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Atto a cui si riferisce:
C.1/01623    premesso che:     lo sviluppo che, da anni, caratterizza i settori della robotica e dell'intelligenza artificiale, in continua espansione in molteplici campi – si...



Atto Camera

Mozione 1-01623presentato daPALMIERI Antoniotesto diGiovedì 4 maggio 2017, seduta n. 789

   La Camera,
   premesso che:
    lo sviluppo che, da anni, caratterizza i settori della robotica e dell'intelligenza artificiale, in continua espansione in molteplici campi – si pensi, a titolo esemplificativo, all'automazione industriale, al trasporto, alla medicina, all'edilizia ed alla domotica – hanno contribuito ad una decisa e profonda trasformazione degli stili di vita, delle abitudini, nonché dei modelli lavorativi della popolazione della maggioranza dei Paesi industrializzati, tanto da spingere alcuni analisti ad affermare che è in atto una «quarta rivoluzione industriale»;
    si stima che, entro il 2020, il mercato mondiale della robotica raggiungerà un valore pari a 150 miliardi di dollari. Attualmente, l'Asia rappresenta il mercato con il più alto tasso di crescita, mentre la Cina, singolarmente considerata, ha superato l'Europa. L'Italia riveste, nel campo della robotica, un ruolo di leadership in termini di ricerca, innovazione e produzione e rappresenta il sesto Paese nel mondo, ed il secondo in Europa, per livelli di produzione di robot industriali;
    i dati riportati all'interno del report sulle operazioni di fusioni ed acquisizioni (M&A) redatto dallo studio legale Clifford Chance mettono in luce che l'automazione industriale, le telecomunicazioni e la robotica rappresentano i settori in cui si sono registrate le maggiori fusioni ed acquisizioni nel mondo nell'anno 2016, sfiorando i 700 miliardi di dollari, con un aumento del 3 per cento rispetto all'anno precedente ed a fronte di un generalizzato calo di tali operazioni di una percentuale pari al 19 per cento. Inoltre, la Germania rappresenta il Paese che ha avuto la migliore performance, seguita dall'Italia che, dal 2007 a questa parte, ha registrato notevoli incrementi in tale settore. Lo scenario europeo è affiancato dall'imponente presenza delle imprese cinesi, che si confermano le protagoniste assolute delle maggiori operazioni di fusioni ed acquisizioni avvenute nel 2016;
    l'indagine conoscitiva su «Industria 4.0» della Camera dei deputati, predisposta con l'obiettivo prioritario di elaborare una proposta di «via italiana all'Industria 4.0», analizza i punti di forza e di debolezza del sistema industriale nazionale in relazione alla sua digitalizzazione, ed individua altresì alcune grandi sfide poste dalla rivoluzione digitale che dovrebbero essere affrontate in modo sistematico. La prima è quella dell'occupazione, che condurrà verso una profonda modifica della geografia del mercato del lavoro: secondo quanto affermato nella relazione conclusiva dell'indagine, infatti, diminuiranno le richieste di lavoro manuale poco qualificato, mentre aumenteranno le richieste di figure professionali qualificate; tutto ciò, quindi, renderà necessario affrontare la delicata questione della riconversione di molte figure professionali. Inoltre, gli strumenti digitali, che consentono una riduzione del costo ed una maggiore sporadicità del coordinamento dell'attività dei lavoratori, inducendo possibili nuove forme di instabilità lavorativa e maggiore precarizzazione rispetto al passato, inducono a prevedere nuove istituzioni di supporto. Strettamente legata a tale sfida è, poi, quella relativa alla scuola e al sistema educativo, sia sotto il profilo dell'offerta di percorsi formativi, che delle metodologie di insegnamento, al fine di garantire lo sviluppo di nuove conoscenze;
    le numerose e rilevanti sfide imposte dal crescente sviluppo delle tecnologie e dell'intelligenza artificiale non passano soltanto attraverso la messa in campo di interventi esclusivamente di carattere fiscale che, seppur, rilevanti non riescono comunque a risolvere, da soli, le questioni sollevate dal crescente sviluppo delle tecnologie, con il rischio concreto di trascurare le conseguenze che tali interventi creano all'interno del mercato del lavoro. Sotto tale profilo, emerge la crescente necessità di investire, all'interno del sistema industriale, in meccanismi di formazione professionale che tengano conto dei reali bisogni del sistema produttivo nazionale e che siano, dunque, maggiormente orientati ad affrontare tali problematiche;
    le molteplici tematiche legate alla tecnologia ed alla crescente presenza dell'intelligenza artificiale nella quotidianità rappresentano un tema strategico per l'intero Paese che, proprio per tale ragione, non può essere oggetto di scontri e divisioni politiche ma, al contrario, costituisce un'occasione affinché tutti i partiti presenti in Parlamento procedano, in uno sforzo comune, compatto ed unitario, all'individuazione delle principali linee d'intervento sul tema;
    auspicando un'ampia convergenza su un tema particolarmente rilevante, e che dovrebbe essere scevro da divisioni e conflitti ideologici, quale quello della robotica e dello sviluppo dell'intelligenza artificiale, il Gruppo Forza Italia ha inteso condividere e raccogliere, attraverso il presente atto di indirizzo, le istanze proposte dalle altre forze politiche sull'argomento, con la consapevolezza di trattare una questione su cui è opportuna la massima condivisione,

impegna il Governo:

