli a questo imposti dall'Unione europea, che in determinati comparti, in nome dell'armonizzazione, hanno contribuito a creare un sistema di regole troppo stringenti, disperdendo le specificità territoriali del mercato italiano;
l'impatto che la direttiva 2006/123/CE ha avuto su alcuni settori strategici per il Paese è stato dirompente, segnando per essi una grave perdita di competitività. Sono note, ad esempio, le difficoltà in cui versano le aziende del commercio sulle aree pubbliche che, con l'entrata in vigore della direttiva, sono state esposte ad una forte concorrenza, a rischio della loro stessa sopravvivenza;
la suddetta direttiva, nota come Bolkestein, recepita nell'ordinamento italiano con il decreto legislativo 26 marzo 2010, n.59, ha infatti irrigidito il sistema autorizzatorio prevedendo che, qualora il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato a causa della scarsità delle risorse naturali, i comuni applichino una procedura di selezione tra i potenziali candidati;
per il commercio ambulante in aree pubbliche, l'articolo 16 del suddetto decreto legislativo, oltre ad introdurre un limite al numero delle concessioni di posteggio utilizzabili nella stessa area, ha stabilito il divieto di rinnovo automatico dei titoli scaduti, mandando in crisi un settore in cui operano complessivamente oltre 190.000 aziende personali e familiari;
il citato articolo, equiparando la nozione di "risorse naturali" con quella di "posteggi in aree di mercato" ha avuto l'effetto di generare una forte concorrenza nel settore, questa non sostenibile per gli operatori del commercio ambulante. Infatti, esso fa rientrare il suolo pubblico, concesso per l'esercizio dell'attività di commercio ambulante, nella nozione di "risorse naturali", assoggettandolo quindi alla procedura di selezione pubblica;
alle suddette criticità si aggiungono quelle relative all'applicazione dell'articolo 70 del medesimo e all'intesa del 5 luglio 2012, raggiunta in sede di Conferenza unificata, che continua a far ricadere la fattispecie del commercio su aree pubbliche nell'ambito dell'applicazione dell'articolo 16, del citato decreto legislativo n. 59 del 2010;
le imprese ambulanti in Europa sono soltanto 360.000 e impiegano circa 770.000 addetti; l'Italia detiene oltre il 50 per cento del totale delle imprese europee e rappresenta una forza lavora importante, con oltre l'80 per cento degli impiegati totali; tale patrimonio rischia oltretutto di essere disperso con l'ingresso nel settore di società di capitali;
alla luce dello stato profondamente critico in cui attualmente si trova il settore del commercio ambulante sulle aree pubbliche, si rende necessario un intervento volto ad introdurre una deroga ai principi stabiliti dalla direttiva 2006/123/CE, facendo prevalere l'interesse nazionale che necessariamente coincide con la salvaguardia di questo specifico comparto,
impegna il Governo a prendere immediati provvedimenti, anche attraverso l'utilizzo dello strumento della decretazione di urgenza, a tutela del settore del commercio sulle aree pubbliche, varando norme di carattere speciale, in deroga ai principi generali che derivano dall'applicazione della normativa europea.
(6-00233)
CENTINAIO, CANDIANI, GASPARRI.