• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/02085/022 in sede di esame dell'AS 2085 recante "legge annuale per il mercato e la concorrenza", premesso che: l'articolo 58 del presente disegno di legge verte su Misure per incrementare la...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/2085/22 presentato da LOREDANA DE PETRIS
mercoledì 3 maggio 2017, seduta n. 816

Il Senato,
in sede di esame dell'AS 2085 recante "legge annuale per il mercato e la concorrenza",
premesso che:
l'articolo 58 del presente disegno di legge verte su Misure per incrementare la concorrenza nella distribuzione farmaceutica;
il comma 1 dell'articolo 10 del decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 193, dispone attualmente l'obbligo per il medico veterinario di prescrivere e di utilizzare, sugli animali in cura, solo il farmaco registrato in medicina veterinaria;
il veterinario risulta dunque impossibilitato ad utilizzare la migliore molecola attiva al momento (anche in base agli eccipienti e alle vie di somministrazione);
tale possibilità, oltre a permettere una migliore cura del paziente potrebbe consentire ingenti risparmi sia ai proprietari privati degli animali d'affezione che allo Stato e agli enti locali, vista l'enorme differenza del prezzo esistente tra la specialità registrata per gli animali e quella per l'uso umano, come il farmaco generico;
secondo alcune stime i canili presenti nel territorio nazionale sono circa 400 e ospitano mediamente 700.000 cani randagi, per una spesa di circa 7 milioni di euro al giorno, tra canili e gattili, rifugi sanitari pubblici altre strutture soggette a contributi pubblici;
il cosiddetto prodotto "generico" (introdotto dall'articolo 3, comma 130 della legge 28 dicembre 1995, n. 549) è una specialità medicinale "essenzialmente simile" a un prodotto il cui brevetto è scaduto, ed è quindi costituito dalla stessa composizione quali-quantitativa di principi attivi e da una forma farmaceutica equivalente,
impegna il Governo a prevedere, con successivi interventi normativi la possibilità che, ove non esistano molecole attive registrate e autorizzate in medicina veterinaria, con eccipienti e con vie di somministrazione ritenute idonee dal medico veterinario responsabile per la cura di una patologia di una specie animale non destinata alla produzione di alimenti per l'uomo, il medico veterinario responsabile possa sotto la sua diretta responsabilità e al fine di evitare all'animale evidenti stati di sofferenza, trattare l'animale interessato con un medicinale veterinario autorizzato in Italia per l'uso su un'altra specie animale o per un'altra affezione della stessa specie animale o, in mancanza di esso, con un medicinale autorizzato per l'uso umano oppure con un medicinale veterinario autorizzato in un altro Stato membro dell'Unione europea conformemente a misure nazionali specifiche, per l'uso nella stessa specie o in un'altra specie per l'affezione in oggetto, ovvero per un'altra affezione e, ove tali medicinali non siano disponibili, con un medicinale veterinario preparato estemporaneamente da un farmacista in farmacia a tale fine, conformemente alle indicazioni contenute in una prescrizione medico veterinaria.
(numerazione resoconto Senato G58.200)
(9/2085/22)
DE PETRIS, CERVELLINI, PETRAGLIA, DE CRISTOFARO, BAROZZINO, BOCCHINO, CAMPANELLA, MINEO