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Atto a cui si riferisce:
C.1/00420 premesso che: già nel 1972, su indicazione della CEE, è stato introdotto in Italia il divieto di pubblicizzazione dei prodotti per fumatori; l'11 novembre 1975 entra in...



Atto Camera

Mozione 1-00420presentato daDALL'OSSO Matteotesto diMartedì 1 aprile 2014, seduta n. 202

La Camera,
premesso che:
già nel 1972, su indicazione della CEE, è stato introdotto in Italia il divieto di pubblicizzazione dei prodotti per fumatori;
l'11 novembre 1975 entra in vigore la legge n. 584 che vieta il fumo sui mezzi di trasporto pubblico (ad eccezione delle carrozze riservate ai fumatori) e in alcuni locali pubblici (ospedali, cinema, teatri, musei e biblioteche);
nel 1986 il Ministro della sanità pro tempore Costante Degan presentò un disegno di legge che tentò di estendere i divieti anche ai ristoranti e ai luoghi di lavoro;
dal 1991 su ogni prodotto da fumo compare per la prima volta in Italia la scritta informativa a caratteri cubitali il fumo è nocivo e negli anni a seguire con altre diciture;
la legge 16 gennaio 2003, n. 3, ha stabilito il divieto di fumare in tutti i luoghi pubblici al chiuso, a eccezione dell'introduzione di apposite sale fumo, nelle quali può essere servito cibo;
in seguito a una sentenza del TAR del Lazio del 1o agosto 2005, confermata dal Consiglio di Stato il 7 ottobre 2009, non sono più previste sanzioni per il gestore che non segnala alla forza pubblica gli avventori in contravvenzione cosa che dovrebbe essere attuata per preservare i non fumatori;
le sale fumatori sono soggette a pesanti restrizioni: devono essere ventilate separatamente, con specifici valori circa il tasso di ricambio dell'aria; la pressione atmosferica in tali sale deve essere costantemente più bassa di quella delle sale adiacenti; devono essere munite di porte scorrevoli a chiusura automatica; risulta che solo l'1 per cento dei locali pubblici abbia introdotto una sala fumatori a causa degli elevatissimi costi degli adeguamenti;
attualmente in Italia è consentito fumare liberamente solo nei luoghi aperti (compresi i parchi pubblici e gli stadi) o in quelli parzialmente aperti (dehors, portici, gallerie commerciali e altri) oltre che ovviamente nelle residenze private e nelle già citate sale fumatori. Da più parti vi sono pressioni per ampliare il divieto anche agli stadi ed esistono già movimenti di opinione che chiedono di proibire il fumo anche nei giardini pubblici,

impegna il Governo:

a valutare sin da subito l'ipotesi di estendere il divieto di fumo, anche creando delle apposite aree destinate ai fumatori, anche ai giardini pubblici ovvero in spazi in cui vi possa essere una presenza di bambini;
ad assumere iniziative per estendere il divieto di fumo a tutti i soggetti che non abbiano compiuto il ventunesimo anno di età e aumentare le sanzioni in caso di violazione;
ad assumere iniziative per restringere il quantitativo di importazione ad personam di prodotti contenenti tabacco o derivati acquistati negli altri Paesi e ad aumentare i controlli dando incarico alla Guardia di finanza ed alla polizia di Stato di controllare le aree confinarie italiane.
(1-00420) «Dall'Osso, Baroni, Cecconi, Di Vita, Grillo, Lorefice, D'Incà, Brugnerotto, Nuti, Cozzolino, Lombardi, Frusone, Artini, Basilio, Corda».