• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.3/03000    l'inceneritore di Montale (Pistoia), attivo dal 1978, fu al centro di un processo penale, in seguito agli sforamenti dei limiti di legge delle emissioni di diossina nell'estate del 2007,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-03000presentato daBIANCONI Mauriziotesto diMercoledì 3 maggio 2017, seduta n. 788

   BIANCONI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:
   l'inceneritore di Montale (Pistoia), attivo dal 1978, fu al centro di un processo penale, in seguito agli sforamenti dei limiti di legge delle emissioni di diossina nell'estate del 2007, conclusosi con condanne e liquidazioni di risarcimenti a carico dell'azienda che lo gestiva;
   l'impianto, costantemente al centro di roventi polemiche, ha dato luogo a reiterati incidenti nel 2007, 2015 e nel 2016, emettendo sostanze micro inquinanti;
   inoltre, esso fu sottoposto il 14 ottobre 2015 ad un'ispezione dell'Arpat, all'esito della quale venivano rilevate «preoccupanti condizioni di scarsa affidabilità». A distanza di 16 mesi, il 6 maggio 2016 l'Agenzia confermava la sua determinazione (si veda il sito del comune di Montale (Pistoia);
   il 18 gennaio 2017, dinanzi alla commissione ambiente del comune di Montale, il responsabile Arpat confermò sostanzialmente, enumerando le deficienze gestionali dell'impianto, quanto espresso nella menzionata relazione;
   nell'ottobre 2015 all'impianto in questione veniva concessa l'AIA (Aut. Int. ambientale) alla «massima saturazione termica», senza alcun dato aggiornato sulla situazione sanitario-ambientale (dati aggiornati al 2008/2009), come invece ribadito dal Consiglio di Stato (sentenza n. 163 del 2015) che bloccò per motivi analoghi l'inceneritore di Scartino (Grosseto);
   inoltre, l'articolo 35 del decreto-legge «Sblocca Italia» concede la «massima saturazione termica» di utilizzo di un impianto a patto che esista la «compatibilità ambientale» basata su dati aggiornati;
   per di più, l'Asl 3 certificava (delibera n. 63 del 19 febbraio 2013) la sussistenza nell'area in questione di «eccessi di mortalità statisticamente significativi per singoli tumori nei Comuni aggregati e non, nei due sessi» e con successive comunicazioni, che si registravano dal 2005 al 2014, incrementi di patologie oncologiche nell'ordine di oltre il 140 per cento nella popolazione dei comuni circostanti all'impianto –:
   se il Ministro interrogato sia a conoscenza di questa allarmante situazione;
   se, in applicazione del generale «Principio di precauzione» previsto anche dal Trattato sul funzionamento dell'Unione europea all'articolo n. 191, non intenda assumere ogni iniziativa di competenza per verificare, anche attraverso il comando dei carabinieri per la tutela dell'ambiente, la situazione dei luoghi e il livello di inquinamento nell'ottica di tutelare la salute pubblica e nell'auspicio di pervenire alla chiusura tempestiva dell'impianto. (3-03000)