1) a favorire una linea comune tra i Ministeri competenti in materia, nell'approccio allo sviluppo sostenibile della robotica, dell'intelligenza artificiale e della sicurezza informatica; a promuovere attività di formazione, ricerca e sviluppo nelle scuole, nelle università e nei centri di ricerca italiani di tali tecnologie e a sostenerne le applicazioni alla produzione industriale e ai servizi civili in imprese consolidate e a start up innovative, in linea con quanto emerso dall'indagine conoscitiva della Camera dei deputati su «Industria 4.0: quale modello applicare al tessuto industriale italiano. Strumenti per favorire la digitalizzazione delle filiere industriali nazionali» e in linea con il piano «Italia 4.0» del Governo, tenendo conto dei problemi aperti relativi al tema della cyber-security e della rilevanza etica e dell'impatto che tali tecnologie avranno sulla società e sul mondo del lavoro;
2) a realizzare un libro bianco in materia che riguardi i diversi Ministeri competenti, nell'ottica della redazione di un Piano nazionale per le sfide proposte dalla quarta rivoluzione industriale, considerato che l'Italia è il secondo Paese manifatturiero dell'Unione europea;
3) ad avviare, a livello nazionale, anche attraverso l'istituzione di un apposito Osservatorio, l'analisi e il monitoraggio permanente dell'impatto dell'uso dei robot e dell'intelligenza artificiale, in particolare, individuando i settori produttivi dove si verifichino o possano verificarsi la creazione ovvero la perdita di posti di lavoro e la loro quantificazione, nonché monitorando la sostenibilità del sistema di protezione sociale del nostro Paese in relazione all'impatto della «quarta rivoluzione industriale», coinvolgendo tanto gli attori politici, sociali, ed economici, quanto quelli della ricerca, al fine di individuare un quadro di azioni e di soluzioni innovative in grado di rispondere alle criticità e di creare opportunità reali per il nostro Paese;
4) ad assumere le necessarie iniziative affinché lo sviluppo della robotica in Italia avvenga in un contesto normativo univoco e concertato tra tutti i soggetti a vari livelli interessati;
5) a presentare al Parlamento una relazione per la valutazione di rischi ed opportunità che lo sviluppo del settore della robotica e dell'intelligenza artificiale può generare per l'economia del nostro Paese;
6) ad assumere iniziative, anche di carattere normativo, che si pongano l'obiettivo di fornire un quadro di riferimento per l'utilizzo dei robot e dell'intelligenza artificiale e che affrontino questioni rilevanti quali la definizione di un quadro di sicurezza sociale, capace di affrontare le problematiche derivanti dall'impatto negativo sull'occupazione, attraverso la formazione permanente, la riduzione dell'orario di lavoro, l'imposizione fiscale, da ripensare rispetto al mondo del lavoro, l'istituzione di un reddito garantito minimo;
7) a sostenere, in questa fase di transizione verso un'economia altamente innovativa e digitalizzata, le micro e piccole imprese nel rinnovamento dei loro processi produttivi, integrandoli con quella parte del sistema industriale già interconnessa, quale presupposto per lo sviluppo di una strategia che miri alla più ampia diffusione delle tecnologie avanzate;
8) ad assumere iniziative, anche in sede comunitaria, che portino a una maggiore giustizia fiscale nei confronti dei grandi gruppi multinazionali che adottano pratiche elusive, spesso coincidenti proprio con i colossi dell’Information & communication technology (Itc) che sono gli attori principali della transizione in corso verso l'automazione e l'intelligenza artificiale;
9) a proporre nuovi strumenti e istituti per il lavoro, alla luce di uno scenario di dematerializzazione del lavoro che riduce il suo legame con i tradizionali tempi e luoghi di prestazione e dell'incremento del lavoro autonomo;
10) ad analizzare soluzioni alternative e innovative di welfare in merito agli effetti che lo sviluppo della robotica e dell'intelligenza artificiale avrà sull'occupazione;
11) a promuovere attività di formazione, ricerca e sviluppo nelle scuole con riguardo a robotica e intelligenza artificiale, con particolare attenzione alle problematiche della disabilità;
12) ad assumere iniziative, per quanto di competenza, per sviluppare nelle università e nei centri di ricerca italiani tecnologie ad alto livello di complessità, incoraggiando i giovani a trasformare in brevetti molte delle loro intuizioni, investendo soprattutto nei giovani ricercatori con opportuni incentivi che favoriscano il loro inserimento nei settori strategici del Paese;
13) ad assumere iniziative per dare il reale supporto finanziario ai settori della ricerca relativi alla robotica e all'intelligenza artificiale, considerati prioritari dallo stesso programma nazionale per la ricerca (Pnr) 2015-2020;
