• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.6/00316    premesso che:     il 29 aprile 2017 si riunirà il Consiglio europeo straordinario per definire gli orientamenti per i negoziati sulla cosiddetta...



Atto Camera

Risoluzione in Assemblea 6-00316presentato daPALAZZOTTO Erasmotesto diGiovedì 27 aprile 2017, seduta n. 785

   La Camera,
   premesso che:
    il 29 aprile 2017 si riunirà il Consiglio europeo straordinario per definire gli orientamenti per i negoziati sulla cosiddetta «Brexit»;
    il Governo del Regno Unito ha proceduto alla notifica formale del processo di recesso dall'Unione europea secondo quanto previsto dall'articolo 50 del TUE, il 29 marzo 2017 con una lettera del Primo ministro del Regno Unito, Theresa May, indirizzata al Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk;
    secondo la dichiarazione del Consiglio europeo del 29 marzo scorso: «per l'Unione europea, il primo passo sarà adesso l'adozione degli orientamenti per i negoziati da parte del Consiglio europeo. Tali orientamenti definiranno i principi e le posizioni generali su cui si baseranno i negoziati che l'Unione, rappresentata dalla Commissione europea, condurrà con il Regno Unito. In tali negoziati l'Unione agirà in modo unitario e salvaguarderà i suoi interessi. La nostra prima priorità sarà ridurre al minimo l'incertezza che la decisione del Regno Unito comporta per i nostri cittadini, imprese e Stati membri. Pertanto, ci concentreremo anzitutto sull'insieme delle modalità essenziali per un recesso ordinato»;
    il Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha inviato il 31 marzo ai Governi degli Stati membri una prima bozza di linee guida in vista del Consiglio europeo straordinario convocato il prossimo 29 aprile per l'adozione delle linee guida negoziali;
    una volta approvate le linee guida negoziali da parte del Consiglio europeo, la Commissione europea presenterà il 3 maggio una proposta di raccomandazione sulle direttive di negoziato che dovranno essere approvate dal Consiglio dell'Unione europea nel corso del mese di maggio. I negoziati effettivi dovrebbero dunque iniziare ai primi di giugno;
    il Parlamento europeo ha, a sua volta, approvato il 5 aprile 2017 una risoluzione sui negoziati con il Regno Unito;
    il voto sulla «Brexit» è un voto di sfiducia nei confronti delle politiche dell'Unione europea;
    si tratta di un voto che ha sottolineato la sfiducia di milioni di cittadini europei nei confronti delle politiche europee del rigore e di austerity, che diventa rabbia popolare finanche a decidere per l'uscita dall'Unione europea come accaduto in Gran Bretagna, segnando un punto di non ritorno;
    da un lato, l'Unione europea chiude le sue frontiere, aumenta i controlli, installa telecamere, erige muri, dall'altro persegue nella sua dottrina iperliberista scandita dalle politiche di austerity. L'Unione europea, quindi, è sempre più vista da larghi strati della popolazione come distante dalle istanze dei suoi popoli. Le uniche azioni politiche condotte dall'Europa hanno demolito ancora di più la coesione tra i popoli del continente, mettendo a rischio la pace: come la gestione della «crisi» greca, della crisi ucraina e infine con l'accordo Unione europea-Turchia, solo per citarne alcune;
    il voto del popolo britannico del 23 giugno 2016 deve essere rispettato. Questo presuppone dei negoziati senza spirito di vendetta né punitivi, ma che difendano gli interessi degli italiani e degli altri cittadini dei Paesi membri dell'Unione europea, e la cooperazione tra i popoli;
    è opportuno che l'accordo di recesso e le eventuali misure transitorie entrino in vigore ben prima delle elezioni del Parlamento europeo del maggio 2019;
    un accordo sulle future relazioni tra l'Unione europea e il Regno Unito in quanto paese terzo potrà essere concluso solo una volta che il Regno Unito si sarà ritirato dall'Unione europea,

impegna il Governo:

1) ad assumere iniziative per integrare le linee guida del Consiglio europeo con gli orientamenti votati dal Parlamento europeo per i negoziati con il Regno Unito;
2) a impegnarsi per ottenere la tutela dei diritti delle centinaia di migliaia di cittadini italiani residenti nel Regno Unito (circa 600.000) e dei circa tre milioni di cittadini dei Paesi europei, garantendo la reciprocità per i cittadini britannici residenti negli stati membri dell'Unione europea;
3) ad adoperarsi per garantire e tutelare i diritti acquisiti fino ad oggi dai cittadini italiani ed europei residenti nel Regno Unito, quali ad esempio:
   i diritti sociali e previdenziali;
   la salvaguardia delle famiglie composte da membri di diversa nazionalità;
   il mantenimento delle stesse rette scolastiche e delle stesse tasse universitarie;
   il libero accesso alle borse di studio e ai sussidi attualmente concessi ai ricercatori italiani ed europei in Gran Bretagna;
   il riconoscimento dei titoli di studio e delle certificazioni professionali validi all'interno dell'Unione europea;
   il diritto di voto attivo e passivo per le elezioni di carattere locale.
4) ad assumere iniziative per ottenere dal Governo britannico la garanzia, con specifici strumenti, direttive e disposizioni, della tutela dei diritti acquisiti dei cittadini italiani al line di esorcizzare derive burocratiche e formule discriminatorie di cui già si registrano molteplici casi;
5) a richiedere che alcune delle sedi di organismi europei situate nel Regno Unito siano ubicate in Italia, come la sede dell'EMA (l'European Medicines Agency), la sede dell'Autorità bancaria europea oppure la sede centrale del tribunale unico brevetti;
6) a informare periodicamente il Parlamento italiano dello svolgimento dei negoziati ed a fornire alle Camere la relativa documentazione;
7) al fine di rafforzare le istanze comunitarie incanalandole verso l'avvio di un processo di profonda riforma che porti ad una unità politica reale fondata su comuni politiche estere, di difesa, fiscale e del lavoro con organismi unitari e democraticamente eletti da tutti i popoli europei, che ponga al centro la coesione, la pace e l'interesse reale dei cittadini europei ad affrontare nell'immediato e con la gradualità necessaria determinata anche da scadenze già determinate, a:
   a) porre con forza il tema della revisione del Fiscal Compact, attivando ogni iniziativa finalizzata alla convocazione di una Conferenza europea per definirne le necessarie modifiche;
   b) proporre l'istituzione di un bilancio interno dell'Eurozona finalizzato a politiche di contrasto alla disuguaglianza e alla povertà a partire dalla proposta, già avanzata nelle sedi nazionali e europee, di un sussidio europeo di disoccupazione e al finanziamento di un piano di investimenti pubblici anche con la possibilità di emettere eurobonds;
   c) avviare un percorso di revisione dei Trattati volto al superamento dell'attuale assetto ormai insostenibile sul piano sociale, economico e della finanza pubblica;
   d) valutare la possibilità di proporre un'alleanza dei Paesi dell'Europa del Sud per uscire dall'austerità e promuovere politiche coordinate di sviluppo ecologico e sociale.
(6-00316)
(Testo modificato nel corso della seduta) «Palazzotto, Fratoianni, Marcon, Airaudo, Brignone, Civati, Costantino, Farina, Fassina, Giordano, Gregori, Maestri, Paglia, Pannarale, Pellegrino, Placido».