14) a sostenerne le applicazioni delle nuove tecnologie alla produzione industriale e ai servizi civili, anche favorendo la nascita di start up innovative, che promuovano lo sviluppo complessivo delle aziende e favoriscano processi di cambiamento organizzativo a servizio dei cittadini;
15) ad approfondire i problemi relativi al tema della cyber-security e della rilevanza etica e dell'impatto che le nuove tecnologie avranno sulla società e sul mondo del lavoro, investendo energie significative nella formazione e nella riqualificazione professionale di soggetti che altrimenti resterebbero tagliati fuori da questo settore produttivo;
16) a favorire, a livello europeo, proposte politiche che si traducano in una normativa capace di salvaguardare valori come: la dignità umana; la privacy, attraverso una corretta gestione dei dati personali; la sicurezza, evitando in ogni modo possibili manipolazioni; la non discriminazione, permettendo a tutti coloro che lo desiderano e ne hanno bisogno di accedere ai programmi che l'intelligenza artificiale consente di realizzare progressivamente; in altri termini contribuendo a creare una carta dei valori in robotica, di cui si parla da lungo tempo ma che non è ancora attiva;
17) a promuovere le opportune iniziative volte a informare e sensibilizzare i cittadini sull'evoluzione tecnologica applicata agli ambiti produttivi e ai servizi, nonché sulle nuove dinamiche e ricadute in termini socio-economici ad essa connesse, finalizzate a sviluppare maggiore consapevolezza nel Paese;
18) ad istituire un osservatorio nazionale, adeguatamente organizzato, in accordo con regioni e enti locali, per la rilevazione alla luce degli sviluppi della robotica e dell'intelligenza artificiale dei mutamenti dei sistemi economici e produttivi in termini di impatto sulle competenze delle figure professionali, al fine di:
   a) mappare adeguatamente quei «nuovi saperi» e adottare le conseguenti iniziative di competenza per sviluppare percorsi di formazione continua in modo da dotare chi già è occupato, così come chi è in attesa di collocazione, delle competenze necessarie – adeguate ai diversi livelli di specializzazione – per rispondere attivamente alle sfide dell'innovazione anziché subirle (fuoriuscita dal mercato);
   b) svolgere, in maniera sistematica, indagini specifiche, a livello territoriale, per profilare ciascuna realtà territoriale secondo le caratteristiche e dinamiche peculiari del tessuto economico locale;
19) ad assumere le opportune iniziative per dare concreta operatività al Sistema informativo sulle professioni, garantendone, nell'ambito del piano nazionale di cui in premessa, i processi di manutenzione ed aggiornamento;
20) ad assumere iniziative per potenziare le misure di incentivo alle imprese per l'assunzione di personale altamente qualificato e per l'impiego di strumenti fisici o digitali ad alto valore tecnologico al fine di realizzare prodotti innovativi;
21) a promuovere iniziative normative per favorire l'adeguamento degli strumenti contrattuali esistenti, rispetto all'impatto delle nuove tecnologie nel mondo del lavoro, anche attraverso iniziative volte a rimodulare progressivamente l'orario di lavoro al fine di migliorare la conciliazione tra la giornata lavorativa e la vita familiare e sociale;
22) ad adottare le opportune iniziative per definire e sviluppare un programma di investimenti nella cura, nell'istruzione e nella salute pubblici (cosiddette infrastrutture sociali), al fine di rafforzare la sete sociale a beneficio dei cittadini, nonché migliorare e omogeneizzare gli standard minimi di vita anche grazie alla redistribuzione della ricchezza prodotta dai sistemi produttivi con elevato ricorso all'automazione e alla robotica;
23) ad assumere le iniziative necessarie per avviare, anche in conseguenza degli effetti dello sviluppo della robotica, un programma di sperimentazione di forme di reddito di base incondizionato, analogamente a quanto già in atto in Finlandia;
24) a valutare, di concerto con quanto già disposto a livello comunitario e, in particolare dal Parlamento europeo, l'introduzione di uno status giuridico specifico per i robot, con particolare riferimento ai profili etici e di responsabilità civile, nonché in ambito fiscale;
25) a prevedere, nel prossimo disegno di legge di bilancio, adeguate risorse per le forme di sicurezza sociale, di tutela del reddito dei lavoratori, della promozione della formazione di personale altamente specializzato, di finanziamento della ricerca nei settori della robotica e dell'intelligenza artificiale, di politiche industriali orientate alla riconversione tecnologica.
(1-01623) «Palmieri, Occhiuto».